Rapporto di Missione in Senegal di AVSF Francia – VSF Italia Sivtro in collaborazione con SIOV

 

header_sivtroLe attività dei progetti di terreno attivi nel 2014 procedono senza sosta, vi invitiamo a leggere la Relazione sullo stato di avanzamento dei lavori del Progetto “Les femmes Tanneuses de Dahra”. Il Vicepresidente VSF Italia Pietro Venezia ha partecipato alla missione in Senegal dal 4 al 21 dicembre 2013, in allegato la sua Relazione. Un ringraziamento particolare all’Istituzione Centro Nord Sud per tutto  il sostegno e per avere reso possibile il progetto.

DSC02106Un ringraziamento di cuore a Moussa Baldè, Alassane Sidibe, Amadou Ndongo e a tutta l’equipe Avsf  Senegal.

La collaborazione Avsf Francia – VSF Italia rientra nella strategia di integrazione portata avanti dai membri di VSF Europa. Avsf Francia e VSF Italia-Sivtro collaborano già da anni nell’ambito del progetto DEP (Development educational project).

Dopo i primi contatti tra Avsf Francia e VSF Italia – Sivtro per una collaborazione di terreno iniziata a Praga durante l’incontro annuale di VSF Europa (20/09/2013) un rappresentante di VSF Italia si è recato a Lyon (5/11/2013) per definire la collaborazione. Vista la concomitanza di progetti in Senegal, si è deciso di approfittare di questa convergenza e dal 4 al 21 di dicembre un esperto VSF Italia ha visitato alcuni progetti in Senegal di entrambe le associazioni. La visita ha riguardato il monitoraggio di alcuni progetti di cooperazione decentrata a Dahra, la collaborazione con lo staff Avsf di Linguere, la visita ai progetti Avsf di Kolda, la partecipazione all’incontro nazionale dell’equipe Avsf Senegal e la partecipazione alla fiera di prodotti agrozootecnici locali. Agroecologia e approccio sistemico sono state le basi tecniche di approccio al monitoraggio dei progetti. La missione è stata finanziata da fondi propri Avsf Francia e VSF Italia – Sivtro, dalla Provincia di Pisa, da Siov (Società Italiana Omeopatia Veterinaria) e Cemon (Presidio omeopatia italiana). Le zone visitate: Dahra (Ferlo) e la zona di Kolda (Alta Casamance). Dahra con il suo mercato del bestiame e il suo macello rappresenta uno dei centri più importanti di una zona silvopastorile che si estende tra le regioni di Saint-Louis, Louga et Matam. L a zona silvopastorile senegalese occupa una superficie di 56.269Km², ossia il 29% del territorio nazionale. Questa zona è da lungo tempo utilizzata come pascolo durante la stagione delle piogge. I suoli ferruginosi tropicali silicei, bruni o bruni rossi semiaridi e aridi a fine stagione secca, sono sottoposti a sovrapascolo, parziale o grave diminuzione della coltre arborea, erosione eolica (febbraio – aprile) e idrica (giugno – ottobre) presentando gravi problemi e rischio di ulteriore desertificazione. Circa il 30% dei capi bovini, ovini e caprini del Paese viene allevato in queste zone. Le mandrie di bovini ed i greggi di piccoli ruminanti permangono stabilmente nella zona di Dahra solo una parte dell’anno. La maggioranza dei piccoli ruminanti assieme alle vacche in lattazione, finita la stagione delle piogge, transuma sui terreni agricoli del bacino a prevalente produzione di arachidi (bassin arachidier), formando un corpo agrozootecnico unico.

Organismo agricolo: Interessante notare l’integrazione tra zone a vocazione zootecnica con zone a vocazione agricola, la fine delle stagione delle piogge e quindi dei pascoli corrisponde con la fine della raccolta dei prodotti agricoli del “bacino arachidi”; le greggi si trasferiscono nel Bassin arachidier per ripulire i campi dai resti della coltivazione, concimando i terreni e mantenendo rapporti sociali e commerciali tra le due regioni.

Vsf Italia – Sivtro ha il compito di monitorare due progetti a Dahra:

– Situazione del macello costruito nel 2008 con fondi italiani della cooperazione decentralizzata (Regione Toscana, Comune di Cascina, Provincia di Pisa, Acque SPA)

– “Sostegno alla Tannerie artisanalle di Dahra” : appoggio tecnico (fondi Provincia di Pisa) ad un gruppo di donne conciatrici di pelli.

Avsf Francia lavora nella regione di Louga, compresa Dahra con il progetto:

– “Projet Changement climatique par la mise en place d’un système d’alerte précoce et installation debiodigesteurs

Il macello rappresenta un punto focale per il controllo del bestiame e della qualità delle carni. I tecnici veterinari controllano giornalmente l’animale in vita e le carcasse (linfonodo prescapolare, linfonodo popliteo, cuore, fegato e polmone) ma sono pesantemente penalizzati dalla mancanza di energia elettrica che dal 2008 non è stata ancora allacciata. Tutti gli impianti del macello sono fermi e quindi c’è impossibilità di poter pesare gli animali e definire un prezzo equo per il lavoro. I macchinari per il sollevamento delle carcasse non possono funzionare ed anche le pompe per la fossa biologica dove finiscono scarti solidi e liquidi sono ferme. Dietro il macello si è quindi formato un deposito a cielo aperto di scarti di macellazione, formando un ambiente ideale per cani randagi, topi, avvoltoi ed insetti. cani randagi intorno alla struttura Pulizia manuale scarti macellazione. La mancanza di energia elettrica impedisce la produzione di acqua calda per pulire con efficacia le strutture e l’utilizzo delle celle di refrigerazione. Il macello è dotato di un motore diesel per la produzione di elettricità, ma l’aumento del costo del carburante lo rende totalmente antieconomico e per la refrigerazione dovrebbe funzionare 24 ore su 24, quindi non viene usato. Scarti del macello e loro possibile utilizzo:

sangue, materiale fecale e digestivo: biogas

ossa: polvere minerale

corna: artigianato

pelle: concia (vedi progetto Vsf Italia Tannerie artisanalle)

