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MEDICINA OMEOPATICA : IL TORTUOSO CAMMINO DEL SAPERE MEDICO. Lettera a Fnovi di Dr. Battigelli

Nel 1773 Lazzaro Spallanzani aveva osservato che in una stanza totalmente buia gli uccelli notturni erano incapaci di volare mentre i pipistrelli lo facevano senza difficoltà. Rimase sbalordito nel constatare che i pipistrelli accecati erano in grado di evitare ostacoli con la stessa efficienza di quelli con l’apparato visivo integro. Nel 1798 lo sperimentatore svizzero, Charles Jurine, tappò le orecchie ad alcuni pipistrelli i quali non erano più in grado di evitare gli ostacoli. I pipistrelli sembravano inoltre silenziosi inducendo così ad affermare che il loro udito aveva in qualche modo a che fare con la capacità di orientarsi. Queste deduzioni vennero dapprima messe in ridicolo dal mondo accademico e quindi dimenticate.
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Nel 1912 l’inventore Hiram Maxim pensò che i pipistrelli producessero suoni non udibili dagli esseri umani anche se sospettava che provenissero dalle loro ali.
Nel 1938 il problema dei pipistrelli di Spallanzani venne risolto ad Harvard da G.W. Pierce e Donald Griffin , i quali ,utilizzando una strumentazione sofisticata per quei tempi ,riuscirono a registrare suoni emessi dai pipistrelli con frequenze più altre rispetto allo spettro udibile dall’uomo. La dimostrazione che i chirotteri erano in grado di utilizzare certe frequenze sonore fece cadere ogni dubbio e pregiudizio che impediva di capire l’esistenza di un sonar biologico . Da qui si aprì la ricerca e le applicazioni tecnologiche non tardarono ad assere realizzate.
Nel 1910 Walter Cannon introdusse nel mondo accademico il concetto di stress per indicare una reazione di allarme prodotta nell’organismo da uno stimolo esterno . Nel 1936 Hans Selye pubblicò sulla rivista “ Nature “ gli esperimenti su animali che descrivevano una sindrome prodotta da diversi agenti nocivi e caratterizzati da una medesima reazione indipendente dalla natura della sostanza utilizzata. Identificò l’ipertrofia surrenalica , l’atrofia del timo e la presenza di ulcere gastriche negli animali da esperimento. Questa sindrome generale di adattamento descritta da H.Selye fu discussa e criticata da generazioni di ricercatori e dallo stesso Cannon che negava la possibilità che ipofisi e surrene potessero fornire resistenza e adattamento dell’organismo ,mancavano inoltre le evidenze di basi neuro umorali. L’emergere di nuove idee di immunologia e di neuroendocrinologia proseguì lentamente e solo nel 1968 ,dopo dieci anni di ricerche e dopo aver manipolato una notevole quantità di frammenti di ipotalamo di pecora ,R.Guillemin pubblicò su Science la scoperta del TRH (Tireotropic Releasing Hormone). Nel 1981 W.Vale annunciò la scoperta del CRF(Corticotropin Releasin Factor) rendendo così evidente che le manifestazioni biologiche e le intuizioni di Selye avevano un fondamento neuro endocrinologico.

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Samuel Hahnemann pubblicò la prima edizione dell’Organon in lingua tedesca nel 1810, la sesta ed ultima edizione risale invece al 1842. In questa opera si ritrovano i principi e gli esperimenti condotti da Hahnemann sull’utilizzo dei rimedi omeopatici diluiti e dinamizzati e prescritti secondo il principio di similitudine. Da allora l’omeopatia è stata applicata alla medicina dell’uomo e degli animali . W.Lux (1777-1849), professore di scienze veterinarie all’Università di Lipsia dal 1806,introduce nel 1823 il metodo omeopatico negli animali domestici e successivamente dedica a S.Hahnemann il primo tomo della rivista Zooiatris.
Lux introdusse anche il metodi dell’isopatia nella cura degli animali.
L’omeopatia ha subito e tutt’ora deve confrontarsi con un agguerrito ostracismo e un atteggiamento pregiudiziale da parte di una componete della comunità scientifica .
Nonostante le evidenze empiriche della sua applicazione in campo medico e veterinario e dello stato di avanzamento della ricerca di base si persevera nel rallentare,se non ostacolare,il cammino della ricerca di base e quella clinica che devono procedere a rilento e con grandi difficoltà.
Non è certo questa la sede per ripercorrere e valutare tutti gli studi e gli esperimenti fin qui condotti e che si possono rintracciare nelle varie banche dati per affermare la plausibilità dell’omeopatia e procedere nella ricerca della conoscenza.

