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Informazioni su David Bettio

Medico Veterinario Omeopata

Seminario: “Alimentazione secondo natura dell’animale sano e malato. Microscopia in campo oscuro e intolleranze alimentari” – Parma, 5 e 6 Aprile 2014 – EgoCenter, Via de Ambris n. 4, Parma.

logo siov1Alimentazione secondo natura dell’animale sano e malato. Microscopia in campo oscuro e intolleranze alimentari”
Parma, 5-6 Aprile 2014 – Sede: EgoCenter, Via de Ambris n. 4, Parma.
OSPITE: Dott.ssa Marzetti – Università di Bologna

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PROGRAMMA DEL SEMINARIO
Sabato 5 Aprile 2014
ore 9,30 – 10: iscrizione partecipanti
ore 10 – 10,30 : Significato del termine “olistico” nell’alimentazione animale (D. Bettio)
ore 10,30 – 11: Microscopia in campo oscuro: Patogeni occulti e intolleranze alimentari – parte 1 (Dott.ssa Marzetti)
ore 11 – 11,30: Microscopia in campo oscuro: Patogeni occulti e intolleranze alimentari – parte 2 (Dott.ssa Marzetti)
ore 11,30 – 12: break
ore 12 – 12,30 Microscopia in campo oscuro: Patogeni occulti e intolleranze alimentari – parte 3 (Dott.ssa Marzetti)
ore 12,30 – 13,30: Microscopia in campo oscuro: Patogeni occulti e intolleranze alimentari – parte 4 (Dott.ssa Marzetti)
ore 13,30 – 15: pausa pranzo
ore 15 – 15,30: La Barf nutrition (R. Orsi)
ore 15,30- 16: Presenza e impatto dei metalli pesanti nell’alimentazione animale (A. Neri)
ore 16 – 16,30: Impiego e significato del selenio nella prevenzione delle patologie neoplastiche e degenerative (B. Rigamonti)
ore 16,30 – 17: break
ore 17 – 17,30: Come si leggono le etichette dei prodotti confezionati (B. Rigamonti)
ore 17,30 -18,00: Abitudini alimentari del cane e del gatto e influenza della relazione con l’uomo su di esse – parte 1 (M. Nuovo)
ore 18,00 – 18,45: Abitudini alimentari del cane e del gatto e influenza della relazione con l’uomo su di esse – parte 2 (M. Nuovo)
ore 18,45: discussione e chiusura dei lavori
Domenica 6 Aprile 2014
ore 9,30 – 10: Alimentazione nel neonato e nel cucciolo (D. Bettio)
ore 10 – 10,30: Alimentazione del cane e del gatto anziano (B. Rigamonti)
ore 10,30 – 11,30: Principi e gestione pratica della la nutrizione in alcune patologie croniche – parte 1 (Orsi, Rigamonti, Nuovo, Bettio)
ore 11,30 – 12: break
ore 12 – 12,30: Principi e gestione pratica della la nutrizione in alcune patologie croniche – parte 2 (Orsi, Rigamonti, Nuovo, Bettio)
ore 12,30 -13: Principi e gestione pratica della la nutrizione in alcune patologie croniche – parte 3 (Orsi, Rigamonti, Nuovo, Bettio)
ore 13 -13,30: Importanza degli acidi grassi polinsaturi nell’alimentazione del cane e del gatto (B. Rigamonti)
ore 13,30 – 14: discussione, chiusura dei lavori e consegna degli attestati

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QUOTE:  Soci SIOV 80€. □ Non Soci SIOV 120€. □ Iscritti Ordine Veterinari di Parma 80€. Allievi Scuola SIOV 50€. □ Studenti Universitari 80€. □ Iscritti FIAMO 80€. □ Soci SIAV 80€. 