Insieme ai colleghi veterinari locali ed all’equipe Avsf di Linguere abbiamo affrontato il problema dell’energia elettrica comunicando a più riprese con il Consiglio Regionale di Louga e con i rappresentanti del Comune di Dahra. Abbiamo avuto buoni riscontri, risolto qualche problema amministrativo e politico tra Consiglio Regionale e Comune di Dahra e rimesso in moto le trattative che stagnavano da ormai 6 anni. Il processo per l’allacciamento alla rete elettrica verrà monitorato in loco dall’ equipe Avsf Linguere a da VSF Italia tramite i contatti italiani.

logo siov1Azioni future di miglioramento riguardanti il macello e la susseguente salute pubblica:

1) costruzione di biodigestori per lo smaltimento di rifiuti solidi e liquidi di origine animale e produzione di energia elettrica e acqua calda sull’esempio del progetto Avsf a Saint Louis.

2) formazione in tecniche artigianali e commercializzazione delle corna di bovini N’Dama.

3) Produzione di integratori minerali con gli scarti ossei

4) valutazione, gestione e controllo del randagismo intorno al macello e regolarizzazione delle campagne di vaccinazione contro la rabbia

5) piantumazione di alberi con creazione di zone d’ombra per gli animali in attesa (equidi da tiro e capi in attesa della macellazione), per il personale ed i fruitori del macello (macellai e commercianti locali).

6) Piantumazione di alberi come barriera rompivento per diminuire l’impatto sul tetto del macello che presenta già grosse difficoltà.

7) Piantumazione di alberi nella via di comunicazione tra il paese ed il macello per permettere agli animali e alle persone di camminare sotto l’ombra nelle ore più calde del giorno.

8) vista l’ampiezza del tetto, con l’installazione di contenitori adeguati si possono recuperare grandi quantità d’acqua durante la stagione delle piogge.

9) L’acqua di scarto usata per le pulizie del macello può essere depurata tramite fitodepurazione ed utilizzata per un orto-frutteto in usufrutto alla famiglia del custode, ai tecnici del macello e alle famiglie limitrofe.

10) Dotare il macello di un laboratorio di analisi (feci e sangue) utilizzando gli spazi inutilizzati e fare formazione ai tecnici. (vedi capitolo patologie e farmaco resistenza)

11) Il macello rappresenta un punto focale di raccolta dati, molti già raccolti ma non utilizzati:

  1. numero macellati (ovini, caprini, bovini, camelidi) (raccolti)
  2. numero patologie (raccolti parzialmente)
  3. che patologie (raccolti parzialmente)
  4. presenza plastica in ambito ruminale (raccolti parzialmente)
  5. tipo di parassiti incontrati e localizzazione (stomaci – intestini – fegato – polmoni) (non raccolti)

Dividendo l’apparato digerente per settore possiamo definire dove vengono trovati i parassiti, capire di che specie sono, le quantità e avere una base per terapie mirate. Mercato del bestiame di Dahra (domenica) è un altro punto focale per la regione per il monitoraggio della salute e del benessere animale. L’installazione di un piccolo laboratorio di analisi (vedi progetto VSF Italia – Sivtro nei campi profughi Sahrawi) nel macello di Dahra diventa di grande supporto per eventuali problemi sanitari riscontrati al mercato o denunciati dai pastori. Si verifica salute generale degli animali venduti, provenienza.

Les femmes tanneuses de Dahra. Sostegno alla Tannerie artisanalle di Dahra

Attraverso il finanziamento della provincia di Pisa VSF Italia appoggia un gruppo di donne (22) che conciano la pelle (ovini, caprini, bovini) in maniera artigianale. Sono varie le difficoltà affrontate da questo gruppo, tra cui:

1) gestione poco trasparente dei materiali e dei fondi da parte della presidente

2) ubicazione del “laboratorio a cielo aperto” alla periferia di Dahra in un terreno donato dal Comune alle donne. Il terreno è di proprietà del gruppo ma è una discarica.

3) la necessità di riportare nelle rispettive abitazioni ogni giorno il materiale e le attrezzature perché non hanno nessuna struttura di ricovero/deposito

4) sostituzione dei principi chimici per la lavorazione della pelle, pericolosi per la salute ed introvabili sul mercato locale e di Dakar.

Per prima cosa è stata affrontata la questione della gestione dei materiali. I materiali sono stati trasferiti dalla casa della presidente all’ ufficio veterinario di Dahra sotto la gestione del servizio veterinario.

Abbiamo quindi discusso e condiviso un protocollo di gestione:

a) il materiale è collettivo e destinato solo alle donne che lavorano la pelle

b) fino a quando il gruppo non riuscirà a trovare un magazzino i materiali saranno stoccati nell’ufficio veterinario.

c) Alassane Sidibe, responsabile amministrativo del macello gestirà la chiave del deposito.

d) Il segretario dell’associazione e non il presidente diventa il responsabile dei materiali. Il segretario per poter gestire i materiali deve essere un membro attivo dell’associazione quindi lavorare la pelle. In caso smetta la sua attività lavorativa verrà immediatamente sostituito.

e) Il responsabile della chiave del magazzino ed il segretario eseguiranno settimanalmente il controllo dei materiali.

