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9° Congresso Nazionale SIOV. Parma, 10-11 Novembre 2018. Programma Definitivo.

 

 

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QUOTA: Iscritti SIOV 170€. □ Non iscritti SIOV 240€. □ Iscritti Ordine Veterinari di Parma 150€.  Studenti soci 60€. □ Studenti non soci 90€. La quota Congressuale comprende i Break e il materiale didattico *I costi sono comprensivi di IVA.

CENA DI GALA : Sabato 10 Novembre ore 20,30  40 € (menù vegetariano-vegano-macrobiotico)

MODALITA’ DI PAGAMENTO: Bonifico Bancario intestato a: Società Italiana di Omeopatia Veterinaria – Via Giuseppino Pinotti, 7 – 43124 Parma. P.IVA 02580780340, presso Credit Agricole Cariparma.

Coordinate Bancarie: Codice IBAN IT58K0623012700000038298612.

Oppure in sede congressuale Sabato 10 Novembre 2018. In entrambi i casi inviare scheda di iscrizione, debitamente compilata, a segreteria.siov@gmail.com

Scarica la scheda di Iscrizione al CongressoScheda iscrizione PARMA_2018

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Lettera SIOV a 30 Giorni, rivista ufficiale FNOVI

logo siov4Il numero di Maggio di 30 Giorni, il mensile del medico veterinario, organo ufficiale di informazione veterinaria di FNOVI ed ENPAV, è interamente dedicato alle medicine complementari.

Essenziale, chiaro e partecipato l’editoriale a firma del Pres. Gaetano Penocchio, in cui viene ribadito il concetto che esistono una sola salute e una sola medicina e che pregiudizio e facili ironie appartengono ad una comunicazione irresponsabile; in cui si fa appello alla Evidence Based Medicine e al diritto del sanitario di essere informato su tutte le possibilità terapeutiche, anche quelle che, in scienza e coscienza ( e “non per ignoranza, comoda consuetudine o pigrizia intellettuale”), non ritiene di prescrivere; in cui, infine, viene con netta evidenza sbugiardato il mito dell’acqua fresca, tanto caro ai detrattori delle medicine complementari.

Il dialogo medicine tradizionali e complementari deve esistere, deve continuare dove è stato avviato e deve nascere dove invece prevalgono le resistenze e i conservatorismi aprioristici.”

Ringraziamo il Presidente FNOVI per il suo editoriale e perché non si è mai negato al dialogo, all’interesse, al confronto; senza la sua presenza e la sua disponibilità le medicine complementari in veterinaria avrebbero avuto meno spazio, minore visibilità e non si sarebbero emancipate anche da un punto di vista normativo e politico.

Segue l’articolo della collega Dott.ssa R. Benini, che fa chiarezza sulla questione normativa, insiste sul concetto di One Health e di medicina integrata in cui le medicine complementari hanno un ruolo cardine, prosegue intervistando alcuni colleghi tra i più noti utilizzatori delle medicine complementari. Termina enfatizzando l’importanza della formazione in questo settore, che è un punto focale e di cui ci pregiamo di essere un fiore all’occhiello della veterinaria.

Da ultimo, l’articolo del Prof. G. Re, che ci ha lasciati invece perplessi e delusi. Spiace che il professore non si sia rivolto agli interessati, i colleghi impegnati da anni sul fronte delle medicine complementari, per acquisire quel materiale che forse avrebbe potuto fargli modificare alcune delle sue convinzioni e quindi delle conseguenti sue affermazioni. Recenti ricerche ( è di pochi giorni fa un seminario tenutosi a Bologna dal titolo Omeopatia, biologia, efficacia clinica. Alle basi della similitudine, ai cui atti rimandiamo) sembrano confermare che lo “stimolo o inibizione di recettori, trasduzione del messaggio, inibizione di enzimi o canali ionici” e tutto ciò che si scatena quando si introduce un farmaco/molecola nell’organismo animale possa avvenire anche in assenza della molecola stessa e che il “segnale” quindi possa essere anche slegato dalla massa fisica.

C’è poi un errore metodologico nelle affermazioni del Professor Re: è inesatto e riduttivo dire che secondo la medicinaHhahnemanniana l’effetto terapeutico aumenta proporzionalmente al diminuire della dose e per ogni diluizione si ottiene un potenziamento dell’azione. La scelta della diluizione è un atto terapeutico complesso, strettamente connesso alla prognosi, che non si può spiegare con questo semplice assunto (e infatti i corsi formativi in Omeopatia sono di almeno 3 anni). Si tratta in questo caso di una spiegazione superficiale legata ad un semplicistico luogo comune, a cui chi scrive un articolo non dovrebbe affidarsi.