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Basti ricordare gli studi condotti in Italia a partire dalle proprietà chimico fisiche delle soluzioni ultradiluite e dinamizzate (omeopatiche) condotte presso l’Università Federico II di Napoli dal Prof. Vittorio Elia;gli esperimenti condotti sulle piante e sui semi dalla Prof.ssa Lucietta Betti all’università di Bologna; gli studi di fisica del Prof. Del Giudice e del Prf. Preparata ; gli studi su animali e su modelli cellulari del Prof.Paolo Bellavite all’università di Padova e molti altri sparsi per il mondo. Recenti studi tutt’ora in corso si stanno indirizzando verso tecnologie sempre più sensibili come la cromatografia liquida al alta prestazione (HPLC), la Dynamic Light Scattering (DLS) o Photon Correlation Spectoscopy (PCS), e la miscroscopia elettronica a scansione (SEM) per valutare la presenza di nanoparticelle e di segnali nelle soluzioni ultradiluite e dinamizzate (omeopatiche). Anche in veterinaria ci sono studi clinici interessanti sotto tutti i punti di vista , dagli spunti critici della metodologia applicata fino ai dati emergenti. Ci sono quindi metanalisi con tutti i limiti del caso e le cui conclusioni evidenziano più che altro come procedere per progettare studi più adeguati per risolvere i problemi dei bias da pubblicazione che ostacolano l’emergere di robuste evidenze.
Neppure si vuole entrare nel merito di una critica inutile quanto sterile e che non ha portato ad alcuna conclusione se non a proclami privi di efficacia . Infatti la metanalisi di Egger et al. pubblicata su Lancet 366, December 17/24/31, 2005 , uno dei capisaldi che avrebbero decretato la fine scientifica dell’omeopatia, si basa su 8 trials di cui solo due hanno le caratteristiche proprie del paradigma Hahnemanniano di terapia omeopatica individualizzata e di similitudine. Anche il più recente Autralian Report della NHMRC è alquanto controverso sulle scelte di inclusione ed esclusione dei lavori allocati quanto per le epurazioni dei ricercatori in corso d’opera. Così che ,dopo l’iniziale enfasi, il peggio sembra passato.
Negli animali e nelle piante si riscontrano effetti biologici e clinici che difficilmente sono riconducibili all’effetto placebo così spesso invocato dai detrattori dell’omeopatia.
Nel frattempo l’omeopatia continuerà ad essere applicata nell’uomo e negli animali da medici e veterinari competenti che in base alla propria esperienza siano in grado di valutare e gestire le differenti condizioni cliniche in cui l’omeopatia è indicata.
E’ superfluo ricordare come la sicurezza dell’applicazione dell’omeopatia ,a fronte di un vuoto normativo adeguato, sia in parte tutelata dalla deontologia medica e veterinaria attraverso l’atto medico ,dalla regolamentazione dei medicinali omeopatici da parte dell’AIFA e dalla legislazione sul farmaco da parte del Parlamento Europeo.
La storia del rifiuto di idee , poi rivelatesi corrette, dovrebbe indurci a procedere con più cautela nel liquidare troppo sbrigativamente ciò che all’apparenza dell’umana comprensione si mostra incomprensibile,specialmente in una branca della scienza come la medicina dove anche pochi casi ben documentati dovrebbero indurre a più serie considerazioni.
Dott. Alessandro Battigelli

Il messaggio divino della Natura nello studio della Materia Medica Omeopatica: la Specificità del Rimedio. Travacò Siccomario (PV), 16 giugno 2018

