Comunicato Stampa – Rete Toscana di Medicina Integrata

In Regione Toscana medicine complementari sicure per rispondere ai bisogni dei cittadini e alle richieste dei medici

La Rete Toscana di Medicina Integrata contesta le dichiarazioni di Silvio Garattini 

Alle pesanti e a tratti imprecise polemiche del professor Silvio Garattini che, con regolarità, torna a parlare della presunta inutilità delle medicine complementari, rispondono i dati oggettivi – le migliaia di ricerche in letteratura internazionale, gli studi condotti anche in Regione Toscana, le indagini statistiche sulla popolazione. Questa mole di dati chiarisce che le medicine complementari non sono oscure pratiche affidate a maghi, fattucchiere e guaritori, ma terapie sicure e sottoposte al vaglio della ricerca scientifica.

Queste medicine sono esercitate da medici e in Regione Toscana disciplinate da una legge (9/2007) – emanata in accordo con gli Ordini professionali competenti – che fissa parametri specifici e rigorosi per la formazione. Da anni il servizio sanitario pubblico toscano, ma anche di numerose altre Regioni, affianca le prestazioni di medicina classica con le prestazioni complementari e ha istituito numerosi ambulatori pubblici in rete di agopuntura, omeopatia, fitoterapia, per migliorare la qualità delle prestazioni. Lo fa per garantire sicurezza ai tanti cittadini che richiedono queste terapie, assicurando anche la sostenibilità di queste attività con il contributo economico dei cittadini stessi. Infatti sono in approvazione tariffe che siano eque per il cittadino, che non aggravino i costi del Servizio sanitario regionale e che vadano ad aggiungersi al risparmio legato alla riduzione delle spese farmacologiche.

Non ci sono attività border line, dunque, in Regione Toscana né spreco di denaro pubblico, ma un’azione complessiva per gestire in sicurezza e con precise garanzie, per gli utenti come per i professionisti, un fenomeno che interessa da anni tutto il mondo occidentale. La maggioranza dei Paesi europei, infatti, porta avanti percorsi analoghi per rispondere alle elevate percentuali di cittadini (dal 30% al 50%) che chiedono di utilizzare anche le medicine complementari per alleviare problematiche che spesso la medicina convenzionale non è in grado di risolvere. La Regione Toscana, quindi, non è sola in questo percorso di integrazione guidato dalla scienza, dato che ospedali e cliniche universitarie che erogano prestazioni di medicina complementare insieme a quelle convenzionali sono presenti in tutto il mondo.

L’obiettivo principale dell’Ospedale “Petruccioli” di Pitigliano è proprio quello di avviare sperimentazioni utili per valutare l’efficacia di queste medicine soprattutto nelle malattie croniche, nonché l’appropriatezza di trattamenti di agopuntura, omeopatia e fitoterapia, i cui farmaci, come noto, sono regolamentati a livello nazionale ed europeo per garantire ai pazienti parametri di qualità, sicurezza ed efficacia come accade per i medicinali di sintesi. In sostanza perciò nessuno sta sperperando denaro pubblico né sperimentando sulla pelle dei cittadini. La Regione Toscana sta legittimamente portando avanti un processo di integrazione della medicina classica con quelle metodiche complementari che hanno dimostrato efficacia. Metodiche che hanno peraltro un bassissimo range di reazioni avverse.

Invece di ignorarlo, dunque, la Regione Toscana ha deciso di governare questo fenomeno disciplinando la formazione dei medici che praticano le MC e sviluppando negli ambulatori del proprio Sistema sanitario la ricerca. E’ forte infatti il richiamo alla medicina basata sull’evidenza e la tendenza a una cultura della valutazione e dei risultati in tutto il sistema toscano all’interno del quale trovano spazio anche le medicine complementari.

Rete Toscana di Medicina Integrata