Il gruppo ha bisogno di circa 200.000 fr CFA (300 euro circa) per la costruzione di un deposito attrezzi. Abbiamo ragionato sull’ubicazione del deposito che potrebbe essere posto anche nelle vicinanze del macello di Dahra o nei locali inutilizzati del macello. L’ubicazione attuale in una discarica dovrebbe prevedere la bonifica del luogo prima della costruzione del magazzino con il coinvolgimento della municipalità di Dahra. Le donne pensano di autotassarsi per circa 10.000 fr CFA (15 euro circa) a testa per comprare mattoni e cemento. Viste le condizioni nelle quali lavorano le donne abbiamo identificato un sistema di concia della pelle eliminando il Solfato di sodio ed il solfuro di ammonio, pericolosi per la salute dellelavoratrici, dei bambini che le accompagnano durante le lavorazioni, dei piccoli ruminanti presenti sul luogo di lavoro.

Schema di lavorazione:

Pelle secca si lascia in acqua per due giorni

Pelle fresca niente acqua

Pelle secca 3 giorni in acqua con calce viva* (sostituzione solfuro di sodio)

Pelle fresca 2 giorni in acqua con calce viva* (sostituzione solfuro di sodio)

(* si compra a Dahra)

Viene raschiato via il pelo

La pelle viene introdotta in un contenitore con acqua e crusca (sostituzione solfato di ammonio)

Dopo questo passaggio la pelle viene lavata con ipoclorito di calcio (eau de javel) e sapone (tutti prodotti comprati a Dahra)

Quindi a bagno nei semi di Acacia nilotica var. adansonii (nep nep) con sale e sapone.

Finito il tannaggio la pelle viene lavata con sapone e messa al sole a seccare

In tutto la lavorazione richiede una settimana.

Commenti:

la concia della pelle rappresenta la trasformazione di uno degli scarti di macellazione ed una entrata economica integrativa per le donne e le loro famiglie. Rappresenta un’attività tradizionale e merita di essere migliorata ed ampliata per fornire un lavoro ed un’integrazione economica alla parte di popolazione in difficoltà. La commercializzazione delle pelli si basa sul mercato locale e su quello di Touba. Bisogna studiare meglio eventuali altri sbocchi commerciali puntando sulla realizzazione di finimenti per i cavalli da tiro che presentano abrasioni cutanee quando i finimenti sono realizzati in plastica o vecchie camere d’aria. trasporto piccoli ruminanti al macello Lesioni da camera d’aria . La realizzazione di tappeti da preghiera nei quali si può lasciare il pelo, strumenti musicali e artigianato. La ricerca di materiali di concia naturali ed innocui va continuata. Può essere creata una piccola filiera della pelle naturale sullo stile AVSF, unendo a questo il progetto benessere degli equidi di Velingara (Casamance)

Analisi sistemica dei territorio visitato (Dahra):

I problemi sanitari più importanti si concentrano soprattutto nella stagione secca ed a fine della stagione secca ossia da febbraio a giugno – luglio dipendendo dall’inizio delle prime piogge e dalla rigenerazione del manto erboso dei pascoli. Il periodo di secco coincide anche con un abbassamento delle temperature soprattutto notturne, la presenza di forti venti, la diminuzione della quantità di foraggio disponibile, la diminuzione della qualità del foraggio disponibile e la scarsezza di acqua per l’abbeverata. La sicurezza alimentare animale base prima per il buon stato di salute umana è compromessa. L’uso di farmaci ad amplio spettro e vaccinazioni per contrastare le patologie concomitanti a situazioni agroambientali critiche non sono sufficienti a garantire la salute, il benessere e le produzioni zootecnica per una conseguente salute umana. I colleghi veterinari riscontrano in maniera importante e crescente fenomeni di farmacoresistenza e di poca efficacia delle terapie odierne. Per ripristinare le basi minime di sicurezza e sovranità alimentare della zona si devono affrontare e risolvere alcuni problemi che si acutizzano tra di loro, ad esempio: risorsa acqua – gestione del foraggio – degrado del territorio.

La scarsità di acqua (vedi anche degrado del territorio) rappresenta un grave problema per la salute animale e si integra con la graduale scomparsa del foraggio. Gli animali che rimangono nella regione e non transumano devono percorrere distanze sempre più grandi per trovare il foraggio (vedi gestione del foraggio) e le vacche possono rimanere senz’acqua anche più di due giorni percorrendo grandi distanze sotto il sole. Da valutare l’introduzione di tecniche di permacultura come lo swale. Da valutare lo studio delle riserve d’acqua che si formano durante la stagione delle pioggie per conservarne la durata (vedi sistema Wendou di Kolda).

La plastica rappresenta un grave problema per la salute generale del territorio, le zone urbane e periurbane compresi i pascoli sono invase da tonnellate di scarti plastici che rappresentano un danno per la terra, le coltivazione e per gli animali. Da aprile a giugno diminuendo il foraggio aumenta fino a diventare importante la quantità di plastica nel rumine di tutte le specie con una grave compromissione del sistema digerente e quindi della salute globale. L’uomo nutrendosi di latte e carni con possibili residui tossici derivati dalla plastica presente negli stomaci compromette la sua salute. La plastica forma uno strato sulla terra, soffocandola. Da valutare tecniche di raccolta, imballaggio e riciclo. La raccolta della plastica può rappresentare un’entrata economica supplementare per le famiglie.

