Simposio Nazionale al Senato della Repubblica sulle Medicine non Convenzionali

1Grazie allo sviluppo della multidisciplinarietà, oggi le Scienze esatte stanno convergendo sempre più tra loro cooperando insieme in molti campi del sapere. Nel mondo della Medicina, invece, pare di assistere ad una evoluzione opposta: la Medicina Farmacologica Convenzionale prende sempre più le distanze dalle cosiddette “Medicine Complementari” (MC) ritenendosi aprioristicamente unica depositaria del metodo scienti co e della conoscenza. In contrapposizione a questo processo, le MC stanno scoprendo ciò che le unisce. Infatti, la Medicina Omeopatica, la Medicina Antroposo ca e l’Omotossicologia, che sono tra le più diffuse MC, hanno capito che con l’integrazione delle conoscenze e dei trattamenti si ottiene un effetto sinergico a tutto vantaggio del malato e ad arricchimento e sviluppo dell’unica Medicina. Questo vale anche per la Fitoterapia, che a differenza di quanto accade nella maggior parte degli Stati Europei nei quali è Medicina Convenzionale, in Italia è considerata MC, nonostante utilizzi un approccio diagnostico terapeutico di tipo farmacologico. Infatti, la Medicina è una e noi abbiamo bisogno di pensare in modo nuovo alla Medicina e all’Uomo, perché il cammino della conoscenza è in continua evoluzione e l’attuale modello riduzionista non è più adeguato. La complessità della società attuale, la gravità dell’inquinamento globale, la perdita di qualità e di salubrità di cibo, aria, acqua e suolo e le tensioni multifattoriali a cui è sottoposto l’Uomo d’oggi sono i principali agenti eziologici delle patologie moderne, alle quali il trattamento farmacologico cronicizzato non sembra fornire un’adeguata risposta. Ne consegue che, specialmente nell’ambito delle patologie cronico-degenerative, tocchiamo con mano che abbiamo bisogno di un approccio terapeutico personalizzato e integrato, dove l’Uomo è considerato e curato con grande rispetto e attenzione nella sua singolarità e dove il medico abbia le conoscenze suf cienti per scegliere per ogni paziente i trattamenti più adeguati e li integri sapientemente sfruttando la sinergia che ognuno di essi può dare. La Medicina è una nonostante sia costituita da una molteplicità di approcci terapeutici, come la persona è una nonostante sia costituita da molti tessuti, mai autonomi e sempre interconnessi. In questo nuovo paradigma, nessun approccio terapeutico convenzionale o complementare, vecchio o nuovo, olistico o specialistico ha una preminenza sugli altri, come i tessuti del nostro corpo sono tutti ugualmente utili e importanti, anche se alcuni sembrano svolgere un ruolo primario, che però sappiamo scadere rapidamente senza il sostegno incessante dei tessuti solo apparentemente secondari. In questa Medicina Unica, perché Integrata, ogni approccio sostiene gli altri, li completa e li potenzia, e non esistono esclusioni preconcette, perché ogni paziente sarà sempre nuovo e nello stesso tempo misterioso per il suo terapeuta, necessitando pertanto di trattamenti personalizzati e quindi sempre diversi e sempre più integrati. Noi crediamo che sia questa la Medicina del Futuro, una Medicina che può crescere e raccogliere le s de dell’oggi e del domani perché accoglie i saperi di tutti.
Una Medicina per la quale già lavoriamo da tempo nel presente e per la quale servono medici nuo- vi, aperti a nuove conoscenze e a nuovi stupori, ma per la quale servono pure direttive unitarie che superino sia le differenze didattiche universitarie sia quelle legislative regionali e che rinnovino sia la Facoltà di Medicina sia il nostro Servizio Sanitario Nazionale. La Salutogenesi è la disciplina che ricerca, al ne di promuoverle, le cause della salute e lo fa servendosi anche della Prevenzione, che è l’insegnamento ad agire riconoscendo i pericoli per la salute, migliorando le proprie difese naturali e crescendo in conoscenza e in consapevolezza di sé. Fino ad oggi la Medicina Convenzionale si è specializzata nell’indagare le cause ultime delle malattie, senza parimenti approfondire le cause prime e lo stato di salute. Oggi sappiamo che la salute è un’interazione dinamica tra fattori interni ed esterni aggressivi e fattori interni ed esterni protettivi. Oggi sappiamo anche che la salute viene mantenuta grazie alle continue accettazione e superamento quo- tidiano delle dif coltà e minacce utilizzando le risorse generali speci che e aspeci che di resistenza e sopravvivenza che ognuno ha e che il terapeuta ha il dovere di potenziare e stimolare. In questo contesto, le MC incarnano questo concetto di Salutogenesi per la loro capacità di agire sul terreno psico- fisico dell’individuo, sano o malato, sia potenziando le capacità reattive, sia riequilibrando le debolezze costituzionali. Infatti, le MC hanno la peculiarità di curare la persona, non il sintomo/malattia (fatta eccezione per la Fitoterapia che a tutt’oggi è utilizzata soprattutto con precise indicazioni cliniche uf ciali). Le MC aiutano a recuperare un equilibrio, quindi l’identità di tutto l’individuo, non di una sua parte, organo o funzione e sappiamo che l’equilibrio mantiene alta la soglia di suscettibilità alle noxae patogene. Oltre che a livello umano, un tale approccio, sia terapeutico che preventivo, è palesemente auspicabile pure in ambito veterinario, specie in campi come quello degli animali da reddito, per le ripercussioni che avrà, a livello diretto e indiretto, sull’Uomo e sull’ambiente .
Infatti, le tecnopatie provocate da un allevamento intensivo in uiscono negativamente sulla salute degli animali per la necessità di notevoli interventi terapeutici che alterano la sicurezza degli alimenti e per l’impatto che i residui hanno sull’ambiente e di conseguenza sull’uomo stesso. La rimozione degli ostacoli alla guarigione degli animali è un prerequisito epistemologico del paradigma omeopatico che coincide con l’orientamento moderno dei regolamenti sanitari in materia di biosicurezza negli allevamenti, luoghi nei quali è più forte la criticità sanitaria. L’utilizzo dell’Omeopatia in veterinaria appare consono con le speci che Direttive Comunitarie relative alla zootecnia biologica (Documento 391R2092, Documento 399R1804, Regolamento CE 2092/91, Regolamento CE 1804/99, Regola
mento CE 834/2007) che prevedono l’impiego delle MC sia a scopi terapeutici, sia a scopi pro lattici, così da garantire le scelte e la salute dei consumatori.

 

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