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Bio(il)logico – Dott. Pietro Venezia

stamps for organic healthy food

Bio illogico 

Cari tutti, non so se abbiate visto la puntata di Report Bio illogico su Rai Tre (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-af053738-5e57-4bce-9dc6-0773c3f70bfb.html ).

Questa puntata rappresenta una importante ricerca sul mondo del bio soprattutto rispetto alla grande distribuzione e mette in evidenza grandi truffe non risparmiando nessuno, in primis il ministero dell’Agricoltura che ha enormi responsabilità.

I dati di partenza della trasmissione sono incoraggianti, il bio aumenta del 21% quindi tante persone stanno capendo l’importanza del cibo, la differenza di prezzo più alta pagata ai produttori bio non solo per i grani ma per tutti i prodotti in generale rispetto al convenzionale indica che i produttori vedono finalmente riconosciuti anche economicamente i loro sforzi ed impegno verso la salute e l’ambiente.

Un dato però è allarmate: cresce la richiesta di bio ma i produttori italiani sono fermi, non si convertono al bio, i terreni rimangono incolti o convenzionali. Gli imprenditori italiani vanno all’estero, in Romania, ad esportare sistemi basati sulla truffa. Perché nonostante la richiesta di mercato ed il prezzo più alto i produttori italiani non passano al bio ?

Una parte non passa al bio perché aumenta la burocrazia da gestire ed i costi (piccoli produttori, agroallevamenti familiari), una parte riesce a vendere la propria produzione senza certificazioni (filiere molto corte, mercati contadini, garanzie partecipate, GAS) ma il grosso dei produttori italiani mediopiccoli ad esempio di ortofrutta e cereali, perché fa fatica a passare al bio ?

Io penso che una delle ragioni è che non ci sia un cambio strutturale nella formazione dei tecnici (veterinari, agronomi, nutrizionisti ecc), non ci sia una volontà politica di cambio (vedi sotto Ministero) né una volontà precisa delle associazioni di categoria come Coldiretti e Cia.

Siamo tecnicamente impreparati al bio, i veterinari sono generalmente assenti dal sistema biologico a livello mondiale, europeo, nazionale, regionale e locale, le ASL lo seguono parzialmente, siamo generalmente ignoranti sulla legislazione bio e sulle linee europee di collaborazione con gli altri Paesi, i produttori sono in balia del faidate, quindi giustamente hanno paura di un salto nel buio.

Ho rivisto due volte la puntata per capire bene e devo dire che Federbio e alcuni enti di certificazione si sono comportati correttamente, a volte troppo lentamente, ma correttamente. Gli enti disonesti sono stati espulsi , segnalati ed altri come Suolo e Salute hanno cambiato la dirigenza e le linee di condotta. Si parla giustamente di conflitto di interessi ma le cose più gravi non avvengono nel privato (enti di certificazione e Federbio) ma nel pubblico. Gallo, capo segreteria del viceministro all’agricoltura fa affari con Romani che è nella black list di Federbio, Ecocert (ente certificatore) denuncia le incongruenze di Romani e viene richiamato all’ordine direttamente dal ministero e dal capo segreteria (Gallo) che fa affari con Romani.

Il pesce puzza dalla testa e il pubblico in questo caso è meno garante del privato.

Federbio denuncia il fatto che la piattaforma informatica con le Linee guida Bio che di fatto evidenzia e limita fortemente le frodi o i tentativi di frodi in Italia è bloccato al Ministero.

Dopo la trasmissione il Ministero mette in rete il sistema (Grazie Report !!)

Per capire meglio va detto che il controllo obbligatorio, cui tutte le aziende del biologico devono aderire, prevede in genere una visita annuale effettuata da uno dei 14 organismi di certificazione (i sette soci di FederBio coprono il 90% degli operatori  italiani). Per migliorare questo sistema previsto dalla normativa di legge, FederBio insieme ad Accredia da circa un anno ha messo a punto una piattaforma informatizzata dove tutti gli operatori devono inserire i dati relativi alla tracciabilità delle operazioni di acquisto e vendita, l’indicazione dei volumi di prodotto, la superficie dei terreni agricoli certificati e altri dati. In questo modo è possibile in qualsiasi momento incrociare i dati e focalizzare le anomalie. Il caso Liuzzi riportato da Report, per esempio, non potrebbe ripetersi perché il sistema informatico non validerebbe l’offerta di quantità di prodotto sproporzionate da parte di un piccolo produttore. Secondo FederBio nella prima settimana di attività la nuova piattaforma ha permesso la scoperta di tre anomalie che il sistema cartaceo previsto dalla legge avrebbe scoperto un anno dopo. Il nuovo metodo informatico è stato approvato anche da catene di supermercati come: Coop, Esselunga, Ecor NaturaSì e i maggiori mulini italiani (compreso il Gruppo Casillo, leader mondiale nella trasformazione e commercializzazione del grano duro), che pretendono dai fornitori l’adesione alla piattaforma. Secondo le previsioni nel 2017 la maggior parte del mondo biologico dovrebbe adottare questo nuovo sistema di controllo informatico. Federbio