MODALITA’ DI PAGAMENTO:  Bonifico Bancario intestato a: Società Italiana di Omeopatia Veterinaria – Strada Molino di Baganzola, 23 – 43126 Parma. P.IVA 02580780340, presso Banca Monte dei Paschi di Siena Filiale di Parma.Coordinate Bancarie: Codice IBAN IT 38 F 01030 12705 000063293818, causale: Iscrizione Seminario SIOV: “Alimentazione secondo natura dell’animale sano e malato. Microscopia in campo oscuro e intolleranze alimentari” – Parma, 5 e 6 Aprile 2014 . Oppurein sede congressuale. In entrambi i casi inviare scheda di iscrizione, debitamente compilata, a segreteria.siov@gmail.com

Scarica la SCHEDA DI ISCRIZIONE (Scheda iscrizione PARMA_APRILE_2014_Alimentazione Naturale e Campo Oscuro)

In collaborazione con:

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Con il gradito patrocinio di:

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microscopia campo oscuro 1La microscopia in campo oscuro è una metodologia di studio delle cellule del sangue per mezzo di un microscopio con un particolare condensatore. L’immagine ottenuta può essere proiettata in un video ed immagazzinata in un computer.  La microspia in campo oscuro permette una visione morfologica molto significativa. La forma, la dimensione il comportamento delle cellule del sangue possono essere indicative per lo studio dinamico della biologia dell’organismo. L’esame del sangue vivo, utilizzando questa speciale tecnologia richiede una pratica costante negli anni.

Questa tecnica microscopica ci potrà fornire le seguenti informazioni:

  • controllo delle dimensioni e forma degli eritrociti
  • ossigenazione delle emazie
  • determinare la presenza di microrganismi simbionti o parassiti secondo gli insegnamenti del dott. G.Enderlein.
  • integrità delle membrane delle cellule sanguigne
  • mobilità dei granulociti
  • resistenza vitale del sangue
  • presenza di tossine metaboliche
  • presenza di muffe o funghi
  • stati infiammatori acuti e cronici

La microscopia a contrasto di fase serve per l’analisi di una goccia secca di sangue; il test è denominato “Bolen-Heitan test” e fornisce le seguenti informazioni:

  • età biologica
  • danni da radicali liberi
  • terreno infiammatorio
  • tendenze a malattie croniche Il referto viene correlato di foto a colori dei particolari più significativi.

Campo Oscuro è stato fondato dalla Dott.ssa Carla Marzetti, che ha oltre 25 anni di esperienza.

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Per informazioni:
SIOV – Società Italiana di Omeopatia Veterinaria. http://www.siov.org, email: segreteria.siov@gmail. com, tel 0521.1744964

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In ricordo di Emilio del Giudice

Alcuni dei miei ricordi più belli risalgono ai tempi dell’Università, quando è cominciata in me la dicotomia tra la scienza che studiavo, quella ufficiale, che mi attraeva perché era in grado di spiegare i misteri della vita a cui mi accostavo da sempre con la bramosia di un entomologo, e la scienza che scoprivo esistere oltre i testi faticosamente portati agli esami.

L’una mi permetteva di analizzare, classificare, comprendere il perché dei fenomeni e incasellarli nell’ordine che andavo costruendo: cassetti da cui avrei estratto, al momento giusto, la spiegazione rassicurante e necessaria all’essere imperfetto quale io sono.

L’altra mi portava oltre il paradigma, oltre il visibile, oltre la biochimica, oltre la materia e disfaceva l’ordine a fatica costruito per crearne un altro ancora più perfetto: cassetti nascosti dietro ai primi, accesso a comprensioni nuove, profondità inebrianti, meraviglie.

