Archivio dell'autore: David Bettio

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Medico Veterinario Omeopata

Foto del 2° Congresso Nazionale SIOV a Bologna

Grande successo del 2° Congresso Nazionale SIOV (>>)

Alcuni partecipanti al Congresso SIOV 2011

 

Dr. Orsi e Dr. Brancalion

 

Dr.ssa Nuovo e Dr. Bettio

 

Dr. Orsi

 

Dr.ssa De Benedictis e Dr. Venezia

 

Dr.ssa Rigamonti e Dr. Orsi

 

Drssa. Rota

 

partecipanti

 

Dr. Venezia e Dr. Satanassi

 

stand sponsor

 

stand sponsor

 

stand sponsor

 

stand sponsor

 

Dr.ssa Rigamonti

 

Dr. Brancalion

 

Dr. Rezzani

 

Dr. Brunson (Belgio)

 

Dr.ssa Rigamonti e Dr. Brunson

 

Dr. Battigelli, Dr.ssa De Benedictis, Dr.ssa Vivani

 

Hotel Savoia Regency

 

Dr. Nuovo

 

cena di gala

 

Dr. Battigelli

 

Dr.ssa Villa e Dr.ssa Romanini

 

Valentina in segreteria

 

Dr.ssa Stocchino

 

Dr.ssa Ventura

 

Dr. Chiappini

 

Dr. Brunson (al centro) e CD SIOV

 

cena di gala

 

coffee break


Grande successo del 2° Congresso Nazionale SIOV a Bologna

Sabato 29 e Domenica 30 Ottobre si è svolto a Bologna, presso l’Hotel Savoia Regency il 2° Congresso SIOV dal titolo “Omeopatia nella professione veterinaria: etica, metodologia e clinica”.

L’evento ha visto la presenza di circa 50 veterinari omeopati di diverso grado di preparazione e provenienti da tutte le Scuole e le matrici culturali che compongono il mondo dell’Omeopatia italiana; il lavoro congressuale è stato inoltre arricchito dall’importante presenza di Marc Brunson, allievo (come Franco Del Francia) di Masi Elizalde, esponente della Scuola di Omeopatia di Liegi, fondatore ed animatore di un gruppo internazionale di veterinari omeopati.

I tre aspetti contemplati dal titolo del Congresso sono stati ampiamente trattati grazie alla partecipazione di 10 relatori che, oltre alle loro conoscenze, hanno saputo trasmettere una forte motivazione morale ed un elevato spirito di gruppo. Di fatto è emersa la volontà di consolidare le esperienze della comunità dei veterinari omeopati in un patrimonio collettivo fruibile anche da parte di generazioni future: la SIOV si presenta quindi come il contenitore naturale per uno scambio di esperienze e per il consolidamento di acquisizioni dottrinali e metodologiche, cosa resa possibile dall’esistenza da un terreno di forte motivazione etica.

Marc Brunson ha contribuito alla felice riuscita del congresso stimolando una discussione sulla scelta e gerarchizzazione dei sintomi in relazione agli strumenti anamnestici di cui può disporre il veterinario: questi argomenti sono stati accolti con fervore dalla platea, anche da parte di allievi omeopati e neodiplomati, dimostrando come l’approccio tipico della nostra comunità non sia mai orientato al mero risultato pratico, bensì al conseguimento di un atto di cura il più completo e profondo possibile.

Il Consiglio direttivo della SIOV desidera ringraziare di cuore tutti coloro che hanno portato il loro contributo all’ottima riuscita dell’evento: i relatori, gli uditori, le persone che hanno lavorato al desk e la bravissima Dott.sa Lara Bettio che ha affrontato il difficile ruolo di traduttrice del Dott. Brunson.

Inoltre rivolgiamo un ennesimo saluto a Franco Del Francia, scomparso nello scorso mese di luglio, di cui si è avvertita la presenza tangibile attraverso il pensiero ed il lavoro dei molti suoi ex allievi e collaboratori presenti tra i relatori.

Occorre infine riconoscere agli sponsors un ruolo fondamentale nella realizzazione del Congresso: in quanto Società di recente istituzione, infatti, la SIOV non avrebbe disposto delle risorse necessarie a garantire una ospitalità di adeguato livello e, soprattutto, a promuovere la presenza di un ospite internazionale che ha portato un grande arricchimento alla nostra esperienza comune.

Vi aspettiamo tutti, con i vostri lavori ed il vostro entusiasmo, al congresso SIOV 2012.

GRAZIE!!