Per la prima volta viene affrontata e approfondita organicamente l’evoluzione del
concetto di Specificità in Omeopatia. L’argomento è stato proposto in Italia quando
Alfonso Masi Elizalde ha cominciato a fare i suoi primi seminari a Firenze nel 1980,
proponendo la sua esegesi dottrinaria e il conseguente emendamento della Materia
Medica. Dopo la sua morte gli studi continuano tuttora attraverso il suo gruppo di
fedeli discepoli della francese AFADH di Simonne Fayeton. Nel frattempo, dagli
anni ’90 un altro gruppo di studio francofono del Belgio fondato da un allievo di
Masi, Marc Brunson, si interessa all’argomento con produzione di risultati che
rappresentano l’ultimo passo evolutivo attuale per l’Omeopatia Hannemaniana.
Illustrare tale evoluzione sarà il tema di questo seminario.

Programma
− 9,30 – Presentazione e Introduzione
− 9,45 – Il § 153 dell’Organon, completamente svelato solo con Alfonso Masi
Elizalde: l’immagine bidimensionale del rimedio.
− 11,30 – Break
− 12,00 – L’evoluzione del concetto di Specificità del Rimedio di Marc Brunson:
l’immagine tridimensionale del rimedio.
− 13,30 – Pausa pranzo
− 15,00 – L’individualizzazione della suche, esempi di alcuni rimedi (Arg-n,
Sep.) – Prima parte
− 16,30 – Break
− 17,00 – L’individualizzazione della suche, esempi di alcuni rimedi (Anthr.,
Dros.) – Seconda parte
− 18,30 – Conclusioni e discussione.

Relatore: dr. Andrea Barancalion
Docente della Scuola Superiore Internazionale di Medicina Veterinaria Omeopatica di Cortona dal 1992 al 2011. Professore a contratto della Scuola di Specializzazione in Diritto e Legislazione Veterinaria della Facoltà di Medicina Veterinaria
dell’Università di Parma, fino al termine dell’attività. Referente scientifico e culturale del programma RADAR, il software più diffuso al mondo per la medicina omeopatica.
Professore Associato presso Universidad Candegabe de Homeopatia – Learning
Distance University http://www.universidadcandegabe.org dal 2005. Regolarmente iscritto al Registro dei Medici e Veterinari Omeopati italiani in http://www.omeomed.net e http://www.fiamo.it Professore a contratto dell’Università di Bologna nel Corso di Alta Formazione in ‘Sociologia della Salute e MNC’ 2008- 2009. Docente della Scuola S.I.O.V. dal 2013. Professore Straordinario dell’Escuela Médica Homeopática Argentina “Tomás Pablo Paschero” di Buenos Aires dal 2017. Autore del libro “Scala LM e Prognosi nella Pratica
dell’Omeopatia”. Numerose pubblicazioni e relazioni a congressi e convegni scientifici nazionali e internazionali.

infomazioni: andreabra@iol.it

Risposta a Professione Veterinaria n.1/2018 “Veterinari contro Veterinari”

