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Relazione del Dott. David Bettio al Simposio Sulle Medicine Complementari al Senato della Repubblica

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Illustri Sig.ri Senatori, illustri Partecipanti, sono un rappresentante della professione veterinaria che da anni utilizza l’omeopatia per la cura degli animali.

Oggi l’utilizzo delle medicine complementari (CAM) è una presenza consolidata all’interno della cultura convenzionale.

La Medicina Omeopatica è tra le medicine non convenzionali quella che gode dei maggiori consensi, sia dal mondo scientifico, sia delle persone che decidono di curare i propri animali con questo metodo.

Se a questo aggiungiamo le dichiarazione dell’OMS rispetto all’ impiego dell’Omeopatia per arginare problematiche quali la farmacoresistenza, si intuisce quale sia importanza che essa assume nel campo della medicina veterinaria.

Inoltre se pensate che ogni prodotto di origine animale che arriva sulle nostre tavole viene sottoposto al rigoroso controllo di veterinari competenti capite a centralità che la nostra professione ha per la salute pubblica.

Dal dopo guerra in poi le esigenze produttive sono enormemente cambiate, le necessità e le abitudini alimentari delle persone sono sensibilmente modificate. La medicina veterinaria si è sviluppata per far fronte alla richiesta di nuove esigenze e ha contribuito al progresso della scienza medica che negli ultimi 100 anni ha dato un grande contributo alla salute pubblica.

Ma ora, mai come prima, ci si confronta con le conseguenze gli effetti delle esternalità indotte da un certo tipo di progresso.

In ambito veterinario ora ci si confronta con 5 emergenze serie:

  1. Sicurezza alimentare;

  2. Farmaco resistenza;

  3. Sanità e benessere animale;

  4. Impatto ambientale;

  5. Sprechi alimentari

Tutte problematiche che investono la salute pubblica e la salute del pianeta.

Per quanto riguarda la farmacoresistenza e in particolare quella relativa agli antibiotici, largamente utilizzati sia nelle cura che nella prevenzione di affezioni patologiche degli animali di allevamento e degli animali domestici, il farmaco omeopatico si pone quale alternativa imprescindibile e come terapia di prima scelta al fine di garantire la salute e il benessere animale. Ciò contribuisce alla razionalizzazione e alla riduzione dell’uso di molecole di sintesi, come già indicato dall’OMS in una ottica di tutela dell’ambiente e della salute pubblica a partire dalla legislazione sul biologico

Infatti le produzioni biologiche dovrebbero essere un punto di partenza per arrivare processi virtuosi nel senso della salute sia delle persone che degli animali e del pianeta . Le modalità produttive che sono suggerite dalla scienza moderna e sostenute da scelte politiche ora stanno mostrando le loro criticità in modo drammatico.

Già l OMS e i vari protocolli di Kyoto prima e di Porto Alegre poi, passando per Seattle hanno dato indicazioni chiare della situazione planetaria . Il biologico, le produzioni biologiche (organic farming) dovrebbero essere un punto di partenza imprescindibile e non una mera scelta merceologica per consumatori esigenti.

Il peso delle esternalità negative (tra cui AMR ma non solo) dell’allevamento intensivo andrebbe analizzato in senso sistemico, valutando i costi reali di un tale approccio produttivo, soprattutto in senso sanitario.

Sistemi agro-ecologici andrebbero implementati insieme al recupero del territorio e al controllo del dissesto idrogeologico che ne è direttamente correlato. La ricerca in questi settori dovrebbe essere promossa e sostenuta, a partire dalle Università e istituzioni preposte, in una prospettiva di sviluppo e sostenibilità.