Gestione del foraggio

Durante la mia presenza ho notato viaggi quotidiani e costanti di foraggio tagliato nei pascoli comunitari, stoccato per il consumo in periodo secco e la vendita. Lo stoccaggio avviene di solito sotto il sole deteriorandone la qualità. Il foraggio viene raccolto senza una pianificazione in primis nelle zone periurbane e periferiche di Dahra costringendo i greggi e le mandrie a percorrere grandi distanze partendo dal mese di dicembre.Da valutare una pianificazione collettiva ed una regolamentazione della gestione pascoli comunitari.

Famacoresistenza

I farmaci più usati sono l’ossitetraciclina, l’ivermectina ed i vaccini. La gestione dei farmaci, il loro uso molte volte improprio e l’uso di farmaci adulterati ha causato fenomeni di farmacoresistenza riscontrati dai colleghi intervistati e dagli allevatori. I vaccini contro la Pastorellosi sono a volte inefficaci, dopo la vaccinazione contro la New Castle dei polli insorgono epidemie di vaiolo. Piccoli laboratori per analisi delle feci e del sangue sono fondamentali per chiarire meglio la situazione. L’uso di un approccio sistemico (gestione del territorio, sicurezza alimentare e acqua) e clinico mirato sono la sola soluzione per arginare il problema di salute animale e sovranità alimentare.
Medicina non complementare

Durante la visita a Dahra ho cominciato una piccola formazione in omeopatia al tecnico veterinario del macello. I rimedi offerti da Cemon come apporto al progetto e consegnati al collega sono: Hepar sulphur, Pyrogenium, Colchicum, Arsenicum Album, Podophillum peltatum, Belladonna e Silicea. Manterremo con il tecnico un rapporto via mail per valutarne l’efficacia sul campo. Da valutare l’uso di erbe fitoterapiche locali, comunque ancora in uso.

Degrado del territorio

I pascoli di Dahra presentano zone a scarsa copertura arborea, grande presenza di plastica e poca gestione dei foraggi e delle riserve di acqua. Su queste basi sarà impossibile costruire un sistema di salute (One Health). AVSF ha già qualche studio interessante (pluvimetria ecc) ma dovranno essere integrati da una ricerca in alberi, arbusti e foraggi adeguati oltre ad uno studio per la conservazione della risorsa acqua (sistema swale o altro). Una buona parte delle vacche restano a Dahra con gli anziani che non transumano e che non le seguono molto durante la stagione secca. I giovani sono in transumanza con le vacche in lattazione e le greggi. Durante il secco le vacche bevono una volta al giorno se pascolo vicino, altrimenti bevono ogni due giorni . Urge quindi uno studio e una rigenerazione/gestione dei pascoli unita ad uno studio/ gestione delle acque.

Alberi, arbusti, erbe interessanti indicati dai tecnici e pastori del luogo:

Balanites aegyptiaca (Sump): fiori del sump colore blu, ricchi di proteina (?) Fioriscono a partire da maggio (periodo molto critico della stagione secca) e mangiati dagli animali. Gli allevatori tagliano i rami quando ci sono fiori e rami teneri, ma non va bene per l’albero, da definire il tipo di potatura e di crescita. Le spine hanno proprietà antinfiammatoria (Peul) La frutta si vende al mercato, si mangia secco per l’ipertensione. Soprattutto le capre mangiano i frutti, le mettono nelle guance e le mangiano la notte tipo criceti. Ha potere lassativo. Dal nocciolo si estrae l’olio (olio di sump) che è come l’olio di arachidi, l’olio di sump può avere capacità terapeutiche. In Mauritania c’è ong che fa olio di sump, con macchinari. I rami di sump sono i bastoncini usati come dentifricio. 

Acacia (senegal) albida  (Cad) : Durante la stagione delle piogge non ha foglie, nella stagione secca si,  Nella stagione secca i suoi frutti gialliconsumati da piccoli ruminanti e bovini . Nelle zone di coltivazione sono più numerosi perché durante stagione delle piogge (hivernage) perde le foglie e non fa ombra alle coltivazioni, durante la stagione secca fa ombra, gli animali dormono sotto o stazionano sotto e fertilizzano. Fissa nitrogeno. Protetto dai coltivatori in zona agricola.

Acacia raddiana (Seng) : Spine bianche, la frutta sembrano piccoli Niebè, cadono i frutti e mangiati da tutti gli animali, frutta nella stagione secca (apporto proteico da studiare e anche quantità necessaria) scrollano albero con canne e fanno cadere i frutti, non tagliano rami perché hanno le spine.

Azadirachta indica (Neem): Interessante come antiparassitario, usato vicino alle case, anche antizanzara ? Rimedio contro paludismo Quando si fa una casa si pianta il neem. Biomassa tutto l’anno, interessante per protezione dei pascoli, grandi radici. Usano le foglie di neem a strati per conservare arachidi. Valutare zone a boschetto di neem per proteggere animali durante grande calore e probabilmente come repellente per riposo notturno, interessante per la biomassa, da valutare in pacciamatura se non da conseguenze negative al terreno. Pecore e capre mangiano foglie (amare) e seme secco, le vacche no, gli Ibu, uccelli notturni, di notte fanno cadere i semi. Il suo legno inattaccabile dalle termiti è utilizzato in edilizia e in falegnameria. Efficace contro oltre 200 specie di insetti come pure contro vari acari, nematode, funghi, batteri Una sostanza ricavata da questa pianta, detta salannina, è un forte repellente. È in commercio un insettifugo contro mosche e zanzare ricavato dall’olio di neem, interessante per contrasto a vettori. L’olio ricavato dalla pianta è un potente spermicida (cani del mattatoio ?)