Riguardo al numero di Avogadro, sempre invocato per inneggiare alla famosa ”acqua fresca” di cui sopra, è evidente ormai alla comunità scientifica che non sia un ostacolo, in quanto è ormai dimostrato che le diluizioni omeopatiche hanno un assetto biofisico differente se preparate a partire da una sostanza o se contenenti solo acqua diluita e dinamizzata; inoltre gli effetti biologici sono evidenti anche a diluizioni superiori alla 12 CH (oltre la quale le probabilità di trovare una sola molecola del principio attivo di partenza sono pressochè nulle), vedi gli studi condotti dal Prof. Bellavite, dal Prof Elia, dalla Prof Betti.

In realtà è proprio la fisica quantistica che sta dando ampiamente ragione agli omeopati!

E per quanto riguarda la meta-analisi del 2005, tanto cara ai detrattori dell’Omeopatia, è ormai assodato quanto fosse pilotata e viziata, fatto questo riconosciuto anche da studiosi lontani dall’Omeopatia. E su questo si trovano numerosi articoli, raccolti sul sito della Federazione delle Associazioni e dei Medici Omeopati http://www.fiamo.it

Sempre per iniziativa della FIAMO è stata finalmente realizzata la prima banca dati tutta italiana dedicata al settore, accessibile a chiunque voglia consultare le pubblicazioni più importanti e affidabili. Il database è consultabile all’indirizzo http://databaseomeopatia.alfatechint.com/ ed è un lavoro nato con l’obiettivo di rendere più facilmente accessibile la consultazione delle ricerche più importanti in omeopatia. Tale database raccoglie ben 1087 studi e revisioni su medicinali omeopatici pubblicati, indicizzati dal 1949 a oggi, afferenti all’intera letteratura medico scientifica a prescindere dall’esito. Tra questi, figurano 16 meta-analisi, 244 studi randomizzati in singolo o doppio cieco versus placebo o farmaco di confronto, ricerca di base chimico fisica, studi preclinici, revisioni sistematiche con meta-analisi, agro-omeopatia, ecc.

Esortiamo quindi tutti i Colleghi a cogliere il nostro invito accorato a riflettere con mente libera da pregiudizi sulla possibile risorsa rappresentata dal paradigma omeopatico per la nostra Professione proprio ora, nel momento in cui tutte le istituzioni sanitarie all’unisono segnalano un grave allarme in materia di antimicrobico resistenza; il futuro della medicina veterinaria non potrà esimersi dal guardare con attenzione ad ogni possibile strada che appaia diversa da quella che ci ha portato ai gravi problemi con cui oggi ci dobbiamo confrontare.

CD SIOV

SIOV APRE UNA NUOVA SEDE DELLA SCUOLA A NAPOLI

logo siov4COMUNICAZIONE IMPORTANTE

SIOV ha il piacere di comunicare che aprirà una nuova sede del Corso Triennale in Omeopatia Veterinaria a Napoli per l’Anno Accadmico 2018-2019.

A breve saranno pubblicati tutti i dettagli del corso.

La Società Italiana di Omeopatia Veterinaria – S.I.O.V. – è una associazione senza fini di lucro che si propone di promuovere l’informazione specialistica, la formazione e la ricerca nell’ambito dell’omeopatia applicata alla veterinaria. Essa inoltre intende impegnarsi nella raccolta e divulgazione delle informazioni, fungendo da contenitore per le diverse esperienze e cassa di risonanza per i veterinari omeopati sparsi sul territorio italiano.