Il ruolo delle MNCV e in particolar modo dell’omeopatia si inserisce a pieno diritto nella prevenzione primaria, nel welfare (benessere ) animale e nella cura degli animali, in campi di particolare interesse come ad esempio quello degli animali da reddito. Infatti le tecnopatie provocate da un allevamento intensivo influiscono negativamente sulla salute degli animali dovuta alla necessità di notevoli interventi terapeutici con ricadute sulla sicurezza degli alimenti, e sull’ l’impatto che i residui hanno nell’ambiente. La rimozione degli ostacoli alla guarigione è un prerequisito epistemologico del paradigma omeopatico che coincide con l’orientamento moderno dei regolamenti sanitari in materia di biosicurezza negli allevamenti, luoghi nei quali è più forte la criticità sanitaria.

L’utilizzo dell’omeopatia in veterinaria appare consono con le specifiche Direttive Comunitarie relative alla zootecnia biologica (Documento 391R2092, Documento 399R1804, Regolamento CE 2092/91, Regolamento CE 1804/99 , Regolamento CE 834/2007) che prevedono l’impiego delle MNC sia a scopi terapeutici, sia a scopi profilattici, così da garantire le scelte e la salute dei consumatori.

Ora, la normativa sul Farmaco Veterinario è attualmente in revisione in ambito Europeo. Esistono già innumerevoli proposte coordinate a livello internazionale per far fronte all’adeguamento legislativo in relazione alle caratteristiche peculiari del farmaco omeopatico utilizzato in medicina veterinaria.

La professione già da anni ha fatto fronte alle inadempienze della politica e all’ostracismo di una parte della scienza, per non parlare della mancanza di fondi, rimodellando il codice deontologico. Si è fatta carico delle competenze dei professionisti che esercitano l’ omeopatia veterinaria per assicurare una adeguata professionalità attraverso l’art.35 del Codice deontologico che sancisce l’omeopatia come atto medico e si è dotata di linee guida rigorose per i requisiti formativi. Società scientifiche adottano standard condivisi a livello mondiale per la formazione e didattica post universitaria.

Ora toccherebbe proprio alla politica fare le sua parte fondamentale per non perseverare nell’ inadempienza di una regolamentazione dell’esercizio dell’omeopatia in veterinaria, alla luce delle problematiche sanitarie appena esposte e per una integrazione dei saperi come auspicato da vari documenti sottoscritti dalle federazioni dei veterinari e dei medici.

Per ciò che concerne attuazione di normative sulla formazione, ora la patata bollente è stata scaricata alle Regioni attraverso la Consulta Stato-Regioni , dove ogni compagine territoriale dovrà partorire il suo documento relativo alla regolamentazione delle MNCV.

Essendo noi professionisti i principali interessati affinchè che il processo abbia finalmente degli sviluppi positivi, vigileremo costantemente l’iter legislativo in modo tale che trovi la sua attuazione nel modo più adeguato alle esigenze dell’utilizzo dell’omeopatia, alla luce delle emergenze sanitarie, ambientali e di sicurezza alimentare che dovrebbero trovare nelle MNCV una risorsa per la affrontare queste drammatiche problematiche.

Dr. David Bettio – Presidente SIOV

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David Bettio – Responsabile Dipartimento Formazione e Didattica SIOV

David Bettio

Dott.  David Bettio – medico veterinario omeopata.

Esercito la professione a Parma da oltre 15 anni occupandomi di omeopatia, alimentazione e nutrizione naturale, medicina interna, anestesiologia, ematologia ed ecografia. Nel 1997 mi sono iscritto alla Scuola di Medicina Omeopatica di Verona, presso la quale mi sono Diplomato. Dal 2003 ne sono Docente effettivo e membro del Consiglio Direttivo. Pratico l’omeopatia veterinaria quotidianamente per trattare le malattie di animali da compagnia e i risultati che ho ottenuto in questi anni mi hanno convinto dell’efficacia di questa terapia.

Sono il Responsabile del Centro Omeopatico Veterinario OLIKOS, struttura dedicata alla cura omeopatica degli animali da compagnia che offre l’eccellenza nel campo della medicina omeopatica veterinaria. Il mio coinvolgimento con l’omeopatia non riguarda solamente l’attività clinica, ma anche quella culturale e didattica.