Paftan (non ho nome scientifico): la foglia si scalda e si mette su trauma, se si toglie foglia fa lattice bianco, può essere interessante per pacciamatura.

Acacia nilotica var. adansonii (NepNep): ricca in tannini (tannerie). semi di nep nep

Altre piante: Gomma arabica foglie commestibili, Gigib (frutta consumata da capre): frutta si vende al mercato, Commiphora africana, Acacia seyal. Da valutare collaborazione con Istituto forestale eau et foret per riproduzione alberi utili
Patologie animali (Dahra)

Intervista a tecnici veterinari del macello, allevatori e veterinario privato (Dott. Gueye)

Cani

Rabbia: soprattutto giugno e luglio ma possibile tutto l’anno.

Dicembre: lotte tra cani perché femmine in calore

Usano stricnina per cani selvatici, ma cara, difficile da trovare e gestire.

Castrazione dei maschi, uso di sonniferi con fucile o altro ?

Neem per produrre estratti spermicidi ?

Bovini

Tubercolosi al macello ne ha visto una volta sola, (forse non la conosce ?)

Pastorellosi: dimagrisce, diarrea nera a volte con sangue, l’animale torce il collo, forte febbre, respirazione difficile intercostale, dispnea, il muso è secco, mucose occhi con sangue, alta mortalità tra i giovani. Pastorellosi più parassiti da anemia.

A maggio si vaccina (pastorelox) il vaccino non fa molto, allevatori non formati, c’è resistenza. Si usa ossitetraciclina alte dosi + antiparassitario

Problema quando piove: giugno – luglio – agosto

La clavelet: ci sono bottoni sul corpo + stessi sintomi Pastorellosi, uccide quasi tutti gli animali, ci sono vaccini (clavesec), malattia infeziosa, malattia invernale quando piove.

I bottoni marciscono in breve tempo si forma pus, perde il pelo sopra bottoni , va via anche la pelle, bottoni sul corpo ovunque.

Pastorellosi + clavelet quando escono da periodo secco, piove ma erba non ancora importante. Pastori producono una pomata (da verificare)

Girlò (enterotossiemia o meteorismo da pascolo) no vaccino qui ma solo a Dakar Cochelavax + antiparassitario, bisogna vaccinare prima della pioggia e un mese dopo.

Etnoveterinaria: aceto + acqua

Mastiti bovini rare.

Ovini

Piccoli ruminati partoriscono generalmente nelle zone di coltivazione dove c’è pascolo e poco vento, quelli che rimangono a Dahra muoiono per il vento. Ho visto molti piccoli di capra adesso e anche qualche ovino.

La più grande nascita è durante stagione delle piogge, quindi a Dahra (Ferlo)

Cisticercosi non viene trovata

Pastorellosi: dimagrisce, diarrea nera a volte con sangue, l’animale torce il collo, forte febbre, respirazione difficile intercostale, dispnea, il muso è secco, mucose occhi con sangue, alta mortalità tra i giovani. Pastorellosi più parassiti da anemia.

A maggio si vaccina (pastorelox) il vaccino non fa molto, allevatori non formati, c’è resistenza. Si usa ossitetra antib alte dosi + antiparassitario

Problema quando piove: giugno – luglio – agosto

Etnovet: bruciano il naso con ferro caldo

Dott. Gueye: tutti i ruminanti, tutto l’anno, dicembre, gennaio, febbraio (mesi freddi) è in associazione con PPR, si assomiglia, diarrea, problemi respiratori, diarrea alimentare un po’ chiara. PPR piccoli bottoni rossi sulle labbra e narici, congiuntivite, questo differenzia nei piccoli ruminanti la PPR da pastorellosi. PPR tutto l’anno PPR periodo di freddo.
La clavelet: ci sono bottoni sul corpo + stessi sintomi Pastorellosi, uccide quasi tutti gli animali, ci sono vaccini (clavesec), malattia infeziosa, malattia invernale quando piove.

I bottoni marciscono in breve tempo si forma pus, perde il pelo sopra bottoni , va via anche la pelle, bottoni sul corpo ovunque.

Pastorellosi + clavelet quando escono da periodo secco, piove ma erba non ancora importante. Pastori producono una pomata

Girlò (enterotossiemia o meterismo da pascolo) no vaccino qui ma solo a Dakar Cochelavax + antiparassitario, bisogna vaccinare prima della pioggia e un mese dopo.

Etnovet, aceto + acqua

Dott. Gueye enterotoxiemia, 60 – 80 % mortalità, non c’è meteorismo, diarrea, l’animale è folle, cade e muore in poche ore.

PPR (peste piccoli ruminanti): malattia invernale, può decimare il gregge. Diarrea forte e fetida, scura, puzza molto, gli occhi infossati nell’orbita, animale perde peso, vaccino PPR si vaccina quelli non malati, per i malati antibiotico + antiparassitario, Animale perde appetito. Se non sono in periodo invernale, periodo freddo, gennaio, febbraio, marzo.

Ectima contagioso: soprattutto agnelli e anche vitelli, si usa oxitetra 20%

Rift valley fever: sanno che c’è ma non hanno informazioni

Caprini

Cisticercosi non trova

Pastorellosi: dimagrisce, diarrea nera a volte con sangue, l’animale torce il collo, forte febbre, respirazione difficile intercostale, dispnea, il muso è secco, mucose occhi con sangue, alta mortalità tra i giovani. Pastorellosi più parassiti da anemia.