Verificato tutto questo il problema non è la legislazione bio, la legislazione bio è sicuramente da migliorare ma comunque a mio modesto avviso rappresenta un buon punto di partenza. Il problema sta nel fatto che la legislazione non viene applicata, c’è ignoranza sul tema, le Università, gli enti preposti alla formazione sono fermi, tranne in casi sporadici, osteggiano il cambio di paradigma, sono fermi a sistemi produttivi ecologicamente impattanti, socialmente ingiusti e inadeguati alle necessità odierne di freno all’inquinamento, alla farmacoresistenza ed al cibo che ammala.

Nel bio però c’è tanta gente che lavora bene, i piccoli e medi produttori di prossimità che vengono più facilmente controllati dagli enti certificatori (piattaforma informatica con le Linee guida Bio ) e direttamente dai cittadini, ad esempio con il sistema dei GAS.

Non credo sia giusto fare di tutta l’erba un fascio perché non è corretto rispetto a chi lavora bene, so per certo che non tutto il bio è marcio.

SIOV da qualche anno collabora con AccademiaBio (http://www.feder.bio/Accademia-Bio.php) e si occupa del la formazione sia dei nuovi Tecnici Ispettori che di quelli già operanti nelle aziende. I temi trattati sono benessere animale, alimentazione e profilassi. Su 5 giorni di formazione per i nuovi Tecnici Ispettori una giornata intera viene gestita da Siov.

Fare formazione è uno dei capisaldi di SIOV e formare i tecnici ispettori del bio è di competenza del veterinario ed in particolare del veterinario omeopata, crediamo che questa sia una delle strade per migliorare il sistema bio e contribuire a renderlo più educato e tecnicamente pronto.

Essere parte del mondo del bio e conoscerlo profondamente ci permette di vigilare e segnalare incongruenze e truffe.

Dott. Pietro Venezia

Responsabile dipartimento Zootecnia e Biologico SIOV

Percorsi di salute: il gesto consapevole, come gestire il problema delle parassitosi in modo integrato ed ecosostenibile. Gestione delle parassitosi nell’allevamento biologico

Tenuta di Paganico (Grosseto)

6-7 aprile  2013

Percorsi di salute: il gesto consapevole, come gestire il problema delle parassitosi in modo integrato ed ecosostenibile. Gestione delle parassitosi nell’allevamento biologico

Scuola CIMI-Koinè e SIOV (Dipartimento Animali per il sostentamento agro-alimentare, Zootecnia e Biologico) 

Le malattie parassitarie possono determinare diminuzione del benessere animale, rischi sanitari, diminuzione delle produzioni zootecniche. La lotta alle parassitosi è affidata per lo più all’utilizzo di antiparassitari di sintesi ad ampio spettro somministrati in maniera routinaria, tale pratica è costosa per l’allevatore, provoca gravi problemi di farmacoresistenza e  ha un forte impatto ambientale. Basti pensare che le avermectine arrivano ad inquinare le acque potabili e uccidono numerose specie di invertebrati importanti per l’equilibrio di ecosistemi sia acquatici che terrestri.

Vi sono pratiche mediche e gestionali tramite le quali si possono gestire le parassitosi in maniera economica ed eco-sostenibile, partendo dal presupposto dell’importanza di una corretta diagnosi parassitologica.

La Tenuta di Paganico, sede del seminario, è una azienda agrozootecnica biologica nella quale vengono allevati bovini, suini e cavalli, la cui alimentazione prevalente è a base di pascolo. Nella azienda non si fa ricorso a trattamenti antiparassitari routinari, ma si effettua un monitoraggio parassitologico, in base al quale si predispongono strategie ambientali, piani di profilassi omeopatica e trattamenti fitoterapici. In tal modo si prevengono rischi sia sanitari sia zootecnici.