  • Sono il coordinatore della Sezione Veterinaria della Scuola di Medicina Omeopatica di Verona (>>)
  • Vice Presidente della Società Italiana di Omeopatia Veterinaria S.I.O.V. (>>)
  • Past Responsabile del Dipartimento Veterinario della F.I.A.M.O. (>>)
  • Membro del Consiglio Direttivo dell’ Unione Medicina non Convenzionale Veterinaria UMNCV (>>)
  • National Representative per IAVH (>>)

Utilizzo dell’omeopatia in medicina comportamentale veterinaria ed analisi repertoriale – Dr.ssa Marina Nuovo a Verona

4° Modulo di Clinica Veterinaria

Verona, 17 Aprile 2011 – Scuola di Medicina Omeopatica di Verona

“Utilizzo dell’omeopatia in medicina comportamentale veterinaria ed analisi repertoriale” – dott.ssa Marina Nuovo (Presidente SIOV – Torino)

Comprendere il significato dei sintomi/segni in clinica comportamentale e’ cruciale  per ottenere sintomi di valore in omeopatia. Il segno comportamentale rappresenta un indizio, e’ come una parola : acquisisce significato se messo in relazione ad altri segnali e se inserito in un preciso contesto. Infatti uno stesso segnale assume significati diversi (talvolta addirittura opposti) a seconda della modalita’, del luogo e dei tempi in cui viene emesso. Verranno analizzate alcune patologie comportamentali (sindromi dermatologiche nel cane e nel gatto e problemi di eliminazione nel gatto) con suggerimenti pratici per un inquadramento miasmatico e una ricerca repertoriale “ragionata”.
COSTO :  € 100,00 iva inclusa – Compreso nella Quota d’Iscrizione ai Corsi per i Veterinari iscritti alla Scuola

Per ISCRIVERSI :  http://www.omeopatia.org/it/scuola_di_omeopatia/dettaglio_corsi_della_scuola_di_medicina_omeopatica_di_verona.php?ID=103

ORARIO delle lezioni : 9.00 alle 13.00

Responsabile del Corso: Dott. David Bettio – Dott.ssa Cristina Marcolin

“Dal supporto nelle emergenze alla gestione a lungo termine: dall’omeopatia uno strumento in più per la clinica neurologica veterinaria”. Dr.ssa Barbara Rigamonti, Dr. David Bettio

Evento di formazione avanzata in Omeopatia Veterinaria

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Napoli, 2-3 Aprile 2011

“Dal supporto nelle emergenze alla gestione a lungo termine: dall’omeopatia uno strumento in più per la clinica neurologica veterinaria”.

Relatori: Dr.ssa Barbara Rigamonti, Dr. David Bettio

Sede dell’evento: LUIMO – Viale Gramsci, 16 – 80122 Napoli

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Per informazioni: http://www.cemon.eu; info@cemon.eu

Tel: +39.081.2482376; Fax: +39.081.2482346; Cell: +39.328.8790777

Programma dell’evento (Clicca QUI)

Dal supporto nelle emergenze alla gestione a lungo termine: dall’omeopatia uno strumento in più per la clinica neurologica veterinaria

La SIOV – Società italiana di Omeopatia Veterinaria – organizza un evento di formazione avanzata in Omeopatia classica

Titolo: “Dal supporto nelle emergenze alla gestione a lungo termine: dall’omeopatia uno strumento in più per la clinica neurologica veterinaria”