Fu così che, complice la mia malattia di allora, approdai all’Omeopatia e mi sentii spinta inesorabilmente verso un mondo che già mi apparteneva. Infatti il trasporto fu facile e veloce, gli incastri della vita non capitano a caso, e fu durante una serata d’informazione che conobbi la F.O.I. e i fratelli Nicola ed Emilio Del Giudice. Avevo 21 anni e zero finanze, non potevo permettermi di frequentare il loro corso a Napoli, ma alcuni degli amici che frequentavo allora (uno di loro diventò poi mio marito), studenti in medicina, partirono per l’avventura, complice un amico che era stato invitato colà a tenere alcune lezioni. Credo che il corso venisse alla luce proprio in quegli anni (1981, mi pare) e questi studenti torinesi erano tra i primi ad essere ammessi. Conserviamo ancora le dispense di quel corso come un bene prezioso, furono i primi materiali su cui studiammo in molti e ci aprirono le porte di un sapere nuovo.

Noi eravamo tutti affascinati dalle personalità dei fratelli Del Giudice; li guardavamo come inebetiti, incapaci di scambiare parole con loro eppure ebbri di una felicità che viene dalla consapevolezza di avere accesso ad un privilegio. Vennero con noi in birreria (!) e noi, finalmente sciolti, non smettevamo di fare domande e di guardarli come si guarda agli innamorati. Che serata indimenticabile! A ripensarci adesso, sento ancora la gioia sprizzarmi dalla pelle e avverto ancora quella sensazione di benessere, la certezza di essere sulla giusta strada.

Questo senso di accordo con me stessa mi ha pervaso altre volte nella vita, che pure ha avuto momenti bui e di dubbio fortissimo.

Emilio Del Giudice è stato tra coloro che mi hanno sempre accompagnato e rassicurato. Ho seguito i suoi interventi sul web e quelli dal vivo, quando ho potuto. Ho comprato il suo libro, sono stata una sua fan sfegatata. Nessuno sapeva spiegare cose così complicate in maniera così semplice e divertente. Il suo viso sorridente era una certezza e un invito a gioire della vita e delle sue meraviglie svelate. Di sicuro lui non si ricordava di me, ma io di lui e questo per me era un punto fermo, fondante.

Chi ci proteggerà ora dalla protervia dei potenti?

Ci mancherà. Caro, caro Professore, ci mancherà immensamente.

Marina Nuovo – Presidente SIOV

In memoria di Emilio Del Giudice

emilio-del-giudiceIn memoria di Emilio del Giudice di Giorgio Masiero

Si è spento venerdì scorso, improvvisamente e prematuramente, Emilio del Giudice, uno dei più grandi fisici italiani. L’ho incontrato l’ultima volta due settimane fa a Milano, ad un seminario sul bosone di Higgs organizzato da Lucia Urbani Ulivi, docente di Filosofia della mente e di Istituzioni di metafisica all’Università Cattolica. La verve esibita da del Giudice anche in questa occasione non poteva a nessuno dei convenuti far presagire l’imminente epilogo.

È impossibile descrivere a chi non ha conosciuto Emilio la sua personalità mediterranea, profonda e leggera allo stesso tempo, seria e faceta, curiosa e tuttavia mai superficiale. Ma soprattutto umana a 360 gradi, dove la grande preparazione tecnica non faceva aggio – come accade, ahimè, in molti ricercatori dei nostri giorni – ad una cultura umanistica e ad un pensiero interdisciplinare solidi, e a comportamenti etici e sociali con aneliti (utopistici, secondo il pensiero unico dominante) verso una società più giusta, governata da una “repubblica delle lettere”, come platonicamente si esprimeva. Insomma in lui il rigore distaccato dello scienziato si coniugava con la passione dell’uomo integrale.

A me del Giudice ha insegnato, attraverso le pubblicazioni, i libri e le conferenze, che la rivoluzione quantistica della fisica contemporanea non consiste nell’interpretazione di Copenaghen, stancamente ripetuta nei cliché delle riviste di divulgazione (“e perfino dalla maggioranza dei fisici”, faceva notare con un’occhiataccia, nonostante quella interpretazione fosse ormai “da mezzo secolo falsificata” dai fatti), ma consiste nella caduta del principio galileiano d’isolamento dei corpi, che si rivela nell’entanglement quantistico e nei processi sincronici ad esso collegati.