Clicca QUI per vedere i dettagli generali del Corso Triennale SIOV:

https://siov.org/2018/05/12/corso-formazione-di-base-triennale-di-omeopatia-veterinaria-siov-anno-accademico-2018-2019/

 

Call for papers 9° Congresso SIOV 2018

PULSANTE CALL FOR PAPERS NEWSOCIETA’ ITALIANA DI OMEOPATIA VETERINARIA
Sede Amministrativa: Via Giuseppino Pinotti n. 7 – 43124 Parma
www.siov.org
segreteria.siov@gmail.com
Parma, 9 aprile 2018
La S.I.O.V. – Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, ha il piacere di annunciare il primo call for papers per il Congresso Scientifico che si terrà nei giorni Sabato 10 e Domenica 11 NOVEMBRE 2018 a PARMA presso IL CENTRO EGOCENTER KAIROS, via Alceste De Ambris n. 4 (sede della Scuola di Omeopatia veterinaria SIOV)
Il titolo del Congresso è:
OMEOPATIA: LA SCIENZA CHE CI CURA!”
Potranno essere proposti abstracts che attengano ai seguenti argomenti:
relazione terapeutica tra rimedio, malato e contesto
benessere animale e diritti degli animali
etologia e comportamento
vaccinazioni e problematiche iatrogene
problematiche nutrizionistiche
approccio sistemico agli ostacoli alla guarigione
revisione in chiave veterinaria della materia medica
revisione in chiave veterinaria del repertorio
casi clinici
ricerche originali.
Medici Veterinari, liberi professionisti e ricercatori in tutte le discipline correlate sono invitati a inviare i propri lavori sotto forma di abstracts. I lavori presentati dovranno essere originali (non pubblicati in precedenza).
I lavori saranno presentati sotto forma di relazioni estese o comunicazioni brevi o poster (in lingua italiana o inglese).
I relatori delle presentazioni orali saranno automaticamente iscritti al congresso, ovvero non saranno tenuti al pagamento di alcuna quota di iscrizione; usufruiranno inoltre di un pernottamento alberghiero nella notte precedente o successiva allo svolgimento della loro relazione, a loro discrezione e su richiesta da effettuare alla segreteria SIOV.
La deadline per la presentazione degli abstracts è il 30 giugno 2018.
Gli abstracts devono essere inviati come allegato via e-mail all’indirizzo:
segreteria.siov@gmail.com
Il formato richiesto per gli abstracts è Microsoft Word per Windows.
La durata delle presentazioni orali sarà di 35 minuti più 10 per le domande.
Non saranno accettati abstracts anonimi.
Ai partecipanti sarà comunicata l’accettazione del lavoro non oltre il 30 Agosto 2018.
Il lavoro completo dovrà essere inviato non oltre il 30 Settembre 2018. Ulteriori dettagli saranno dati con la notifica di accettazione.
Tutti i lavori saranno sottoposti in forma anonima, prima dell’accettazione, ad un triplice referaggio.
Ogni lavoro sarà valutato sia dal punto di vista scientifico, sia per l’originalità e la pertinenza agli argomenti del congresso.
Il limite di accettabilità di tutti i lavori del meeting sarà in accordo con i seguenti criteri di selezione:
rilevante merito scientifico
originalità/ interesse
varietà degli argomenti
Gli abstracts non conformi alle regole esplicate qui di seguito non verranno accettati dalla commissione.
Istruzioni per gli abstracts
Gli abstracts dovranno essere scritti in lingua italiana o inglese, non superare le 500 parole, escludendo il titolo, il nome dell’autore e l’indirizzo. Dovranno essere redatti con un programma compatibile con Microsoft Word. Le proposte dovranno consistere in ricerche o lavori non precedentemente pubblicati.
Tutti gli abstracts DEVONO includere le seguenti informazioni su pagine separate:
Il titolo completo del lavoro seguito dalle iniziali del nome e dal cognome degli autori (ma non dalla qualifica) e dall’indirizzo degli autori, su righe differenti.
Titolo centrato in maiuscolo e in grassetto.
I nomi degli autori dovranno essere centrati sotto il titolo, senza riferimenti alla qualifica.
L’indirizzo dovrà essere sotto al titolo.
L’autore da contattare dovrà essere indicato dopo l’indirizzo e dovrà essere indicato anche un indirizzo e-mail. Questo potrà anche non essere l’autore che presenterà il lavoro.
Indicare la preferenza tra:
Presentazione orale
Poster
Entrambi
Il testo dell’abstract (su pagina separata) dovrà comprendere: titolo, introduzione (compresi gli scopi del lavoro), materiali e metodi, risultati, discussione e conclusione. In questa fase, non è richiesta la bibliografia.
Si prega di non inviare abstracts se non si è intenzionati a partecipare al meeting. Al fine di equilibrare il programma, la commissione scientifica si riserva il diritto di limitare il numero dei lavori presentati dallo stesso autore.
Ci auguriamo di vedervi tutti a Parma
Un cordialissimo saluto.
Per il Consiglio direttivo della S.I.O.V.
Il Presidente, David Bettio
call for papers 2018

CALL FOR PAPER CONGRESSO INTERNAZIONALE SIOV 2017

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CALL FOR PAPERS per il Congresso SIOV 2017

Parma, 20 Gennaio 2017

La S.I.O.V. ha il piacere di annunciare il call for papers per il congresso scientifico che si terrà nei giorni 28-29 Ottobre 2017 a Bologna presso Novotel Bologna Fiera, via Michelino n. 93.