Data: 26-27 Febbraio 2011

Sede: PARMA – Via Taglio n.6 – Sala della Protezione Civile di Parma

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PROGRAMMA*

Sabato 26 Febbraio 2011
9.30 -­ 10.00: Registrazione dei partecipanti
10.00 -­ 11.30: Approccio olistico all’epilessia – Dott. David Satanassi
11.30: Pausa caffè
12.00 -­ 13.30: Gestione omeopatica dell’epilessia idiopatica: metodologie a confronto (prima parte)  – Dott. David Bettio, Dott. Roberto Orsi, Dott.sa Barbara Rigamonti
13.30: Pausa pranzo
15.30 – 16.30: Gestione omeopatica dell’epilessia idiopatica: metodologie a confronto (seconda parte)
16.30: Pausa caffè
17.00 ‐ 18.30: Gestione omeopatica dell’epilessia idiopatica: metodologie a confronto (terza parte)
18.30: Chiusura lavori.
Domenica 27 Febbraio 2011
9.30 -­ 10.30: Approccio omeopatico alle mielopatie – Dott. David Bettio
10.30: Pausa caffè
11.00 – 13.30: Strumenti omeopatici di “pronto impiego” nell’urgenza di natura neurologica: note sull’uso del repertorio e spiccioli di materia medica – Dott.sa Barbara Rigamonti
13.30: Chiusura lavori.

> L’Iscrizione all’incontro è in sede congressuale il 26 Febbrario 2011.

* scarica la brochure (Pieghevole Seminario Neurologia)

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Quote di iscrizione

quota di partecipazione: 110 € con l’eccezione di:

– iscritti Siov : 80 €

– iscrizione SIOV formalizzata nel contesto dell’evento (comprende la quota associativa per il 2011) : 140 €

– iscritti Ordine Veterinari di Parma:  80 €

– Studenti: 50 € (comprensiva di iscrizione SIOV)

Le quote sono da considerarsi IVA inclusa

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Evento con il Patrocinio di:

Documento programmatico SIOV per la Didattica

Nel 2003 la FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) ha riconosciuto che l’esercizio dell’omeopatia, al pari di altre importanti medicine non convenzionali, “è da ritenersi a tutti gli effetti atto medico”.

Tale affermazione da un lato segna la fine dell’isolamento ufficiale della medicina omeopatica in Italia, dall’altro impone nuovi livelli nella formazione e nell’accreditamento degli omeopati veterinari. Il progetto formativo SIOV si rivolge ai veterinari, prefiggendosi di offrire un approccio sistematico e specifico all’omeopatia, al fine di rendere la pratica clinica efficace, e di favorire lo scambio di esperienze e la crescita professionale presso veterinari già esperti. Questo obiettivo sarà perseguito grazie al perfezionamento delle conoscenze di metodologia omeopatica e materia medica che permettono una gestione diagnostica,  terapeutica e prognostica di ogni singolo caso clinico.

I fondamenti della didattica di base consisteranno nello studio di:

1) Principi dell’Omeopatia: Legge della Similitudine, Dose infinitesimale, Provings omeopatico.

2) Strumenti: il farmaco omeopatico e la sua preparazione; il repertorio omeopatico e la Materia Medica (verrà posta particolare attenzione alla trasposizione tra linguaggio della clinica omeopatica umana e veterinaria);

3) Metodologia: conoscenza dei diversi livelli di intervento; uso del rimedio (osservazioni prognostiche, scelta della potenza, diagnosi differenziale dei diversi medicinali; prognosi della prima prescrizione; follow-up e prescrizioni seguenti); gestione del rimedio nel paziente acuto e cronico; analisi di diverse strategie  terapeutiche nei casi cronici; studio di casi clinici;  sono previste esercitazioni pratiche, con discussione collettiva sia dei casi clinici presentati dagli allievi (obbligatori) e sia dei casi clinici complessi esposti dai docenti  (case analysis).