Foto del Congresso Nazionale SIOV (>>)

Meno antibiotico-resistenza negli allevamenti organici di polli

(Fonte: Vet.Journal | leggi l’articolo originale >>)
Prevalenza significativamente minore di batteri resistenti rispetto al sistematradizionale. Studio USA
Uno studio riporta come gli allevamenti di pollame che sono passati dal sistema convenzionale a quello organico e hanno cessato l’utilizzo di antibiotici presentano livelli significativamente inferiori di enterococchi antibiotico-resistenti. Si tratta del primo studio che dimostra la riduzione di batteri resistenti nelle aziende organiche di pollame negli Stati Uniti e suggerisce che la cessazione dell’utilizzo su larga scala degli antibiotici in questi allevamenti può determinare una riduzione immediata e significativa dell’antibioticoresistenza di alcuni batteri.La differenza osservata era significativa per numerose classi di antibiotici già dalla prima generazione di animali prodotti dopo la transizione al sistema di allevamento organico.Nello studio sono stati analizzati 10 allevamenti convenzionali e 10 allevamenti organici per la produzione su larga scala di pollame, verificando la presenza di enterococchi nelle lettiere, nei mangimi e nell’acqua e testandone la resistenza a 18 comuni antibiotici.

Benché tutti gli allevamenti risultassero positivi alla presenza di enterococchi, le aziende organiche erano caratterizzate da una prevalenza significativamente minore di enterococchi resistenti. Per esempio, il 67% degli Enterococcus faecalis degli allevamenti convenzionali era resistente all’eritromicina, contro il 18% di quelli isolati negli allevamenti organici. Differenze notevoli si osservano anche nel livello dei batteri multi-resistenti.

“Lower Prevalance of Antibiotic-resistant Enterococci on U.S. Conventional Poultry Farms that Transitioned to Organic Practices” Amy R. Sapkota, R. Michael Hulet, Guangyu Zhang, Patrick McDermott, Erinna L. Kinney, Kellogg J. Schwab, Sam W. Joseph. Environmental Health Perspectives online, August 10, 2011.

Maria Grazia Monzeglio Med Vet PhD
mg.monzeglio@evsrl.it

UMNCV su Progetto Pilota del Parlamento EU in omeopatia

Fonte: UMNCV | leggi il comunicato originale >>

La Unione Medicina Non Convenzionale Veterinaria – UMNCV ha accolto con grande interesse la notizia dello stanziamento di 2 milioni di euro da parte della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo per finanziare un progetto pilota sull’utilizzo delle Medicine Non Convenzionali (MNC) nell’ambito della Veterinaria.

Si tratta di una presa di posizione importante a livello istituzionale europeo che delinea la volontà di conoscere e approfondire le potenzialità delle Medicine Non Convenzionali e la loro applicabilità. Sicuramente l’emergenza sull’antibiotico-resistenza è stata una sollecitazione rilevante nel determinare questa posizione che è anche una prima presa di coscienza dell’esistenza di un problema enorme legato a logiche di mercato che hanno indotto ad un uso sconsiderato ed inappropriato dei farmaci.

Negli anni la UMNCV si è strenuamente adoperata nel sensibilizzare le Istituzioni nazionali, le Associazioni dei Veterinari e la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani su temi quali antibiotico-resistenza, sicurezza alimentare, impatto ambientale, benessere animale: l’utilizzo clinico delle MNC rappresenta un potenziamento dell’allopatia ed una validissima soluzione per queste problematiche nell’ottica dell’integrazione professionale.

Questo progetto pilota è “la grande opportunità” della Veterinaria tutta: finalmente attraverso lo stanziamento di fondi dedicati, da sempre carenti o del tutto assenti per il settore delle MNC, sarà possibile testare e valutare il reale impiego clinico di Agopuntura, Fitoterapia, Omeopatia applicate agli animali!

Pertanto non dovrebbero essere contrari neanche coloro che, come il Prof. Garattini o il Dr. Grasselli, sono critici e detrattori di queste medicine: attraverso piani specifici di ricerca sarà possibile stimare se queste medicine sono veramente efficaci o no!

Dovrebbero essere gli esperti a “temere” queste ricerche, non certo chi è già (pregiudizievolmente) sicuro che esse non hanno valore!

Questo progetto che appare come un chiaro segno di apertura scientifica e di condivisione dei saperi in medicina veterinaria, è in linea con le direttive comunitarie e con il Regolamento CE 834/2007 che indica le MNC come specifiche nella gestione della zootecnia biologica, ma va anche nel senso indicato dalla W.H.O. che da anni promuove l’introduzione delle stesse nei sistemi sanitari nazionali.