Il Congresso del 2017 sarà a carattere Internazionale in collaborazione con IAVH (International Association for Veterinary Homeopathy) organizzazione che raggruppa i più importanti rappresentati dell’omeopatia mondiale. La IAVH (www.iavh.org) rappresenta infatti più di 30 Nazioni come il Belgio, Brasile, Danimarca, Germania, Inghilterra, Francia, Grecia, Italia, Canada, Olanda, Austria, Ungheria, USA, Svizzera, Scandinavia, Australia, Bulgaria, New Zealand, India, Giappone, Russia, Slovakia, Slovenia, Spania, Sud Africa, Repubblica Ceca e Turchia.

Questo evento avrà luogo all’interno dell’usuale Congresso Nazionale SIOV e interverranno i più blasonati e conosciuti veterinari esperti in omeopatia veterinaria a livello mondiale.

8° CONGRESSO INTERNAZIONALE SIOV-IAVH

28-29 OTTOBRE 2017

ONE HEALTH, ONE LOVE: THE ASSET OF VETERINARY HOMEOPATHY”

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Potranno essere proposti abstracts che attengano ai seguenti argomenti:

  • relazione terapeutica tra rimedio, malato e contesto

  • benessere animale e diritti degli animali

  • etologia e comportamento

  • vaccinazioni e problematiche iatrogene

  • problematiche nutrizionistiche

  • approccio sistemico agli ostacoli alla guarigione

  • revisione in chiave veterinaria della materia medica

  • revisione in chiave veterinaria del repertorio

  • casi clinici

  • ricerche originali

Medici Veterinari, liberi professionisti e ricercatori in tutte le discipline correlate sono invitati a inviare i propri lavori sotto forma di abstracts. I lavori presentati dovranno essere originali (non pubblicati in precedenza).

I lavori saranno presentati sotto forma di relazioni estese o comunicazioni brevi o poster (in lingua italiana o inglese).

I relatori delle presentazioni orali saranno automaticamente iscritti al congresso, ovvero non saranno tenuti al pagamento di alcuna quota di iscrizione; usufruiranno inoltre di un pernottamento alberghiero nella notte precedente o successiva allo svolgimento della loro relazione, a loro discrezione e su richiesta da effettuare alla segreteria SIOV.

La deadline per la presentazione degli abstracts è il 31 maggio 2017.

Gli abstracts devono essere inviati come allegato via e-mail all’indirizzo: segreteria.siov@gmail.com

Il formato richiesto per gli abstracts è Microsoft Word per Windows.

La durata delle presentazioni orali sarà di 45 minuti comprensivo di 10 minuti per le domande. Il tempo della trattazione potrebbe subire delle modifiche in base a necessità legate all’organizzazione congressuale.

Non saranno accettati abstracts anonimi.

Ai partecipanti sarà comunicata l’accettazione del lavoro non oltre il 30 Luglio 2017.

Il lavoro completo dovrà essere inviato non oltre il 30 Settembre 2017. Ulteriori dettagli saranno dati con la notifica di accettazione.

Tutti i lavori saranno sottoposti in forma anonima, prima dell’accettazione, ad un triplice referaggio.

Ogni lavoro sarà valutato sia dal punto di vista scientifico, sia per l’originalità e la pertinenza agli argomenti del congresso.

Il limite di accettabilità di tutti i lavori del meeting sarà in accordo con i seguenti criteri di selezione:

rilevante merito scientifico

originalità/ interesse

varietà degli argomenti

Gli abstracts non conformi alle regole esplicate qui di seguito non verranno accettati dalla commissione.

Istruzioni per gli abstracts

Gli abstracts dovranno essere scritti in lingua italiana o inglese, non superare le 500 parole, escludendo il titolo, il nome dell’autore e l’indirizzo. Dovranno essere redatti con un programma compatibile con Microsoft Word. Le proposte dovranno consistere in ricerche o lavori non precedentemente pubblicati.