A maggio si vaccina (pastorelox) il vaccino non fa molto, allevatori non formati, c’è resistenza. Si usa ossitetra – antib alte dosi + antiparassitario

Problema quando piove: giugno – luglio – agosto

La clavelet: ci sono bottoni sul corpo + stessi sintomi Pastorellosi, uccide quasi tutti gli animali, ci sono vaccini (clavesec), malattia infeziosa, malattia invernale quando piove.

I bottoni marciscono in breve tempo si forma pus, perde il pelo sopra bottoni , va via anche la pelle, bottoni sul corpo ovunque.

Pastorellosi + clavelet quando escono da periodo secco, piove ma erba non ancora importante. Pastori producono una pomata

Girlò (enterotossiemia o meterismo da pascolo) no vaccino qui ma solo a Dakar Cochelavax + antiparassitario, bisogna vaccinare prima della pioggia e un mese dopo.

Etnovet, aceto + acqua 

Ruminanti in generale

Erba zornià (ndengue) deve essere una leguminosa perché quando è fresca da meteorismo, quando c’è non mangiano che quello, il liquido che ritorna brucia la pancia, l’animale cammina in circolo, si lamenta, brucia lo stomaco, meteorismo e muore. Erba è ovunque, quando è matura no problem quando giovane uccide. La sera animale torna, si alza, emette gemiti, gira su se stesso, esce liquido dalla bocca, occhi striati di sangue, animali più belli muoiono

Equini

Peste equina mese di ottobre – novembre. Non c’è rimedio a parte vaccino. La testa è gonfia, collo gonfio fino al petto animale respira difficilmente, si sente rumore del respiro, fa delle coliche intense, ventre pieno di aria, ritenzione urinaria, scolo muco purulento, evoluzione rapida portata da zanzare, in 2 o 3 giorni muore, forte febbre all’inizio della malattia, poi febbre si abbassa e animale muore.

Dott. Gueye epidemia rara, sono casi isolati, 3 anni fa in maniera violenta, vaccinano peste una volta all’anno. Ci sono problemi di benessere animale dovuti all’eccesso di carica e ai finimenti inadeguati.

Polli

New Castle, vaccinazione organizzata dallo stato Si vaccina contro la New Castle appare il vaiolo, la mortalità può arrivare dopo la vaccinazione all’80%

Dott Gueye: stesso problema, dopo New Castle è vero che appare il vaiolo, non è un vaccino adattato alla zona, Isra produce i vaccini, ci sono dei vaccini efficaci però c’è il problema del vaiolo (variole), c’è il problema delle 1000 dosi impossibili da utilizzare con i piccoli allevatori.

New castle periodi precisi, due periodi all’anno ma non ha definito quali.

Kolda (Casamance)

La zona agroecologica della Casamance è la parte più piovosa del Senegal (pluviometria superiore a 1000 mm – anno). Ci sono grandi risorse naturali tra le più importanti del Paese e zone agricole. L’agricoltura tende a colonizzare le foreste rimaste. Le principali colture sono riso, miglio, sorgo, mais, fonio oltre ad arachidi, cotone e sesamo. Nelle zone agricole ci sono problemi di salinizzazione ed acidificazione dei terreni. L’allevamento è di tipo sedentario, molto sviluppato ed integrato all’agricoltura (organismo agricolo locale). Le razze bovine locali sono trypanosomo resistenti. Le razze locali di bovini, ovini e caprini hanno una buona attitudine alla carne ed i bovini producono qualche litro di latte/die.
Analisi sistemica dei territorio visitato (Kolda)

Generalità

Gestione dell’acqua, l’importanza dei Wendou:

Da giugno a ottobre c’è acqua nei pascoli, da ottobre-novembre a maggio le vacche sono abbeverate con acqua di pozzo. Gli allevatori chiedono di riabilitare le raccolte d’acqua naturali che si formano con le piogge, chiamate wendou. Generalmente fino a fine ottobre i wendou hanno acqua. Per ogni gruppo di villaggi esistono wendou dove si abbeverano gli animali, i wendou hanno nomi propri e tutti gli allevatori ne conoscono l’ubicazione. I wendou sono comunitari e sono utilizzati da gruppi di villaggi ben stabiliti. La sabbia e la terra hanno riempito i wendou e andrebbero bonificati in maniera che trattengano più acqua e quindi permangano per più tempo. Molto interessanti ad esempio le barriere usate per le risaie nella filiera riso. Catalogare, ubicare e studiare il sistema wendou. Gli allevatori pongono un solo problema allo scavo dei wendou riguardante la pericolosità per i bambini che andrebbero li a fare il bagno. Per una questione sanitaria (parassiti interni) e di gestione ambientale del wendou gli animali non dovrebbero abbeverarsi direttamente, ma costruire un sistema che canalizzi l’acqua del wendou in abbeveratoi. Da valutare se un aumento di permanenza d’acqua nei wendou non aumenti la quantità di vettori (zanzare ecc), problema non menzionato dagli intervistati.

Plastica:fiume che attraversa Kolda

Gli stessi problemi riscontrati a Dahra sono stati confermati dai colleghi di Kolda e dalle altre equipe sparse sul territorio senegalese.