La meccanica classica si fondava sul concetto di corpo isolato, qui ed ora, cosicché un sistema complesso si voleva spiegabile con l’aggregazione di monadi microscopiche isolate tra loro, interagenti sotto l’influsso di forze esterne. È il benemerito vecchio metodo riduzionistico che però, come tutti gli strumenti, non va assunto a principio metafisico, ma solo tenuto finché è utile. La spiegazione classica, materialistica e riduzionistica, valida fino all’800, entrò in contraddizione con gli esperimenti atomici all’inizio del secolo scorso, finendo per rivelarsi solo l’approssimazione valida nella scala macroscopica di una teoria fondamentalmente più vera, valida a tutte le scale, dall’infima particella all’Universo intero: la Teoria Quantistica dei Campi. E questa teoria, oggi la più simile alla cosa, si occupa invece di “campi” appunto, ovvero di oggetti immateriali che si estendono nello spazio e nel tempo, e che nei processi di reciproca interazione, là dove il “fenomeno” si manifesta ai nostri sensi o agli strumenti (che sono protesi potenziate dei nostri sensi), solo là appaiono in forma granulare – i “quanti” del campo –, perché solo là dove avviene lo scambio di energia-impulso il baratto si svolge in unità non suddivisibili. Ma nella sua ontologia fisica invece – cioè nella realtà –, il campo non consiste di materia (inerte, resistente, localizzata ed isolata, come vuole la definizione di materia da Aristotele a Laplace), ma è un’onda infinitamente estesa nello spazio-tempo, con una “fase” di oscillazione, che ne permette in certe condizioni la “risonanza” con altri campi. E la risonanza produce l’esaltazione dei risultati dell’interferenza, in un’armonia letteralmente cosmica.

La consapevolezza della quantizzazione dei campi non è in contraddizione col realismo come nei primi anni della quantizzazione – quelli anni ’20-‘30 della “Meccanica Quantistica” – avrebbero voluto i nuovi idealisti “danesi”, educati filosoficamente dagli epistemologi del circolo di Vienna, ma al contrario ha dimostrato negli anni maturi (’40-‘50) di esigere un paradigma realistico di interconnessione (e quindi di necessaria solidarietà) globale, tutta opposta alla visione di singole particelle, atomi, cellule, corpi e… individui umani, egoisticamente collidenti in incessanti urti casuali, nei quali a prevalere infine sono sempre i più “forti”, secondo il vecchio principio della selezione naturale.

Del Giudice ha dedicato tutta la sua vita di ricercatore a mostrare come la condizione di risonanza in cui tutto l’Universo è immerso come un solo corpo e in cui, all’interno, sono immersi il rapporto tra l’uomo e la natura ed i rapporti dei singoli uomini tra loro, implichi anche scientificamente un’etica ed una politica non relative, ma naturali, non individualistiche, ma comunitarie, perché così risultano profondamente iscritte nelle leggi dell’Universo, e non come vorrebbe l’ideologia. Nessun uomo si può salvare da solo, né contro o senza gli altri uomini, né contro o senza il resto del mondo animato ed inanimato. In questa visione non c’è, se non per la scienza accademica ancella dell’industria o autoreferenziale, quella separazione insuperabile tra l’inorganico ed il vivente, che è l’ultimo frutto avvelenato del liberalismo economico e del positivismo che gli fa da spalla. Nell’ideologia della tecno-scienza baconiana, ciò che viene venduto come progresso del potere dell’uomo sulla natura non è altro che il potere esercitato da pochi uomini sui molti attraverso lo strumento della natura. Ecco allora che Emilio del Giudice ha affrontato nella sua vita un viaggio scientifico fuori da ogni condizionamento e pregiudizio, un viaggio motivato solo dalla ricerca della verità che lo ha portato dai quark e dalla cromodinamica quantistica all’omeopatia e alla memoria dell’acqua, dalla fusione fredda all’azione dei campi elettromagnetici deboli negli organismi viventi, che sono alla base dei loro complessi fenomeni di autorganizzazione. Quello di del Giudice fu evidentemente un viaggio contro corrente, che gli procurò anche ostracismi e disprezzi, ben diverso dal tran tran pacifico di colleghi più interessati alla loro carriera burocratica che alla verità e accomunati dal tacito patto “vivi e lascia vivere”.