Tutti gli abstracts devono includere le seguenti informazioni su pagine separate:

Il titolo completo del lavoro seguito dalle iniziali del nome e dal cognome degli autori (ma non dalla qualifica) e dall’indirizzo degli autori, su righe differenti.

Titolo centrato in maiuscolo e in grassetto.

I nomi degli autori dovranno essere centrati sotto il titolo, senza riferimenti alla qualifica.

L’indirizzo dovrà essere sotto al titolo.

L’autore da contattare dovrà essere indicato dopo l’indirizzo e dovrà essere indicato anche un indirizzo e-mail. Questo potrà anche non essere l’autore che presenterà il lavoro.

Indicare la preferenza tra:

Presentazione orale

Poster

Entrambi

Il testo dell’abstract (su pagina separata) dovrà comprendere: titolo, introduzione (compresi gli scopi del lavoro), materiali e metodi, risultati, discussione e conclusione. In questa fase, non è richiesta la bibliografia.

Si prega di non inviare abstracts se non si è intenzionati a partecipare al meeting. Al fine di equilibrare il programma, la commissione scientifica si riserva il diritto di limitare il numero dei lavori presentati dallo stesso autore.

Ci auguriamo di vedervi tutti a Bologna per il Congresso Internazionale.

Un cordialissimo saluto . Per il Consiglio direttivo della S.I.O.V.

Il Presidente , Dr. David Bettio

scarica l'allegato della CALL FOR PAPERS call-for-papers-2017

CURARE I CANI CON L’OMEOPATIA, INTERVISTA DI DOGDELIVER A SIOV

dogdeliver-siovLeggi l’articolo originale | clicca QU
Oban è molto sensibile, super selettivo, super riservato e super insicuro e il suo fisico sembra voler assecondare la psiche: ha la codina corta, ha difficoltà con le zampe posteriori – probabilmente perchè la mamma l’ha estratto in modo in po’ troppo deciso al momento della nascita; quando aveva poco più di 1 anno abbiamo scoperto che aveva una colite autoimmune virulenta e quando aveva poco più di due anni gli hanno trovato una spondilosi vertebraleavanzata. In mezzo a tutto questo ha iniziato ad avere problemi comportamentali molto seri nei confronti degli altri cani.
Della colite che era un’emergenza si sono occupati i veterinari da cui andavamo anche con Eduard, per i problemi comportamentali ci siamo rivolti alla straordinaria Cinzia Stefanini, e per la spondilosi, per la quale la medicina tradizionale non ha risposte, non sapevamo da che parte sbatterci per cui non facevamo nulla ma era chiaro che bisognava trovare un aiuto.
Ci è stata suggerita l’omeopatia.
Nei confronti dell’omeopatia non avevamo preconcetti nè positivi nè negativi. Non ne sapevamo nulla, non avendola mai studiata nè usata e ci siamo avvicinati solo perchè ci hanno detto che poteva aiutare il peloso. Oban sta seguendo una terapia omeopatica dal novembre 2015.
Abbiamo parlato con la Società Italiana di Omeopatia Veterinaria (SIOV) di cosa è l’omeopatia veterinaria, se e come aiuta i canicome si differenzia dalla medicina tradizionale e tanto altro.
 