6cc98fa4-95ca-4e5e-89a1-88fe7fbb2618La comunità dei veterinari omeopati sente l’urgenza di ribattere a quanto comparso sul numero 1 /2018 di Professione Veterinaria, in quanto ciò che è stato scritto nel trafiletto “Veterinari contro Veterinari”, oltre a peccare di superficialità, scorrettezza e rappresentare una vera e propria fake news, offende profondamente chi studia e pratica tale disciplina.
Stupisce come la redazione di Professione Veterinaria si esprima in maniera tanto superficiale dopo aver preso visione, evidentemente in modo approssimativo, della risposta legittima da parte della IAVH nei confronti della pubblicazione di Veterinary Record, oggetto della discussione. E di come abbia riportato a galla la vicenda SIMVeNCo, peraltro del tutto arbitrariamente e in maniera falsa, tendenziosa e strumentale.
Infatti è noto che l’esperienza della SIMVeNCO ha avuto come naturale evoluzione la creazione della Società italiana di Omeopatia veterinaria,  da cui è nata una Scuola di formazione in Omeopatia veterinaria che svolge regolare e continuativa attività dal momento stesso in cui SIMVeNCO è stata sciolta; inoltre la SIOV dal 2010 organizza un congresso annuale, che nel 2017 ha assunto portata internazionale. Chiediamo che le informazioni scorrette vengano rettificate rendendo note queste circostanze.
Dispiace constatare che si continua a voler pretendere per forza qualcosa di impossibile: quando si ragiona su due paradigmi diversi, la pretesa dell’uno di poter approvare l’altro solo alle sue condizioni è come pretendere di misurare un peso usando i centimetri invece che i grammi. Sarebbe ora che se ne prendesse atto. Per il resto non c’è molto altro da dire se non che si continua a pontificare su teorie invece che sui fatti.
Questo vale sia per la clinica che per la ricerca di base.
La redazione di Professione Veterinaria non si pone la domanda fondamentale circa la criticità del metodo, dando per scontato che esista un solo unico un modello di riferimento nella ricerca scientifica. La redazione misconosce che la IAVH è affilata alla HRI (Homeopathy Instutite for Research), una delle istituzioni che detengono le competenze in omeopatia e che promuove un modello di ricerca adeguato al paradigma omeopatico, tanto da inficiare i dati riportati dall’articolo di Veterinary Record.
Forse la redazione di Professione Veterinaria preferisce mettere in evidenza uno scontro ideologico tra colleghi invece di capire e approfondire il tema della criticità della ricerca in un campo della medicina ormai consolidato dalla presenza di migliaia di colleghi esperti in tutto il modo, da raccomandazioni dell’OMS e dalla attuale ricerca di base.
Infine un’osservazione: la convivenza è sempre possibile ed è solo una questione di volontà e di civiltà. Due medicine “diverse” possono convivere, avendo in comune solo il bene del paziente. Qual’è il motivo per cui la medicina ufficiale deve sempre attaccare l’altra? C’é sempre più necessità di reciproco rispetto e collaborazione. E per fortuna ci sono colleghi con cui è facile e arricchente condividere l’esperienza medica. Quanto scritto su Professione Veterinaria, come in molti altri casi, non rispecchia la realtà, ma solo la “voce grossa” di coloro, una minoranza (non un’élite), che hanno il potere di decidere anche per gli altri. Ultimamente di esempi ce ne sono in abbondanza, tanto che questi argomenti vengono addirittura sfruttati per la campagna elettorale in corso. Noi non ci stiamo.
Se il mondo medico veterinario nell’espressione della professione, il mondo farmaceutico nell’espressione dell’adeguamento generale del farmaco omeopatico a standard produttivi, se il mondo legislativo nell’espressione della futura legge sul farmaco, se il mondo della ricerca nell’espressione di dati positivi sull’effettività stanno lavorando per una integrazione dei saperi, sembra che Professione Veterinaria stia invece lavorando per una integralizzazione del sapere.
Si invita pertanto la redazione a rettificare l’editoriale offensivo per la professione in toto e a prendere in visione la letteratura scientifica in questione, analizzarla farne una revisione critica e, nel caso, confrontarsi onestamente con i professionisti che rappresentano l’omeopatia e le Medicine Non Convenzionali Veterinarie in Italia.
Segreteria SIOV

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Antibiotico resistenza (AMR) e Omeopatia. Documento IAVH

logo iavh

Omeopatia e AMR: un documento IAVH

www.iavh.org

In collaborazione con SIOV

www.siov.org

Resistenza Antimicrobica (AMR) e Medicina Omeopatica

La IAVH ha redatto una dettagliata relazione sull’uso degli antibiotici in relazione alla resistenza(AMR) in molti microrganismi. Questo è un problema ingente che ha indotto l’Unione Europea, così come i medici in tutto il mondo, ad attuare le misure necessarie a limitare questo problema. La IAVH vuole proporre un confronto in considerazione alla medicina omeopatica come parte della strategia; questo articolo riporta alcuni dei numerosi studi che mostrano l’efficacia dell’omeopatia per combattere le malattie infettive. La relazione propone l’articolo sotto riportato e ,a fondo pagina, i links per scaricare gli articoli di bibliografia, nonché la lettera di IAVH.

