Archivio dell'autore: David Bettio

Informazioni su David Bettio

Medico Veterinario Omeopata

“Dal supporto nelle emergenze alla gestione a lungo termine: dall’omeopatia uno strumento in più per la clinica neurologica veterinaria”. Dr.ssa Barbara Rigamonti, Dr. David Bettio

Evento di formazione avanzata in Omeopatia Veterinaria

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Napoli, 2-3 Aprile 2011

“Dal supporto nelle emergenze alla gestione a lungo termine: dall’omeopatia uno strumento in più per la clinica neurologica veterinaria”.

Relatori: Dr.ssa Barbara Rigamonti, Dr. David Bettio

Sede dell’evento: LUIMO – Viale Gramsci, 16 – 80122 Napoli

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Per informazioni: http://www.cemon.eu; info@cemon.eu

Tel: +39.081.2482376; Fax: +39.081.2482346; Cell: +39.328.8790777

Programma dell’evento (Clicca QUI)

Omeopatia e sperimentazione animale – Intervista a Marina Nuovo

Dott.ssa Marina Nuovo - Pres. SIOV

(Fonte: NoVivisezione.org)

Informazioni sulla pratica della sperimentazione animale nell’omeopatia. Riportiamo in questo articolo la prima parte di una intervista alla dottoressa Marina Nuovo, veterinario omeopatico e comportamentalista e Presidente SIOV, pubblicata sul sito de La Cincia onlus, in cui si affronta la questione dell’omeopatia, e più in generale delle cosiddette MNC, cioè tutte quelle tecniche e filosofie di cura che esulano dalla medicina convenzionale allopatica. In questa parte dell’intervista la dottoressa Nuovo ci fornisce informazioni sulla pratica della sperimentazione animale nell’omeopatia. La seconda parte dell’intervista non riguarda invece la sperimentazione animale, ma è relativa all’applicazione dell’omeopatia in veterinaria. Gli interessati possono leggere l’articolo completo alla pagina: Omeopatia e Medicine Non Convenzionali (MNC)

Lettera SIOV sul Corso di Omeopatia Veterinaria organizzato da Siomi e IZSLT

Spett. Dr. Gaetano Penocchio – Presidente FNOVI  – Via del Tritone, 125 – 00187  Roma

La SIOV – Società Italiana di Omeopatia Veterinaria – nel prendere atto dell’iniziativa di promozione della pratica dell’omeopatia veterinaria da parte di SIOMI e Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana, desidera segnalare che il Corso, se pur definito di base, al suo completamento rilascia un diploma di omeopata esperto, così come riportato nella brochure: “verrà rilasciato un Diploma di Medico Veterinario Esperto in Omeopatia, Livello Base, previa compilazione del questionario ECM di autovalutazione”.  La SIOV vuole segnalare che è nell’interesse di tutta la categoria preservare la competenza della formazione in omeopatia veterinaria con un adeguato monte ore, già definito e indicato dalla stessa Fnovi nel documento “Pubblicità Sanitaria: linee guida inerenti l’applicazione dell’art. 48 del Codice Deontologico – Medicine Non Convenzionali Veterinarie – Gennaio 2009”. E’ infatti solamente attraverso la competenza adeguata che l’Omeopatia può venire applicata in modo corretto e consono ai suoi principi fondanti, al fine di essere uno strumento terapeutico efficace e sicuro.  A SIOV preme ricordare che la maggior parte degli Istituti e Scuole private che erogano corsi di omeopatia seguono le indicazioni dell’ECH – European Committee for Homeopathy – che garantisce un monte ore minimo di 450 con non meno di 100 ore di pratica clinica nell’arco di 3 anni, come base per un livello minimo di formazione adeguata in omeopatia. Risulta quindi incomprensibile come, senza un monte ore adeguato, l’iniziativa possa ritenersi adatta ad assegnare la competenza di Omeopata esperto di base, definizione di fantasia. Inoltre pare che il corso possa sollevare ambiguità circa una sleale concorrenza con le Scuole che sul territorio Italiano perseguono standard più restrittivi in linea con i percorsi formativi europei.  La SIOV auspica che la Fnovi prenda una posizione chiara rispetto all’iniziativa che intende rilasciare un diploma di Omeopata esperto (di base?), non essendo in linea con le indicazioni che la stessa Federazione ha emanato.

Consiglio Direttivo SIOV.

Parma, 17 Gennaio 2011

(Doc Fnovi su SIOMI-ISZLT 17-01-2011_siov.PDF)

Le api stanno morendo. Pesticidi sotto accusa. Firma la petizione!

Cari amici,

Le api stanno morendo in tutto il mondo e la nostra intera catena alimentare è in pericolo. Gli scienziati puntano il dito contro i pesticidi tossici e quattro governi europei li hanno già vietati. Se riusciamo a convincere gli USA e l’UE a unirsi alla messa al bando, altri governi in tutto il mondo potrebbero seguirli, e salvare così le api dall’estinzione. Firma la petizione e inoltra questo appello urgente:


Sign the petition

In silenzio, miliardi di api stanno morendo e la nostra intera catena alimentare è in pericolo. Le api non solo producono il miele, ma sono una gigantesca forza lavoro, perché impollinano ben il 90% delle piante che coltiviamo.