D: Inizierei proprio dai fondamentali. Cosa è l’omeopatia veterinaria?
SIOV: Si tratta semplicemente di applicare alla cura degli animali le leggi basilari dell’Omeopatia, quindi la terapia praticata risponde a tre requisiti fondamentali:
#1. Il rimedio da somministrare viene scelto in base al principio di similitudine, ovvero dopo avere esaminato approfonditamente i sintomi fisici, le abitudini e la personalità dell’animale da curare, si seleziona il rimedio che più corrisponde a tali caratteristiche in base alle sperimentazioni omeopatiche effettuate dalla nascita dell’Omeopatia ad oggi. Il rimedio Omeopatico è quindi individuale e viene prescritto tenendo conto delle patologie presenti, ma non solo in base a tali patologie.
#2. Il rimedio può essere definito Omeopatico solo se è stato oggetto di sperimentazione omeopatica, ovvero se è stato somministrato a dosi minime ripetute a persone sane che poi hanno riferito ad un medico gli effetti di queste dosi, effetti che coinvolgono il piano fisico e la sfera mentale, gli stati d’animo, le sensazioni. I rimedi non vengono sperimentati sugli animali in quanto in Omeopatia non vengono sfruttati sperimentatori che non siano in grado di fornire il loro consenso. Il lavoro del veterinario Omeopata consiste quindi in primo luogo nel trasporre questa mole di informazioni derivanti dalla clinica umana in dati utilizzabili nella clinica degli animali.
#3. Il rimedio è una sostanza minerale, vegetale o animale diluita in base alla farmacopea omeopatica ufficiale: questo comporta che la dose assunta contiene una quantità minima o, oltre un certo numero di passaggi di diluizione, nulla di molecole. Questo procedimento elimina il rischio di reazioni allergiche e/o tossiche e attiva una efficacia legata ad informazioni di natura elettromagnetica, informazione che appartengono al mondo della fisica e non della chimica
D: Qual è la differenza principale tra la omeopatia veterinaria e la medicina veterinaria tradizionale?
SIOV: Il veterinario omeopata si avvale di tutte le procedure diagnostiche utilizzate dalla medicina tradizionale ed è sempre interessato a raggiungere una diagnosi il più possibile perfezionata. L’Omeopata agisce però in modo diverso dal veterinario tradizionale poiché affianca sempre a questo iter diagnostico una approfondita disamina di ogni abitudine e caratteristica comportamentale dell’animale, con lo scopo di pervenire alla scelta del rimedio più indicato. La somministrazione del rimedio non è finalizzata alla mera soppressione di sintomi fisici, bensì tende a produrre nell’organismo l’attivazione di risorse individuali che permettano di ottimizzare la reazione alla malattia in atto. Inoltre il veterinario omeopata affronta insieme al proprietario dell’animale, in modo ampio e coerente con la scelta omeopatica, ogni aspetto gestionale che possa concorrere al miglioramento della qualità di vita dell’animale, fornendo per esempio indicazioni sull’alimentazione e sulle profilassi di malattie infettive e parassitarie. Tutto questo fa parte del procedimento omeopatico di cura.
D: Quali problemi dei cani si possono curare con l’omeopatia?
SIOV: L’omeopatia può essere utilizzata sia nelle malattie acute (come diarree, ascessi, traumi, tracheiti, ecc), sia nelle malattie croniche. Non esiste problema per il quale non si possa dare un supporto con la terapia Omeopatica, poiché in ogni situazione di malattia è possibile agire con il rimedio per attivare nell’organismo la migliore risposta possibile compatibilmente con le lesioni che la malattia ha creato. Occorre naturalmente distinguere tra cura e guarigione: in situazioni incurabili come le neoplasie maligne si parlerà di un accompagnamento e, in fase terminale, di una palliazione dei sintomi. Tuttavia a volte esiste la possibilità che la terapia omeopatica modifichi la prognosi di una patologia: per esempio nelle malattie autoimmuni vi sono casi di guarigione laddove la prognosi tradizionale afferma che sarà necessaria una terapia immunosoppressiva da somministrare a vita.
D: La medicina tradizionale e l’omeopatia sono alternative o complementari?
SIOV: I due approcci possono essere alternativi o complementari a seconda della natura della patologia da curare e a seconda dell’esperienza maturata dall’Omeopata in quel campo. In generale non esiste scenario clinico in cui l’Omeopatia non possa contribuire a rendere ottimale la risposta dell’organismo; per esempio anche quando una terapia barbiturica per l’epilessia è già in atto, l’Omeopatia può dare un supporto e spesso nel tempo è possibile arrivare ad una riduzione o eliminazione del farmaco chimico. L’eccezione assoluta nell’uso alternativo dell’Omeopatia è data da situazioni in cui è completamente assente la funzionalità di un organo o di un tessuto e quindi non vi sono margini per stimolare e riequilibrare una funzione, come accade per esempio in una grave forma di diabete insulinodipendente.
D: In cosa consiste una terapia omeopatica?