Come può l’omeopatia far differenza nel problema AMR?

Lo scopo di questo documento è di informare sulla conoscenza dell’omeopatia, per come comprenderne la validità, e di conseguenza avere un ruolo nel contribuire alla prevenzione del fenomeno AMR.

La prima parte del documento è una narrativa che introduce come l’omeopatia possa essere un trattamento efficace; l’omeopatia è una modalità diversa che aiuta i pazienti quando sono esposti ad un agente microbico patogeno e quando ne sono infetti.

La seconda parte presenta un riassunto della ricerca sull’uso dell’omeopatia nelle malattie infettive.

La terza parte è una collezione di documenti a supporto della validità della medicina omeopatica e fornisce spunti per incoraggiare la comunità scientifica allargata a partecipare alla ricerca sull’omeopatia.

Parte Prima

La logica ed il pensiero convenzionale semplificato rendono l’uso degli antibiotici la scelta ovvia per risolvere “un’infezione”. Ciò nondimeno, la medicina moderna è consapevole che la promozione un alto livello di salute è un metodo consolidato per controllare le malattie infettive. È un dato di fatto che tutti i fattori che promuovono la buona salute e la nutrizione adeguata siano importanti per mantenere un livello alto di salute, e limitare così lo sviluppo di malattie infettive.

Purtroppo non è sempre possibile avere le condizioni necessarie per la buona salute, quindi quando per qualsiasi motivo l’igiene o la nutrizione rimangono imperfetti, la malattia e/o le infezioni possono prevalere.

In tali situazioni, si può cercare di stimolare le difese naturali dei pazienti contro le infezioni con metodi quali le vaccinazioni. Le contingenze richiedono di valutare quali altre metodologie disponiamo per aumentare la capacità di resistenza a malattie infettive in un paziente o in un gruppo di animali.

Diviene quindi necessario considerare cosa succede nel periodo di tempo che intercorre da quando un agente infettivo è presente senza provocare malattia fino al momento in cui cominciano a manifestarsi i sintomi clinici. A volte è possibile identificare una chiara causa esterna, ma spesso la causa è piuttosto insufficiente , e ci può’ essere disaccordo fra i professionisti circa la natura delle cause. Questo poiché alcune cause non sono sensibili alle misurazioni o per i limiti dei metodi di ricerca riproducibili.

In questi casi è necessario stabilire quale sia il ruolo del paziente (o nel gruppo di animali) nel permettere all’infezione di manifestarsi in quel contesto ambientale.

Inoltre si devono valutare i ruoli e le priorità tra l’agente infettivo , il paziente e le sue circostanze ambientali . Infine si deve qualificare la capacità di un paziente ( o un gruppo di animali) nel prevenire l’insorgenza di una malattia infettiva.

Oltre ai vaccini e alle terapie di supporto, ci sono altri modi di influenzare il paziente (o un gruppo di animali) così che non permettano lo sviluppo dell’infezione. É possibile modulare le funzioni del paziente (o nella dinamica di gruppo) cosicché l’infezione presente non possa avere successo e sia quindi tenuta sotto controllo dalle difese naturali dell’animale. L’omeopatia si propone di stimolare questa capacità.

Molte comprovate terapie e procedure moderne mancano di una spiegazione logica, scientifica o delle evidenze che ne giustifichino la validità. La loro validità è stabilita dalle prove cliniche; la spiegazione scientifica può, o meno, arrivare in tempi successivi. Quindi la mancanza di una spiegazione definitiva per le modalità d’azione delle medicine omeopatiche non dovrebbe essere usata come fattore per screditare l’omeopatia. Nella bibliografia indicizzata è possibile reperire le informazioni su dove si stia indirizzando le ricerca scientifica sui possibili meccanismi d’azione dell’omeopatia (documenti allegati.)

Un altro ostacolo all’accettazione dell’omeopatia è rappresentato nella presunta implausibilità della attività biologica dei rimedi altamente diluiti usati frequentemente in omeopatia. Anche qui ci sono molte pubblicazioni a supporto delle alte diluizioni omeopatiche, sia studi che usano esperimenti in vivo sia studi che usano apparati specifici per misurare le proprietà elettromagnetiche delle diluizioni omeopatiche.