Approccio agroecologico progetti Avsf

Le donne hanno un ruolo importante e riconosciuto nelle equipe Avsf e mantengono con professionalità, fermezza e simpatia la loro posizione. Le equipe hanno un idea chiara e precisa degli obiettivi sociali e tecnici dei progetti. Le equipe sono consapevoli di voler perseguire tecniche produttive senza impatto ambientale ed alto impatto socioeconomico. Le equipe sono ben gestite e c’è un buon spirito di gruppo e di volontà di risolvere gli inevitabili problemi di relazione. Le filiere produttive sono giustamente state separate come immagine ma devono dare contemporaneamente anche l’idea dell’integrazione. Tutti gli scarti di produzione vengono somministrati agli animali e gli animali concludono la pulizia e la concimazione dei terreni adibiti all’agricoltura (organismo agricolo). L’introduzione di macchinari di piccole dimensioni (falciatrici ecc) è importante, va meglio gestita la formazione dei responsabili tecnici (manutenzione giornaliera dopo l’uso: controllo filtri,olio, ingrassaggio ecc). Gli sbarramenti delle acque piovane per impiantare le risaie integrate sono di grande impatto per la popolazione generando cibo, reddito e integrazione animale davvero molto positivo.
I temi generali agroecologici da affrontare nella futura pianificazione dei progetti sono: gestione della plastica, definizione di criteri di qualità dei prodotti, mancanza di piccoli laboratori decentrati per analisi feci, siero e sangue, gestione delle acque di pioggia, valorizzazione della fitoterapia tradizionale, studio delle piante utili all’approccio permaculturale. Allerta farmacoresistenza e cambio di paragigma terapeutico. consegna rimedi omeopatici al collega Atoumane….

Patologie bovine

1) Pastorellosi (dedel) a giugno è il problema maggiore (inizio piogge), ma colpisce tutto l’anno, colpisce tutta la mandria, la vacca si gonfia, problema di respiro, liquido bianco dal naso, no diarrea, muore veloce, giugno scorso 30 vacche morte su circa 700. Le morte non sono state trattate (non vaccinate?) ma ossitetraciclina funziona. Gli anziani facevano un misto di latte e feci,lo davano da bere alla vacca, provocavano diarrea e l’animale migliorava.

Arbusto (cene) le sue foglie vengono spezzettate in acqua e date da bere alla vacca foglie di Cene

Sulla descrizione della pastorellosi rispetto a Dahra ci sono differenze: permane la difficoltà respiratoria ma a Dahra insericono presenza di diarrea nera a volte con sangue.

2) Sarbon

arti anteriori con aria dentro, colpisce animali sotto i 4 anni, mentre il toro può essere colpito durante tutta la sua vita da dicembre a giugno mesi peggiori. Tendono a vaccinare solo le vacche stabulate in lattazione e i piccoli, ci sono anni in cui il vaccino non c’è.

3) Bouton, prende grandi e piccoli, da giugno a fine ottobre aumenta il bouton, senza trattamento muoiono. Il bouton è iniziato dopo le campagne di inseminazione artificiale dello stato. Gli animali incrociati (inseminazione) prendono bouton. Gli allevatori non scelgono la razza durante l’inseminazione artificiale promossa dallo stato, i piccoli possono nascere rossi, rossi e bianchi o neri e bianchi.

I neri e bianchi sono più resistenti al bouton (frisona ?)

Se potessero scegliere sceglierebbero nero e bianco.

La percentuale di inseminazione promossa dallo stato è molto bassa, l’anno scorso su 25 vacche sono rimaste gravide solo due.

4) Ciaru: diarrea bianca nei vitelli piccoli fino a due anni, alcuni muoiono

Trattamento tradizionale: limone + burro della stessa madre danno da bere al vitello, a volte aggiungono miele. I farmaci a volte funzionano a volte no.

5) Morsi di serpente: usano un’erba chiamata here.

6) Peste bovina: non c’è

7) Manghi e anacardi: da marzo a giugno con la maturazione e la caduta dei manghi le vacche si nutrono di questi frutti. I manghi a volte ostruiscono l’esofago della vacca e sono causa di mortalità. Usano i bambini che hanno mani piccole per estrarre i frutti.

Bisogna far conoscere l’utilizzo delle sonde esofagee.

8) problema ai piedi durante hivernage

9) vitello con bocca bloccata, non riesce a succhiare, succede da sempre, capita a molti vitelli

10) Birgù vacche con problemi articolari arti anteriori, corpo della vacca è caldo, succede in hivernage, solo le vacche, articolazioni rigide, no diarrea, problema di respirazione, come una vacca che ha freddo, mangia, collo bloccato, non riesce a camminare, alcuni muoiono, se viene forte dopo una settimana muore, alcuni migliorano.

Non hanno indicato terapie.

Patologie piccoli ruminanri

Ppr (Ciaru) è un grosso problema, c’è tutto l’anno , diarrea nera a volte rossa con sangue (più grave), corpo caldo, colano gli occhi, occhi con sangue, non bene molto, se è tranquilla muore. Prende tutti, può prendere tutto il gregge, ossitetraciclina a volte funziona a volte no. Non conoscono rimedi naturali.

Zecche (cori) ce ne sono molte all’inizio della stagione delle piogge (hivernage), per toglierle usano prodotti da farmacia (non specificato). Ci sono uccelli che mangiano le zecche delle vacche ma non riescono a mangiarle tutte.

Filiere:

Il 19 dicembre ho partecipato all’inaugurazione della fiera dei prodotti agrozootecnici di Avsf, ho riscontrato un’ottima organizzazione ed ho assaggiato i vari prodotti di qualità eccellente. Le varie filiere hanno esposto e proposto i loro prodotti in maniera professionale. In generale vengono esposti i valori quantitativi delle varie filiere ed il loro concreto apporto economico e di autostima alle famiglie produttrici.

