Lettera SIOV a 30 Giorni, rivista ufficiale FNOVI

logo siov4Il numero di Maggio di 30 Giorni, il mensile del medico veterinario, organo ufficiale di informazione veterinaria di FNOVI ed ENPAV, è interamente dedicato alle medicine complementari.

Essenziale, chiaro e partecipato l’editoriale a firma del Pres. Gaetano Penocchio, in cui viene ribadito il concetto che esistono una sola salute e una sola medicina e che pregiudizio e facili ironie appartengono ad una comunicazione irresponsabile; in cui si fa appello alla Evidence Based Medicine e al diritto del sanitario di essere informato su tutte le possibilità terapeutiche, anche quelle che, in scienza e coscienza ( e “non per ignoranza, comoda consuetudine o pigrizia intellettuale”), non ritiene di prescrivere; in cui, infine, viene con netta evidenza sbugiardato il mito dell’acqua fresca, tanto caro ai detrattori delle medicine complementari.

Il dialogo medicine tradizionali e complementari deve esistere, deve continuare dove è stato avviato e deve nascere dove invece prevalgono le resistenze e i conservatorismi aprioristici.”

Ringraziamo il Presidente FNOVI per il suo editoriale e perché non si è mai negato al dialogo, all’interesse, al confronto; senza la sua presenza e la sua disponibilità le medicine complementari in veterinaria avrebbero avuto meno spazio, minore visibilità e non si sarebbero emancipate anche da un punto di vista normativo e politico.

Segue l’articolo della collega Dott.ssa R. Benini, che fa chiarezza sulla questione normativa, insiste sul concetto di One Health e di medicina integrata in cui le medicine complementari hanno un ruolo cardine, prosegue intervistando alcuni colleghi tra i più noti utilizzatori delle medicine complementari. Termina enfatizzando l’importanza della formazione in questo settore, che è un punto focale e di cui ci pregiamo di essere un fiore all’occhiello della veterinaria.

Da ultimo, l’articolo del Prof. G. Re, che ci ha lasciati invece perplessi e delusi. Spiace che il professore non si sia rivolto agli interessati, i colleghi impegnati da anni sul fronte delle medicine complementari, per acquisire quel materiale che forse avrebbe potuto fargli modificare alcune delle sue convinzioni e quindi delle conseguenti sue affermazioni. Recenti ricerche ( è di pochi giorni fa un seminario tenutosi a Bologna dal titolo Omeopatia, biologia, efficacia clinica. Alle basi della similitudine, ai cui atti rimandiamo) sembrano confermare che lo “stimolo o inibizione di recettori, trasduzione del messaggio, inibizione di enzimi o canali ionici” e tutto ciò che si scatena quando si introduce un farmaco/molecola nell’organismo animale possa avvenire anche in assenza della molecola stessa e che il “segnale” quindi possa essere anche slegato dalla massa fisica.

C’è poi un errore metodologico nelle affermazioni del Professor Re: è inesatto e riduttivo dire che secondo la medicinaHhahnemanniana l’effetto terapeutico aumenta proporzionalmente al diminuire della dose e per ogni diluizione si ottiene un potenziamento dell’azione. La scelta della diluizione è un atto terapeutico complesso, strettamente connesso alla prognosi, che non si può spiegare con questo semplice assunto (e infatti i corsi formativi in Omeopatia sono di almeno 3 anni). Si tratta in questo caso di una spiegazione superficiale legata ad un semplicistico luogo comune, a cui chi scrive un articolo non dovrebbe affidarsi.

Riguardo al numero di Avogadro, sempre invocato per inneggiare alla famosa ”acqua fresca” di cui sopra, è evidente ormai alla comunità scientifica che non sia un ostacolo, in quanto è ormai dimostrato che le diluizioni omeopatiche hanno un assetto biofisico differente se preparate a partire da una sostanza o se contenenti solo acqua diluita e dinamizzata; inoltre gli effetti biologici sono evidenti anche a diluizioni superiori alla 12 CH (oltre la quale le probabilità di trovare una sola molecola del principio attivo di partenza sono pressochè nulle), vedi gli studi condotti dal Prof. Bellavite, dal Prof Elia, dalla Prof Betti.

In realtà è proprio la fisica quantistica che sta dando ampiamente ragione agli omeopati!

E per quanto riguarda la meta-analisi del 2005, tanto cara ai detrattori dell’Omeopatia, è ormai assodato quanto fosse pilotata e viziata, fatto questo riconosciuto anche da studiosi lontani dall’Omeopatia. E su questo si trovano numerosi articoli, raccolti sul sito della Federazione delle Associazioni e dei Medici Omeopati http://www.fiamo.it

Sempre per iniziativa della FIAMO è stata finalmente realizzata la prima banca dati tutta italiana dedicata al settore, accessibile a chiunque voglia consultare le pubblicazioni più importanti e affidabili. Il database è consultabile all’indirizzo http://databaseomeopatia.alfatechint.com/ ed è un lavoro nato con l’obiettivo di rendere più facilmente accessibile la consultazione delle ricerche più importanti in omeopatia. Tale database raccoglie ben 1087 studi e revisioni su medicinali omeopatici pubblicati, indicizzati dal 1949 a oggi, afferenti all’intera letteratura medico scientifica a prescindere dall’esito. Tra questi, figurano 16 meta-analisi, 244 studi randomizzati in singolo o doppio cieco versus placebo o farmaco di confronto, ricerca di base chimico fisica, studi preclinici, revisioni sistematiche con meta-analisi, agro-omeopatia, ecc.

Esortiamo quindi tutti i Colleghi a cogliere il nostro invito accorato a riflettere con mente libera da pregiudizi sulla possibile risorsa rappresentata dal paradigma omeopatico per la nostra Professione proprio ora, nel momento in cui tutte le istituzioni sanitarie all’unisono segnalano un grave allarme in materia di antimicrobico resistenza; il futuro della medicina veterinaria non potrà esimersi dal guardare con attenzione ad ogni possibile strada che appaia diversa da quella che ci ha portato ai gravi problemi con cui oggi ci dobbiamo confrontare.

CD SIOV

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