Relatori: Francesca Pisseri (Scuola CIMI-Koinè), Claudio De Liberato (Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana),  Jacopo Goracci (Tenuta di Paganico)

E con i contributi di: Carla De Benedictis (SIOV), Maria Novella Uzielli, Pietro Venezia (SIOV).

ARGOMENTI DEL SEMINARIO

  • Cicli biologici dei principali parassiti dei ruminanti, del suino, del cavallo, pollo e coniglio; relazione tra parassiti ed ecosistema.
  • Analisi parassitologiche qualitative e quantitative, cenni sulle metodiche e interpretazione dei risultati.
  • Clinica veterinaria delle malattie parassitarie.
  • Valutazione dei rischi zootecnici e sanitari in base ai risultati delle analisi parassitologiche, ai dati clinici e ambientali.
  • Implementazione di un piano di monitoraggio parassitologico aziendale: calendario e tipo di indagini parassitologiche da effettuare.
  • Elaborazione del piano aziendale degli interventi preventivi e terapeutici.
  • Gestione agronomica integrata per il controllo delle parassitosi.
  • Foraggi nutraceutici per il controllo delle parassitosi.
  • Prevenzione e terapia basate sull’utilizzo di omeopatia e fitoterapia per quanto riguarda bovini, ovini, caprini, suini, cavalli, polli, conigli.
  • Utilizzo terapeutico degli oli essenziali per uso esterno e di alcuni fitoterapici come integratori alimentari.
  • Prescrizione omeopatica unicista del rimedio di fondo del gruppo per il controllo delle parassitosi.
  • Osservazioni ed esercitazioni in campo.

SIOV aderisce al progetto accademia bio (www.accademiabio.org) per la promozione della formazione in ambito biologico: introduzione agli obiettivi del progetto.

Gli argomenti del corso riguardanti le parti mediche saranno svolte in sessione separata rivolta solo ai medici veterinari.

Il percorso di salute da noi proposto non coinvolge solo l’animale ma anche l’ambiente, l’allevatore ed i consumatori. La formazione dei tecnici abbinata all’informazione dell’allevatore e del consumatore rappresenta l’unico freno all’uso indiscriminato di farmaci che compromette la salute umana, la salute animale e genera parassiti resistenti.

informazioni utili
Data:  6-7 aprile  2013
Orari: sabato10.30-13.30 | 14.30-19.30 | domenica 9.30-13.30
Sede: Tenuta di Paganico, Via della Stazione, 10, Paganico (Grosseto)
A chi è rivolto il corso: medici veterinari,agronomi, biologi.
La prenotazione è obbligatoria, e deve pervenire alla segreteria organizzativa entro il 20 marzo 2013, inviando domanda di iscrizione.
contattiSegreteria organizzativa:
Pietro Venezia tel 3405929368   e mail : omeopatia@pietrovenezia.it
Carla De Benedictis  cell 3408527786   email: carladebene@gmail.com

Costi: 100 euro più IVA, 120 se l’ iscrizione avviene in sede del seminario
Sconto del 30% a studenti e laureati da meno di due anni

Modalità di pagamento: Bonifico Bancario intestato a Tenuta di Paganico Società Agricola Spa  Monte dei Paschi di Siena – Filiale di Paganico (GR), C/c n. 6.17, ABI: 01030, CAB: 72233, IBAN : IT 76 X 01030 72233 000000000617, BIC: PASCITM1G83.

Alloggio e vitto:presso laTenuta di Paganico: lunch sabato: 15€ a persona; cena sabato: menu alla carta; pernottamento in doppia 35€ a persona; pernottamento in doppia ad uso singolo 45€ a persona prima colazione domenica 5€ a persona; lunch domenica: 15€ a persona.

Come arrivare a Paganico:
Macchina con possibilità di car-sharing, comunicate alla segreteria la vostra disponibilità di posti in macchina ed il percorso.

Treno,la stazione di Civitella-Paganico è accanto alla sede del seminario, si trova sulla linea ferroviaria Siena-Grosseto, che a Siena trova coincidenze con treni provenienti da Firenze-Bologna-Milano, e a Grosseto(o Montepescali) con treni provenienti da Roma e da Pisa-Genova.

Prenotazione ospitalità: Società Agricola S.p.A.
Via della Stazione, 10 
58045 Paganico (GR) 
tel +39.0564.905008 
fax +39.0564.905669
mob +39.334.6296798
agriturismo@tenutadipaganico.it 
www.tenutadipaganico.it 
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