Bisogna proseguire il lavoro puntando sulla promozione qualitativa dei prodotti:

1) ridotto o assente uso di prodotti chimici, ricaduta su salute ambientale ed umana

2) promozione del metodo biologico

3) salubrità del prodotto spiegando la salubrità della filiera (vedi filiera latte)

In generale manca un “marchio di qualità” sia per i prodotti vegetali che animali. Un logo che unisca i prodotti, li caratterizzi e li differenzi dagli altri.

– Salute ambientale: no residui, gestione agroecologica

– Salute psico economica: lavoro degno, per donne e uomini e giustamente retribuito

– Salute fisica : produttori non usano prodotti tossici per loro e per i consumatori

– Salute e benessere animale: libertà etologica, sicurezza alimentare, accesso all’acqua,

mantenimento della salute, prevenzione e cura

– Salute sociale: lavoro e consapevolezza delle ricchezze della regione.

Bisogna sviluppare un protocollo preciso di garanzia di qualità per cui un produttore ed un prodotto possano entrare nella filiera “BioKoldà”….

Filiera latte

Il fatto di essere riusciti a produrre latte anche in stagione secca è un successo enorme, per contro non si riesce a smaltire l’eccesso di latte dell’hivernage. Ho assaggiato un ottimo formaggio e quindi si può trasformare l’eccesso. Il siero di scarto può essere dato ai maiali o anche alle stesse vacche. Da valutare la possibilità di prevedere l’ingrasso da carne e aumentare il latte dato ai vitelli durante hivernage. La filiera del latte si integra con la filiera del riso (paglia per cibo e pascolo), dei manghi, degli anancardi, del mais, del niebe ecc. Gli animali pascolano sui campi dopo la raccolta e usufruiscono dei sottoprodotti. La vacca si integra e compartecipa all’organismo agricolo.

Gestione dei tori:

Scelgono il toro dalla mandria figlio di una buona produttrice di latte. I tori rimangono nella mandria per 7-9 anni come riproduttori Tengono un toro ogni 50 vacche, preferiscono tenere un toro del gruppo, una volta invece gli anziani andavano a prendere il toro da altre mandrie lontane. Il rapporto toro – vacche 1 a 50 è troppo altro, mantenendo il toro per 7-9 anni siamo ad alto rischio di consanguineità. Da valutare uno scambio di tori tra allevatori della stessa unione. La consanguineità genera immunodeficenza, calo della salute e delle produzioni.

Alimentazione delle vacche in lattazione:

Il primo trasformatore di latte formato da AVSF (non ho appuntato il nome) ci ha detto che per avere un senso economico un laboratorio deve trasformare almeno 150 litri di latte al giorno. Partendo da questo dato calcolando una media di 1 litro al giorno/vacca in stagione secca e 2 litri al giorno/vacca durante la stagione delle piogge abbiamo bisogno di 150 vacche in lattazione in periodo secco e circa 80 in periodo di pioggia per formare un nucleo produttivo. Su questi dati di partenza dobbiamo valutare il numero di allevatori minimo per far partire una filiera, la quantità di animali, il territorio necessario, l’acqua necessaria e lo stoccaggio per il periodo secco. Circa 6 kg di paglia al giorno + 2-3 kg di semi di sesamo arachidi, cotone: con queste quantità di cibo la vacca produce 2 litri al giorno. Calcolando una media di 7 vacche in lattazione per allevatore e sei kg/capo di paglia (paglia di riso, foglie niebe, stocco del mais ecc) bisogna stoccare 1260 kg/mese di foraggio. Per le granaglie calcolando 3 kg/capo per sette vacche in lattazione bisogna stoccare 630 kg/mese. Da valutare le tabelle nutrizionali dei foraggi e dei grani impiegati e la loro somministrazione in successione. La foglia di niebe (proteina), ad esempio, viene data da mangiare prima della paglia di riso, riempitivo con la funzione del nostro fieno di primo taglio, la somministrazione dovrebbe essere invertita. Non so se venga dato del sale. Alberi ed arbusti foraggeri possono integrare l’apporto proteico senza bisogno di stoccaggio. Da valutare il potenziale produttivo delle N’Dama con alimentazione e consumo d’acqua adeguato.

Stoccaggio dei foraggi: è un grosso problema, non hanno spazi adeguati, il foraggio viene stoccato sotto il sole. Non esistono sistemi di compressione del foraggio prima di essere stoccato (balline).

Salubrità del prodotto: valutazione presenza farmaci nel latte. analisi del latte in quanto a carica batterica. tecniche di pastorizzazione da verificare . latte inserito molto caldo in contenitori di plastica, da valutare. Identificare la qualità del prodotto, un marchio di qualità.

Filiera riso – Filiera sesamo –Filiera anancardo . Legate alla filiera del latte, da valutare la quantità di scarti di produzione da poter utilizzare come integrazione delle vacche in lattazione durante la stagione secca.

Filiera miele : Non ho potuto approfondire la filiera, alcune piante mellifere tipo le acacie possono risultare appetibili agli animali

Filiera avicola – Filiera orto: Non ho avuto modo di approfondire la filiera avicola a parte l’aspetto riguardante la New castle ed il vaiolo. Le filiere avicole di solito si uniscono alla filiere ortofrutticole e delle granaglie.

Conclusioni

Un ringraziamento particolare a a Moussa Baldè, Alassane Sidibe, Amadou Ndongo e a tutta l’equipe Avsf Senegal. Un ringraziamento a Siov e Cemon per l’appoggio economico e tecnico.

“Chi non conosce il cibo non può capire le malattie dell’uomo“ Ippocrate, Padre della medicina (460 – 357 a.C.). 

pietro veneziaPietro Venezia – Vicepresidente VSF Italia – Sivtro