La UMNCV intende sottolineare i punti fondamentali entro cui dovrebbe muoversi questo progetto di ricerca:

  • assoluta indipendenza degli organi e delle istituzioni direttamente implicate nelle sperimentazioni;

  • coinvolgimento degli esperti delle MNC per la scelta dei protocolli clinici e per l’effettuazione delle parti pratiche delle ricerche (sperimentazione sul campo);

  • adattare il modello di ricerca alle esigenze epistemologiche delle MNC (più volte è stato ribadita la differente interpretazione biofisica delle MNC considerando che l’attuale periodo epigenetico della medicina è caratterizzato dalla complessità, non più dal becero meccanicismo causa-effetto).

Con questo atto l’Europa mostra di non bloccarsi su posizioni anacronistiche, pregiudizievoli, ma di tentare soluzioni a problematiche gravi che interessano la salute pubblica e quella degli animali, problematiche che non hanno ancora trovato soluzione con i rimedi convenzionali sinora impiegati (anche con una certa cieca ostinazione). Questa grande opportunità crea pertanto un’occasione di reale sviluppo scientifico, ma soprattutto enfatizza gli aspetti relativi alla tutela dei consumatori e promuove il benessere animale non come presa di posizione ideologica, ma come atto concreto capace di produrre immediati benefici per la collettività.

La UMNCV auspica che tutte le componenti della veterinaria sappiano cogliere il significato intrinseco di questo progetto e che vogliano supportarlo nell’ottica della condivisione e della collaborazione, riconoscendo l’urgenza di interventi efficaci e sostenibili in Medicina.

Parma, 7 Settembre 2011

UMNCV

Omeopatia negli allevamenti bovini

Fonte: @mnvioggi. (leggi l’articolo originale >>)

Se le terapie agli animali vengono effettuate da veterinari esperti in Omeopatia- sostiene la SIOV (Società Italiana di Omeopatia Veterinaria) è possibile ridurre in modo considerevole e, a volte, sostituire completamente i farmaci dagli allevamenti, compresi i vaccini “.

Lo si legge su La Stampa di Torino, che torna sul tema dell’allevamento biologico (e non solo biologico) dopo la proposta di stanziamento di 2 milioni di euro – avanzata in commissione Agricoltura di Bruxelles da due Eurodeputati di Germania e Portogallo – per l’impiego delle medicine non convenzionali negli animali da allevamento.

Ed è sempre la SIOV a sostenere che il farmaco omeopatico unitario costa molto poco e si possono trattare decine e decine di capi di bestiame somministrandolo attraverso vie non traumatiche, come nell’acqua da bere, senza stressare l’animale con catture o iniezioni. L’esperienza insegna – è la conclusione- che l’omeopatia crea una catena di benessere se correttamente usata e ben radicata negli allevatori biologici.

Secondo il quotidiano torinese, molti allevatori avrebbero dichiarato “di mescolare antibiotici e farmaci nei mangimi senza rispettare dosi o combinazioni”. Questi additivi artificiali “non sono degradabili e sono stati immagazzinati nelle carcasse come residui antibiotici”.

L’articolo riferisce i risultati di ricerche condotte in Veneto. Un approccio omeopatico al trattamento di fondo degli allevamenti bovini potrebbe ridurre dell’80% le patologie. A questo risultato sono infatti giunti recentemente gli esperti della Azienda Regionale Veneta, dell’Universita’ di Padova e un gruppo di veterinari dopo aver condotto un’indagine parassitaria sugli allevamenti bovini biologici del Veneto.

Il progetto di emendamento proposto dagli Europarlamentari (Coordinamento della ricerca sul ricorso a omeopatia e fitoterapia nell’allevamento) al bilancio generale delle Comunità europee chiede l’avvio di “e un progetto pilota per coordinare la ricerca sul ricorso all’omeopatia e alla fitoterapia nell’allevamento; il progetto pilota dovrebbe prevedere la raccolta di dati sui progetti di ricerca nel settore dell’omeopatia e della fitoterapia già avviati presso le università e gli istituti di insegnamento superiore nei singoli Stati membri dell’Unione europea e sui risultati conseguiti; e dovrebbe altresì esaminare se, e in quale quadro, le diverse università cooperano tra loro.

La motivazione è la resistenza agli antibiotici è una problematica crescente nell’Unione europea “rappresentata dall’utilizzo di antibiotici nell’allevamento”. Per tale motivo occorre portare avanti la ricerca su metodi alternativi quali l’omeopatia e la fitoterapia.

La Commissione Agricoltura dell’Europarlamento è presieduta dall’italiano Paolo De Castro. 

ANMVI A LA STAMPA: LA NUOVA FILOSOFIA E’ QUESTA