Del Giudice era un laico, ma niente affatto settario, bensì aperto al mistero sempre con gli occhi spalancati di un bambino. Io da credente spero e prego che egli contempli finalmente in beatitudine e pienezza ciò che ha genialmente intuito nello specchio appannato della ragione terrena.

Come Granuli di Sole – Spettacolo Teatrale di Marco Alotto – Torino, Giovedì 10 Aprile 2014 ore 20, Salone delle Arti in Via Cecchi 17

granuli-di-soleCOME GRANULI DI SOLE

uno spettacolo di Marco Alotto

Torino, giovedì 10 Aprile 2014, ore 20,00, Salone delle Arti, Via Cecchi 17, Torino.

“La più elevata e al tempo stesso l’UNICA vocazione del medico consiste nel restituire la salute alle persone malate, cioè nel guarire. L’ideale terapeutico consiste nel ristabilire lo stato di salute in modo rapido, dolce e durevole. Quando ci si occupa di un’arte, il cui scopo è salvare la vita, rifiutarsi di apprenderla è un delitto.” (Samuel Hahnemann)

Sono ormai più di trent’anni che mi curo con l’omeopatia e dunque sono sano come un pesce, oppure, forse, non sono mai stato malato?

In ogni caso l’incontro con l’omeopatia è stato una folgorazione, da quel giorno sono cambiato ed è cambiata la mia visione del mondo. Ho continuato in tutto questo tempo a fidarmi di quei granuli e ogni volta ho verificato l’efficacia del rimedio, constatando i cambiamenti sostanziali che avvenivano sulla mia persona e dentro di essa, quelle improvvise folate di energia che mi portavano più su, verso il sole…

Come granuli di sole racconta di quella folgorazione, di quei cambiamenti, di quelle guarigioni spesso improvvise, di quell’energia vitale.

Folgorato da una fede, ma non fede cieca, ad occhi aperti e giorno dopo giorno;  è stato così che ho avuto prova della sua efficacia.

 Lo spettacolo inizia con un brano de “Il malato immaginario” di Molière che ci ricorda la summa medica del seicento: salassi, empiastri vescicanti, emetici per tutti, senza distinzione tra malato e malattia.

Chi soffre, qualunque sia l’epoca in cui vive, sente la necessità di raccontare se stesso. Desidera il dialogo, desidera essere considerato, dal proprio medico, come singolarità.

Oggi si chiama rapporto medico-paziente.

Curare, ascoltando i silenzi di chi soffre, più che l’ovvietà del suono delle parole: ascoltare il non detto.

Poi la rivoluzione francese segna l’ingresso nel mondo moderno, si modificano i rapporti tra le persone nel nome della libertà.

E’ nella Lipsia dell’ottocento che Samuel Hahnemann conduce i primi esperimenti con i suoi allievi: prescrizione del rimedio in base alla Legge dei Simili, alla dose minima, non associato ad altre sostanze medicamentose.

E ancora la finzione scenica fa effettuare ad Hahnemann una “visita impossibile” nella quale, dialogando con Einstein, egli individua la componente Sulphur del grande scienziato.

Ci si sposta poi a Parigi, nella casa di Chopin, dove l’artista viene visitato e osservato dall’omeopata Jean Jaques Molin mentre, sulle note della Mazurka op. 33 n. 4, vengono enunciate le caratteristiche di Phosphorus-Chopin e la perfetta collimazione tra le note e il carattere del paziente: eccitazione, allegria, euforia o profonda depressione. Agitazione, iperattività od astenia. Emotività, estrema suscettibilità, irritabilità od indifferenza.