Alcuni colleghi possono pensare che le medicine omeopatiche possano semplicemente rimpiazzare le medicine convenzionali, ma questo non è del tutto corretto: per esempio, non ci sono antibiotici o antinfiammatori omeopatici. Infatti, che si tratti di un’infezione, di una infiammazione,di un trauma o un altro stress è di importanza eziologica ma è di secondaria gerarchia in omeopatia, poiché i casi sono trattati su base individuale. La relazione che intercorre fra il paziente ed il rimedio selezionato si basa spesso su informazioni apparentemente irrilevanti alla condizione da trattare, ma queste informazioni sono necessarie per una prescrizione che abbia successo in quanto appartengono al paziente e dunque al caso specifico in quel contesto ambientale.

Una rappresentazione di tale fenomeno si può esprimere nella metafora di un messaggio radio che si sintonizza lungo una particolare frequenza d’onda elettromagnetica ma che non si manifesta in altri apparecchi che non siano sintonizzati.

In modo simile, quando viene prescritta una medicina omeopatica, il sistema potrà rispondere solo ad un numero limitato di “frequenze”, ognuna delle quali porta un “messaggio” particolare. Quindi, una medicina selezionata con adeguata metodologia deve portare il “messaggio” giusto nella “frequenza” giusta per essere efficace. Invece di attivare una influenza molecolare, come succede nella medicina convenzionale ed anche in fitoterapia, le medicine preparate omeopaticamente veicolano qualcosa riconducibile ad un “messaggio”. Quando il messaggio ha senso ed è utile al paziente al momento dell’infezione (o altra malattia), il paziente potrà “ascoltare” il messaggio ed usarlo a suo beneficio.

Solo la radio sintonizzata sulla giusta onda può ascoltare le informazioni portate da quella onda.

Quindi il “messaggio giusto” è un sistema di informazioni che aiuta il paziente a rispondere più efficacemente – in modo simile un software patch ripara una applicazione disfunzionale.

Tale messaggio richiede un mezzo di trasmissione come è l’ acqua o i substrati delle formulazioni omeopatiche.

Bisogna essere coraggiosi per affiancare il comodo paradigma moderno in favore dell’accettazione di altri modi per aiutare i pazienti. Questo è ancora più difficile quando la rappresentazione odierna di una tecnica come l’omeopatia tenta di dipingere gli interessati come anti-scienza. Si dovrebbe piuttosto, nell’interesse dei nostri pazienti e collettivo , aprire la mente e porre domande sulla ricerca che punta ad una più vasta scelta di possibili trattamenti, specialmente trattamenti che danno luogo a meno effetti collaterali e sono più sostenibili ecologicamente. Specialmente quando la percentuale di prove positive a favore dell’omeopatia in 104 articoli di ricerca sull’omeopatia è sorprendentemente equivalente alla percentuale di prove positive in un’analisi di 1016 articoli di ricerca nella medicina convenzionale.(1)

Tale terapia è l’omeopatia.

Seconda Parte

Sintesi delle prove sull’efficacia dell’omeopatia e sulla sua efficacia nel trattamento delle malattie infettive

Omeopatia in esseri umani ed animali

Prove sull’efficacia dell’omeopatia negli animali

Importanza del ruolo dell’omeopatia in animali con malattie infettive

1. Omeopatia in esseri umani ed animali

Sebbene la modalità di azione dei medicinali omeopatici non sia ancora stata spiegata con precisione, la ricerca di base su animali (i.e. rane, topi, ratti), piante (i.e. frumento, limnea, piselli) e cellule (i.e. leucociti basofili) ha dimostrato che le preparazioni omeopatiche altamente diluite sono in grado di provocare effetti biologici. Si presume che l’effetto placebo non abbia nessun ruolo in questi casi. In una recensione sistematica e meta-analisi della ricerca di base sugli effetti delle preparazioni omeopatiche altamente diluite, 67 esperimenti in vitro in 75 pubblicazioni sono state valutate secondo criteri di qualità specifici. La maggior parte di questi esperimenti hanno dimostrato i risultati delle preparazioni omeopatiche altamente diluite, ed in quasi tre quarti di tutti gli studi replicati i risultati erano positivi. Inoltre, gli esperimenti che hanno usato una metodologia di alta qualità hanno dimostrato chiari risultati delle preparazioni omeopatiche altamente diluite (3).