L’obbiettivo finale dell’intero corso è di sviluppare negli allievi la capacità di scegliere i sintomi omeopatici caratteristici e specifici per un’anamnesi ed una prescrizione coerente (diagnosi di rimedio), e saper gestire la prescrizione anche sotto il profilo posologico (diagnosi di potenza); l’allievo dovrà essere in grado di applicare tali prerogative  a contesti clinici che riguardino sia gli animali d’affezione che quelli da reddito.
Il percorso formativo di base si articolerà in 3 anni, con incontri annuali a scadenza mensile per un minimo di 450 ore di insegnamento frontale e 100 ore di pratica clinica , come indicato dalle Linee Guida della Fnovi per le mncv, redatte dall’Unione della Medicina Non Convenzionale Veterinaria (UMNCV).
I fondamenti della didattica di livello superiore consisteranno nel consolidamento della tecnica prescrittiva, nell’ampliamento delle conoscenze di materia medica ad indirizzo specificamente veterinario, e nell’aggiornamento su argomenti utili a sviluppare negli utenti la capacità di un ragionamento clinico maggiormente critico, informato e di più ampio respiro; il secondo livello didattico è costituito in moduli fruibili singolarmente, che garantiscono all’ iscritto il raggiungimento degli obiettivi didattici personalizzati in base all’area di interesse.

Entrambi i livelli formativi saranno affrontati con costante attenzione ad aspetti di confronto culturale, e tenendo conto di  tre distinti ambiti :

– sviluppo ed evoluzione della conoscenza in omeopatia

– ostacoli alla guarigione nella pratica clinica quotidiana

– rapporto fra l’omeopatia e altre scienze e discipline

a) sviluppo ed evoluzione della conoscenza in omeopatia

Nello sviluppo storico dell’omeopatia si sono sviluppate diverse scuole di pensiero, raccolte intorno ad omeopati di grande spicco (“maestri”) che se da un lato hanno permesso lo sviluppo iniziale dell’omeopatia, dall’altro hanno creato interpretazioni e significati dell’omeopatia scarsamente comunicanti fra di loro. Oltre a ciò, le scuole basate sui maestri hanno spesso creato una sorta di “dogmatismo omeopatico” che ha sostituito i principi ai fatti ed ai risultati clinici. Oggi l’omeopatia è cresciuta e le conoscenze sono diventate così vaste che un solo maestro od un gruppo ristretto di allievi non può possederle completamente. L’ulteriore sviluppo della nostra scienza medica richiede il continuo scambio fra omeopati provenienti da diverse scuole ed esperti nei vari campi. Nel momento attuale quindi, ed a maggior ragione in contesto veterinario, l’approccio omeopatico viene rivisto a vantaggio di più incisivi risultati clinici, e di una operatività che risulti praticabile ed efficace nel quotidiano. Da questo punto di vista, la situazione della SIOV è privilegiata: i docenti provengono da diverse scuole di pensiero e ciò ha permesso un confronto delle varie impostazioni sui temi della didattica e della clinica, confronto che in varie sedi si sviluppa ormai da almeno un decennio. I fruitori della formazione SIOV potranno quindi accedere ad una formazione omeopatica più ampia, critica ed aggiornata di quella tradizionale che è ancora basata sulla figura del “ maestro”.

b) ostacoli alla guarigione nella pratica clinica quotidiana

l’esperienza della nostra comunità ha portato alla consolidata percezione di come vi siano punti critici nell’approccio alla salute dei nostri animali che non possono essere ignorati se si desidera pervenire ad un efficace metodo di cura omeopatico, o comunque ad un concetto di cura in ogni senso; in breve questi punti comprendono: l’uso di proteine eterologhe (vaccinazioni), l’uso di antiparassitari chimici aggressivi, la presenza di residui tossici nella quasi totalità di alimenti anche freschi  e la cattiva qualità di molti alimenti confezionati, la costante violazione della vocazione etologica di ogni specie animale da noi trattata, l’esistenza di contesti relazionali patogeni nelle famiglie per quanto riguarda gli animali d’affezione. Tutti questi argomenti verranno trattati e considerati oggetto di aggiornamento regolare: la SIOV compirà sempre uno sforzo per fornire le informazioni più documentate ed indipendenti a questo riguardo.