Solo un musicista può capire il potere dell’impercettibile.

L’omeopatia, al metodo diagnostico, sa aggiungere l’intuizione, che la rende medicina artistica.

L’individuo è visto come un’opera d’arte, come singolarità della Creazione.

Per finire, un emblematico “caso Phosphorus”.

Phosphorus è simile al sole: produce e brucia calore. Egli viene preso dall’angoscia quando vede riflessa e proiettata nel tramonto la scomparsa del suo “sole interiore”. Fetonte-Phosphorus, figlio del Sole, ci condurrà alla corte di Febo, luogo cosmico e metafisico dove si farà donare dal padre il carro infuocato e i cavalli alati, per rincorrere quel Sole tramontato.

 ”Non si dovrebbe intraprendere la cura di una parte senza tener conto del tutto. Non dovrebbe essere fatto alcun tentativo di curare il corpo disgiunto dall’anima, e, per ottenere la salute della mente e del corpo, è necessario cominciare curando la mente…perché questo è il grande errore del nostro tempo nella cura del corpo umano che i medici per primi fanno tenendo separata l’anima dal corpo.”  (Platone)

Scarica la LOCANDINA DELL’EVENTO: locandina_10_aprile

I MEDICINALI OMEOPATICI RISCHIANO DI SPARIRE DAL MERCATO

omeo3Da @nmvioggi | leggi l’articolo originale (>>)

O tariffe ragionevoli o la proroga della commercializzazione. Senza interventi, drastica riduzione dei rimedi anche in veterinaria. L’allarme è Marino Tomà Presidente di Omeocom, il Comitato per difendere l’omeopatia.

Le nuove tariffe sono state stabilite durante un incontro con aziende, ministero e Aifa, riducendo a un terzo quelle attualmente in vigore. “Se il Parlamento non approva la proroga al 31 dicembre 2018 per rinnovare i medicinali omeopatici, questi farmaci spariranno dal mercato italiano”.

Il 31 dicembre 2015 terminerà il periodo transitorio per la commercializzazione dei medicinali omeopatici già sul mercato alla data del 6 giugno 1995. Per la loro regolarizzazione sono in gioco tariffe che il settore considera troppo onerose.
Martedì 28 al Senato si votano gli emendamenti sulla proroga presentati da tutte le forze politiche. “Non si chiede l’impossibile- dichiara Tomà- ma il giusto e allo stesso tempo chiediamo al ministro questa settimana di emanare il decreto, così finalmente abbiamo qualche certezza per poter non solo credere nell’omeopatia, ma farla crescere. Siamo fiduciosi che un ministro donna salverà l’omeopatia, medicina usata proprio in prevalenza dalle donne”.
La questione riguarda anche i medicinali omeopatici in veterinaria.

Se i costi di autorizzazione commerciale resteranno elevati ci saranno conseguenze sulle disponibilità di cura e sui prezzi di acquisto, fanno notare David Bettio e Alessandro Battigelli su 30giorni: “il piano per la regolarizzazione dei medicinali omeopatici in commercio non è che una tassazione sul rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio- dicono- la spesa è assolutamente spropositata rispetto al volume d’affari del settore omeopatico”.
E ancora: “Il Decreto Balduzzi ha previsto la realizzazione di un dossier per ogni ceppo omeopatico prodotto da una azienda. Per la regolarizzazione degli omeopatici, la spesa per ottenere l’autorizzazione all’immissione in commercio andrà riferita al singolo ceppo prodotto (l’arnica per esempio). Una spesa certamente importante, non a caso ribattezzata “tassa”. L’equiparazione del rimedio omeopatico al farmaco e alle regole del mercato  del farmaco ha rilevanti conseguenze di costo per i produttori, perché le specialità sono numericamente molte, molte di più dei farmaci tradizionali. Si paventa quindi il rischio che la spesa per ceppo determini una riduzione drastica degli omeopatici attualmente disponibili (circa 3000 rimedi unitari)”.