Il successo del trattamento omeopatico si basa sull’individualizzazione. Mathie et al. (2014) hanno evidenziato che le medicine personalizzate sono efficaci per trattamenti specifici nei pazienti umani(2).

Riguardo all’omeopatia veterinaria, la meta-analisi di Mathie e Clausen (4) riporta l’efficacia dei trattamenti omeopatici per gli animali, i risultati sono robusti quando sottoposti ad analisi statistiche, anche se solo due esperimenti sono qualificati secondo tutti i criteri di qualità delle prove cliniche.

RCT nella omeopatia veterinaria

In una meta-analisi di omeopatia veterinaria (4), 9 su 15 esperimenti con dati estraibili mostrano un alto rischio di pregiudizio; un rischio basso o non quantificabile è stato attribuito ai rimanenti sei esperimenti, di cui solo 2 hanno risultati affidabili senza ingerenze da interessi esterni. Per tutti gli esperimenti N=15, OR comune =2.62 [CI 95%= 1.12-2.56], P=0.01. Per i due esperimenti con risultati ritenuti affidabili, OR=2.62 [CI 95%= 1.13-6.05].; P=0.02. Uno degli studi fornisce un esempio di come l’omeopatia possa essere di grande importanza. In uno studio randomizzato, con placebo di controllo, a doppio cieco (5) riguardo il trattamento omeopatico della diarrea neonatale da Escherichia coli (E. coli) nei suini, è stato dimostrato come il gruppo trattato omeopaticamente abbia avuto significativamente meno casi con diarrea da E.coli.

In Giugno 2017 la Commissione UE ha adottato il nuovo Piano d’Azione Europeo per la Salute Unica (One Health) contro la resistenza antimicrobica (AMR), la strategia prevede di ridurre il più possibile l’uso degli antimicrobici negli animali e sottolinea la necessità di trovare alternative agli antibiotici. La Commissione ha dichiarato che la ricerca verso lo sviluppo di antimicrobici innovativi e prodotti alternativi per persone ed animali verrà sostenuta (6). Tutte le misure potenzialmente efficaci, inclusa l’omeopatia, devono essere esplorate ed usate se si vuole superare la minaccia globale di AMR.

Siamo fortemente convinti che il vantaggio per i pazienti e la nostra volontà a collaborare per implementare gli strumenti medici per il contenimento del fenomeno AMR debbano guidare il dibattito in una prospettiva di One Health. Questo dovrebbe anche includere una valutazione senza pregiudizi della ricerca scientifica. Pensiamo che la medicina complementare, compresa l’omeopatia, abbia la potenzialità di offrire grandi contributi per una migliore salute di essere umani ed animali. Questa è esattamente la ragione per cui WHO spinge gli Stati membri ad includere la medicina tradizionale e complementare nelle loro politiche e sistemi nazionali per la salute (7).

Bibliografia:

1. El Dib RP, Atallah AN, Andriolo RB (2007). Mapping the Cochrane evidence for decision making in healthcare. Journal of Evaluation in Clinical Practice; 13: 689-692.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17683315

2. MATHIE, R. T., LLOYD, S. M., LEGG, L. A., CLAUSEN, J., MOSS, S., DAVIDSON, J. R. T., FORD, I. (2014) Randomised placebo-controlled trials of individualized homeopathic treatment: systematic review and meta-analysis. Systematic Reviews 3, 142

https://systematicreviewsjournal.biomedcentral.com/articles/10.1186/2046-4053-3-142

3. WITT, C. M., BLUTH, M., ALBRECHT, H., WEISSHUHN, T. E., BAUMGARTNER, S., WILLICH, S. N. (2007) The in vitro evidence for an effect of high homeopathic potencies—a systematic review of literature. Complementary therapies in medicine 15, 128-38