Diversi studi scientifici hanno individuato in un gruppo di pesticidi tossici la loro drastica diminuzione, mentre la popolazione delle api è aumentata incredibilmente nei quattro paesi europei che hanno vietato questi prodotti. Ma alcune potenti industrie chimiche stanno facendo pressioni enormi per continuare a vendere questo veleno. L’opportunità che abbiamo per salvare le api ora è di spingere gli Stati Uniti e l’Unione europea a unirsi nella messa al bando di quei prodotti: la loro azione è cruciale perché avrebbe un effetto a catena nel resto del mondo.

Non abbiamo tempo da perdere: il dibattito su cosa fare si sta facendo infuocato. Qui non si tratta soltanto di salvare le api, ma della sopravvivenza dell’ecosistema. Costruiamo un gigantesco ronzio globale diretto all’UE e agli USA per mettere fuori legge questi composti chimici killer e salvare così le nostre api e il nostro cibo. Firma la petizione urgente sotto, inoltrala a tutti e noi la consegneremo ai decisori chiave:

https://secure.avaaz.org/it/save_the_bees/?vl

Le api sono essenziali per la vita sulla Terra: ogni anno impollinano piante e coltivazioni per un valore stimato in 40 miliardi di dollari, oltre un terzo delle scorte alimentari in molti paesi. Senza un’azione immediata per salvare le api potremmo rimanere senza frutta, verdura, noci, oli e cotone.

Negli ultimi anni la popolazione delle api ha registrato un notevole declino globale: alcune specie di api sono ora estinte e altre arrivano solo al 4% del loro numero precedente. Gli scienziati si stanno arrovellando per trovare le risposte. Alcuni studi ritengono che il declino sia dovuto alla combinazione di alcuni fattori, incluse malattie, la perdita dell’habitat naturale e prodotti chimici tossici. Ma una nuova ricerca indipendente di primo piano ha prodotto dati incontrovertibili che danno la colpa ai pesticidi neonicotinoidi. Francia, Italia, Slovenia e Germania, paesi in cui è basato il suo più grande produttore Bayer, hanno vietato uno di questi killer delle api. Ma Bayer continua a esportare il suo veleno in tutto il mondo.

La questione sta per raggiungere il punto di ebollizione, visto che importanti nuovi studi confermano la portata del problema. Se riusciremo a convincere i decisori europei e statunitensi ad agire, altri li seguiranno. Non sarà facile. Un documento trapelato dimostra che l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente era a conoscenza dei pericoli del pesticida, ma che li ha ignorati. Il documento dice che il prodotto “altamente tossico” della Bayer comporta “un grave rischio per insetti fuori bersaglio [api da miele]”.

Dobbiamo far sentire le nostre voci per contrastare la forte influenza esercitata da Bayer sui decisori pubblici e sugli scienziati, sia negli Stati Uniti che nell’Unione europea, dove finanzia gli studi e siede negli organi decisionali. I veri esperti – gli apicoltori e gli agricoltori – vogliono il divieto di questi pesticidi finché e qualora non avremo studi dimostrati e indipendenti che dimostrano che siamo al sicuro. Aiutiamoli ora. Firma la petizione sotto, poi inoltra questa e-mail:

https://secure.avaaz.org/it/save_the_bees/?vl

Non possiamo più permetterci di lasciare la nostra delicata catena alimentare nelle mani della ricerca diretta dall’industria chimica e dai regolatori che sono sul loro libro paga. Con il divieto di questi pesticidi saremo più vicini a un mondo sicuro per noi stessi e e per le altre specie di cui abbiamo cura e che dipendono da noi.

Con speranza,

Alex, Alice, Iain, David e tutto il resto del team di Avaaz.

PIU’ INFORMAZIONI

Strage di api, pesticidi sotto accusa
http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_26/miele_calo_produzione_moria_api_bca2575c-5b26-11dd-95e7-00144f02aabc.shtml

Wikileaks: conferma del sordido intreccio che protegge la Bayer
http://www.mieliditalia.it/index.php/il-declino-delle-api/pesticidi-e-insetti-utili/80002-wikileaks-conferma-del-sordido-intreccio-che-protegge-la-bayer-

Moria di api: colpa dei pesticidi, fuorvianti le altre ipotesi
http://www.apicolturaonline.it/ilvelino8507.html

Legambiente e apicoltori: “Stop ai pesticidi killer delle api e dell’ambiente”
http://www.newsfood.com/q/a1c626d9/legambiente-e-apicoltori-stop-ai-pesticidi-killer-delle-api-e-dellambiente/

Lo stop ai pesticidi ha fatto bene. Boom di miele italiano nel 2009
http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=14000

Il declino delle api imputabile a un cocktail chimico che interferisce con il cervello (in inglese)
http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jun/22/chemicals-bees-decline-major-study?INTCMP=SRCH


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