c) il rapporto fra l’omeopatia e le altre scienze e discipline

Il fondatore dell’omeopatia, Hahnemann, ha più volte affermato che la pratica dell’omeopatia esclude l’uso dei metodi convenzionali (allopatici, nel linguaggio degli omeopati) nel trattamento delle malattie. Questa posizione, insieme alla diffusa ostilità del mondo convenzionale nei confronti dell’omeopatia, ha creato il concetto dell’omeopatia come medicina alternativa (a quella convenzionale); in realtà, una lettura attenta dell’Organon chiarisce che, almeno in alcune situazioni, lo stesso creatore dell’omeopatia giustifica altre terapie oltre all’omeopatia. Oltre a ciò, i medici veterinari omeopati ogni giorno verificano come sia necessario in numerose situazioni cliniche integrare l’omeopatia con altri approcci  (per es. terapia nutrizionale, terapie fisiche ecc.). Ciò ha portato al concetto più avanzato dell’omeopatia come medicina complementare , che può essere, a dovute condizioni, integrata con altre terapie. E’ comunque evidente che, nel singolo paziente, l’azione delle altre tecniche terapeutiche utilizzate non deve antagonizzare l’azione del rimedio omeopatico, ma al contrario deve aumentarla e\o favorirla (sinergia terapeutica). Ciò però richiede una profonda conoscenza pratica e teorica sia dell’omeopatia, sia delle altre tecniche utilizzate. Richiede anche la conoscenza delle possibili affinità, nonché delle rispettive diversità ed eventuali incompatibilità: in assenza di governo di questi territori da parte del proscrittore, si assiste ad una “insalata terapeutica” che porta a confondere i sintomi del caso e quindi in prospettiva, a diminuire invece che ad aumentare i risultati, e che può anche risultare decisamente dannosa per la salute del paziente. È importante sottolineare questi aspetti in un momento in cui si moltiplicano i casi di prescrizione inappropriata ed incompetente di farmaci omeopatici o omeoterapici, forse dettati soprattutto dalla speranza di compiacere le aspettative dell’utenza.

Per ogni disciplina occorre costruire dei modelli teorici di riferimento e poi verificare nelle situazioni cliniche concrete se e quando l’omeopatia possa essere integrata con altre terapie. Ciò richiede un approfondito lavoro di equipe fra diversi specialisti culturalmente aperti e fortemente motivati a superare la logica individualistica per il beneficio del paziente. Questo sarà uno degli obiettivi più complessi del nostro lavoro, e tutti gli allievi saranno chiamati a prendervi parte nel prosieguo del loro iter professionale. Verranno inoltre trattati ed approfonditi in entrambi i livelli formativi i rapporti con altre scienze: fisica, matematica, filosofia, scienze biologiche e comportamentali ; un segno forte del nostro progetto didattico consisterà nell’integrazione con etologia e medicina comportamentale: ogni aspetto della metodologia proposta, dalla scelta dei sintomi alla loro trasposizione repertoriale al raffronto con la materia medica per la diagnosi di rimedio, sarà messo sistematicamente in relazione con le conoscenze derivanti da tali discipline. E ancora verranno effettuati confronti con altre discipline mediche non convenzionali, ovvero con diversi sistemi dottrinali ed epistemologici medici.  Attraverso lo sviluppo di tutti questi strumenti culturali la SIOV si propone quindi di diventare una comunità scientifica, o se si vuole una Scuola nel senso più antico ed elevato del termine. Se il nostro progetto può sembrare eccessivamente ambizioso, vogliamo ricordare che si basa sulla maturazione progressiva di esperienze e rapporti reciproci che in alcuni casi durano da quasi un quarto di secolo, e che comprendono anche il confronto con la comunità internazionale, oltre al prezioso contributo dell’omeopatia umana. Inoltre, ognuno di noi proviene da precedenti esperienze didattiche, e gli allievi degli anni trascorsi sono chiamati anch’essi ad essere parte integrante di questo nostro momento di crescita.

Dipartimento per la Formazione e la Didattica

Resp: Dott. David Bettio (PR), Dott.ssa Barbara Rigamonti (GE)