SIOV: La terapia consiste nella somministrazione orale di rimedi omeopatici. La forma farmaceutica può variare, ma per lo più consiste in granuli oppure gocce. La terapia Omeopatica è molto adatta agli animali anche perché è di più facile somministrazione dato che i rimedi non hanno sgradevoli gusti chimici.
D: Una terapia omeopatica è più impegnativa/difficile da seguire rispetto ad una cura tradizionale?
SIOV: Generalmente non è più impegnativa di una terapia tradizionale, ma occorre distinguere tra lo scenario acuto e quello cronico: in casi acuti come una gastroenterite possono essere necessarie somministrazioni frequenti (per esempio ogni 2-3 ore) per uno o due giorni, ma la frequenza di somministrazione è variabile e viene stabilita dal terapeuta in base alla gravità dei sintomi. Nelle malattie croniche invece possono essere praticate somministrazioni giornaliere ma anche di frequenza settimanale o addirittura mensile, sempre in base alla natura della patologia e alle modalità di reazione dell’animale.
D: Come si arriva alla definizione della terapia omeopatica?
SIOV: Anche qui dobbiamo distinguere tra acuto e cronico. Continuando con l’esempio della gastroenterite, già in un primo contatto telefonico il veterinario omeopata esperto potrà decidere di somministrare un rimedio in attesa di effettuare la visita e gli eventuali accertamenti diagnostici necessari. Nella malattia cronica invece la prescrizione fa sempre seguito ad una approfondita visita omeopatica, ovvero un incontro prolungato nel corso del quale si svolge un articolato colloquio con il proprietario (spesso è utile anche incontrare più membri della famiglia) oltre naturalmente alla visita dell’animale.
D: Il veterinario omeopata ricorre agli esami strumentali (analisi del sangue, lastre, etc.) come il veterinario ‘tradizionale’?
SIOV: Certamente sì. Per il veterinario omeopata è sempre importante pervenire ad una diagnosi perfezionata, che sarà uno degli elementi considerati nel percorso di scelta del rimedio. Spesso l’Omeopata accoglie pazienti con diagnosi complesse, che arrivano già dotati di una ampia gamma di referti: in tal caso i referti vengono presi in considerazione ed acquisiti nel contesto della visita omeopatica.
D: Quali ‘medicine’ usa il veterinario omeopata? 
SIOV: Si utilizzano rimedi che fanno parte della Farmacopea omeopatica preparati con sostanze provenienti dai regni minerale, vegetale ed animale, diluite secondo la procedura omeopatica. Il metodo omeopatico classicoimplica l’utilizzo di rimedi che contengono una sola sostanza di origine; i prodotti “complessi”, che contengono più sostanze in diluizione omeopatica, sono prodotti omotossicologici e vengono prescritti in base a principi diversi da quelli omeopatici, che non prevedono l’inquadramento individuale del paziente. L’Omeopata può comunque decidere di affiancare la somministrazione di altri prodotti, per esempio integratori, probiotici, oligoelementi, fitoterapici e, in casi particolari e gravi che vengono valutati di volta in volta, anche farmaci allopatici.
D: Per i vaccini (ad esempio antirabbica, etc.) si può andare dal veterinario omeopata?
SIOV: , il veterinario omeopata valuta il protocollo vaccinale adatto al paziente in base alle sue condizioni cliniche ed al suo stile di vita, e fornisce informazioni al proprietario informazioni in merito. Se l’animale è affetto da malattie croniche, può essere utile decidere di praticare un particolare esame del sangue che consiste nella valutazione della presenza di anticorpinell’organismo: così è possibile sapere con esattezza di quali vaccinazioni l’animale abbia effettivamente bisogno.
D: Ci sono differenze in termini di costo tra la visita dal veterinario Omeopata e la visita dal veterinario tradizionale, e tra i farmaci omeopatici e quelli allopatici?
SIOV: La prima visita omeopatica è una visita specialistica della durata di un’ora o più, la parcella è quindi paragonabile a quella di altri veterinari specialisti come un dermatologo o un oculista o un neurologo; le visite di controllo sono più brevi e il loro costo è di solito assimilabile ad una visita di controllo tradizionale. I rimedi omeopatici sono poco costosi. Nella patologia acuta il costo del medicinale omeopatico è senz’altro inferiore a quello di specialità registrate per uso veterinario come gli antibiotici. Nella malattia cronica il risparmio diventa poi un fattore qualificante in più per la terapia omeopatica, tanto che spesso in patologie come la leishmaniosi o la malattia infiammatoria intestinale cronica (IBD) i proprietari si rivolgono all’omeopata proprio perché non sono in grado di affrontare gli onerosi costi richiesti dal protocollo tradizionale. Con il costo di 10-15 euro di un flacone di gocce o di un tubo di granuli si possono talvolta gestire addirittura mesi di terapia.
Ringraziamo di cuore la SIOV e personalmente la Dott.ssa M. Nuovo, la Dott.ssa B. Rigamonti, il Dott. R. Orsi, e il Dott. D. Bettio.
http://www.siov.org – segreteria.siov@gmail.com

