Documento SIOV sulla proposta del nuovo Reg. CE sul Biologico

La SIOV, Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, vuole porre all’attenzione che, nelle nuove integrazioni del Regolamento CE sul Biologico, sono state omesse le cure omeopatiche. Infatti la parola omeopatia, in riferimento ai possibili trattamenti terapeutici, nei lavori della Commission Implementing Regulation (CE) No 505/2012 del 14 Giugno 2012, è stata cancellata dall’Articolo 24 paragrafo 2. Così appare la nuova proposta:

 “2. Phytotherapeutic products, trace elements and products listed in Section 1 of Annex V and in Section 3 of Annex VI shall be used in preferencce to chemiccally-synthesised allopathic veterinary treatment or antibiotics, provided that their therapautics effect is effecitive for the species of animal, and the condition for which the treatment is intended.”

«2. I prodotti fitoterapici, gli oligoelementi e i prodotti elencati all’allegato V, sezione 1, e all’allegato VI, sezione 3, sono preferiti ai medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o agli antibiotici, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e tenuto conto delle circostanze che hanno richiesto la cura

 L’utilizzo dell’omeopatia negli allevamenti biologici appare assolutamente raccomandabile per i seguenti motivi:

  • totale assenza di residui nei prodotti di origine animale

  • nessun tempo di sospensione per i rimedi maggiormente utilizzati nella pratica della omeopatia unicista (alte diluizioni)

  • nessun residuo ambientale (la presenza di residui di farmaci nell’ ambiente sta giungendo a livelli preoccupanti)

  • possibilità di utilizzo in prevenzione, e non solo in terapia, come raccomandato in tale tipo di allevamento

  • totale assenza di induzione di fenomeni di farmacoresistenza, divenuti molto frequenti negli ultimi anni, sia per quanto concerne gli antibiotici, sia per gli antiparassitari

  • visione olistica di tale medicina, che perfettamente si adatta alla filosofia di fondo delle produzioni biologiche

  • scarse polluzioni industriali per la fabbricazione dei rimedi omeopatici.

 Il farmaco omeopatico per le sue caratteristiche esaltative delle reazioni vitali e il perseguimento dello stato di benessere psicofisico del paziente si adegua al concetto generale di salute espresso dall’OMS secondo cui la salute è il benessere fisico, mentale e sociale non è solo l’assenza di affezioni o malattie.

 Per quanto riguarda la farmacoresistenza agli antibiotici, largamente utilizzati negli allevamenti, il farmaco omeopatico si pone quale alternativa imprescindibile e di prima scelta al fine di garantire la salute e il benessere animale contribuendo alla razionalizzazione dell’uso delle molecole di sintesi, che possono essere così prescritte solo nei casi di reale necessità.

 Questi elementi sono in linea con le specifiche Direttive Comunitarie relative alla zootecnia biologica (Documento 391R2092, Documento 399R1804, Regolamento CE 2092/91, Regolamento CE 1804/99, Regolamento CE 834/2007) che prevedono l’impiego delle MNC sia a scopi terapeutici, sia a scopi profilattici, così da garantire le scelte e la salute dei consumatori.

 I cittadini che scelgono di acquistare prodotti biologici si aspettano infatti un modello produttivo che preveda alto benessere animale e bassissimo utilizzo di sostanze di sintesi; riteniamo quindi che la raccomandazione all’ utilizzo della omeopatia rispetti anche tale esigenza.

 Il farmaco omeopatico veterinario è in Italia prescrivibile per gli animali produttori di alimenti per l’uomo, anche per quanto riguarda i prodotti registrati per uso umano, secondo il meccanismo dell’ uso in deroga, in base al Decreto Legislativo 193 del 6 Aprile 2006 che attua la Direttiva Comunitaria 2004/28/CE.

 Si ritiene quindi estremamente importante, per il mantenimento dei livelli di qualità dei prodotti biologici e per il rispetto delle aspettative del consumatore, che la raccomandazione all’ uso della omeopatia sia presente nei Regolamenti sulla zootecnia biologica.