Omeopatia Veterinaria al Congresso SIOV 2016

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Quella del Medico Veterinario è una professione complessa, lo sappiamo tutti, non si tratta solo di eliminare i sintomi di una malattia da un animale, ma di interagire con un ecosistema, sia esso familiare o ambientale, di cui l’animale è parte integrante.
Ecco dunque perché quaranta veterinari, chiusi in una sala conferenze di un albergo, si interrogano durante il settimo congresso nazionale della SIOV, la Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, cercando conferma della possibilità di agire in accordo con le basi epistemologiche dell’Omeopatia classica per affrontare le sfide e le criticità che attualmente il lavoro del veterinario presenta.
È di pochi giorni fa la presentazione, da parte della FNOVI, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari, di un documento fondamentale per porre ancora di più l’attenzione sulla drammatica emergenza dell’antibiotico resistenza (Professione Veterinaria e Antibiotico resistenza – Documento Colistina), una realtà globale e che mette seriamente a rischio la salute umana. Questo segnale importante da parte di FNOVI e della Professione si pone in risonanza con il fondamentale documento sull’antibiotico resistenza pubblicato dall’OMS nel giugno del 2014.
Si tratta di un argomento che viene ancora poco affrontato nelle Facoltà di Medicina e di Veterinaria, e le intenzioni legislative restano invischiate in parole che rischiano di rimanere inerti senza una operatività.
Quei quaranta veterinari e la comunità che essi esprimono, lavorano nel quotidiano con una medicina che guarda all’individuo come parte di un sistema che ci riguarda tutti in una prospettiva di One Health, utilizzando i metodi applicativi della medicina omeopatica classica e affrontando costantemente patologie acute e croniche, facendo ricorso in modo minimo e davvero mirato a terapie antibiotiche in accordo con le disposizioni trasmesse con senso di urgenza dall’OMS. La buona notizia è quindi che esiste già un approccio concreto e direttamente applicabile per contribuire a limitare i danni provocati da decenni di uso inconsapevole di farmaci e da un sistema produttivo che ha trascurato gli effetti sulla rinnovabilità e sostenibilità delle risorse naturali. I veterinari omeopati hanno competenze per far fronte alle esigenze e alle emergenze non solo della professione in sé, ma anche dei compiti che svolge a livello sociale.
Diverse relazioni hanno evidenziato il ruolo terapeutico determinante dell’alimentazione specie nelle patologie croniche, tra cui l’epilessia idiopatica, in particolare per le forme che non rispondono alle cure farmacologiche e che spesso si rivolgono alle CAM (Medicine Complementari e Alternative).
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E’ stato quindi evidenziato come l’alimentazione degli animali con cui viviamo abbia un forte
impatto sull’intero pianeta reso evidente, tra l’altro, dai dati relativi ai milioni di ettari destinati all‘alimentazione animale in rapporto alla quota indirizzata ai milioni di pets con cui semplicemente scegliamo di convivere. Senza dimenticare le terribili condizioni in cui versano gli animali da allevamento per i quali l’omeopatia, che tra l’altro la normativa sul biologico considera medicina d’elezione, diviene medicina di frontiera se si continuano ad ignorare le richieste d’aiuto dei veterinari nel far applicare e rispettare le leggi sul benessere animale.
Anche le api, insetti fondamentali per la salute dell’ambiente con milioni di anni di evoluzione alle spalle sono protagoniste di un interessante studio preliminare presentato al congresso SIOV. Questo progetto è ritenuto necessario dalle evidenze degli effetti dell’impatto antropico sull’ambiente, in cui le api testimoniano che non esistono questioni isolate, né fatti isolati, ogni azione ed ogni fatto è collegato in una rete di eventi che conduce ad ognuno di noi.

ape

Quei medici veterinari propongono opzioni per affrontare i problemi per i quali parole e intenti non bastano più e mai come in questo momento la comunità dei veterinari omeopati sposa la nota affermazione di Albert Einstein per cui “non possiamo risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato per crearlo”.
Per informazioni : www.siov.org