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17544864

4. MATHIE, R. T., CLAUSEN, J. (2015) Veterinary homeopathy: meta-analysis of randomised placebo-controlled trials. Homeopathy 104: 3-8

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25576265

5. CAMERLINK, I., ELLINGER, L., BAKKER, E. J., LANTINGA, E. A. (2010) Homeopathy as replacement to antibiotics in the case of Escherichia coli diarrhea in neonatal piglets. Homeopathy 99, 57-62

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20129177

6. EUROPEAN COMMISSION (2017) A European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance (AMR)

https://ec.europa.eu/health/amr/sites/amr/files/amr_action_plan_2017_en.pdf

7. WORLD HEALTH ORGANISATION WHO (2013) Traditional Medicine Strategy: 2014-2023

http://www.who.int/medicines/areas/traditional/en/

2. Prove dell’efficacia dell’omeopatia sugli animali

In Europa l’uso delle medicine omeopatiche nell’agricoltura biologica è raccomandato esplicitamente: devono essere usate in preferenza alle medicine convenzionali, secondo i regolamenti europei sulle produzioni biologiche emanati dalla Commissione Europea (EC N° 889/2008 art. 24.2). Anche se gli allevatori percepiscono buoni risultati dall’applicazione sul campo dell’omeopatia, è necessario implementare la ricerca per confermare questi risultati. In tal senso l’Associazione Internazionale di Omeopatia Veterinaria (IAVH) commenta riguardo alla rassegna fatta da Doehring e Sundrum, pubblicata in “Veterinary Record” (8) nel Dicembre 2016, in termini di riferimento obiettivo. Questa dichiarazione è appoggiato da il Comitato Europeo per l’Omeopatia (ECH), l’Istituto per la Ricerca Omeopatica (HRI) e EUROCAM.

Studi scientifici e una metanalisi di studi con controlli randomizzati forniscono prove, anche se limitate, sull’efficacia dell’omeopatia rispetto al placebo (9,10). Rispetto alla rassegna pubblicata da Doehring e Sundrum è necessario chiarire che, malgrado questa rassegna fosse ponderata rispetto alla ricerca sull’omeopatia nel contesto agricolo in generale, la conclusione degli autori “…rimpiazzare o ridurre gli antibiotici con l’uso dell’omeopatia non si può raccomandare al momento…” non è giustificata dai loro dati, visto che nessun nuovo dato è stato aggiunto alla letteratura esistente (10,11), e solo il bisogno di ulteriore ricerca di alta qualità’ è stato evidenziato.

E’ importante sottolineare che nei documenti pubblicati recentemente sul piano d’azione contro la resistenza antimicrobica (AMR) della Commissione Europea CAM (Medicina Alternativa e Complementare) l’omeopatia è menzionata come un potenziale approccio alla soluzione per AMR, e la richiesta di maggiore ricerca nella CAM è particolarmente rilevante in termini di importanza del problema AMR per persone ed animali. Questa è anche la raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità’ (WHO) sulla strategia per CAM per il periodo 2014-2023, che richiede l’integrazione di CAM nei sistemi di sanità.

Conclusione:

La recente rassegna di Doehring e Sundrum (8) sull’efficacia dell’omeopatia negli allevamenti non aggiunge niente di nuovo riguardo alla validazione dell’omeopatia. I risultati sono largamente coerenti con i risultati degli studi qualitativamente elevati precedenti, come emerge dalla rassegna di Mathie e Clausen (11).

Una metanalisi (11) ha dimostrato che esiste una tendenza positiva nelle prove a favore dell’omeopatia veterinaria, statisticamente robusta all’analisi della sensitività: i.e. la tendenza positiva non cambia se si considerano solo gli studi qualitativamente elevati, o se si considerano tutti gli studi.

Studi che dimostrano gli effetti positivi dell’omeopatia sugli animali indicano che l’omeopatia può avere un ruolo importante negli allevamenti: vedi ad esempio come sostitutivo per gli antibiotici nel trattamento della diarrea E. coli nei suinetti

Considerando l’emergenza globale della resistenza antimicrobica, aeree promettenti di ricerca meritano ulteriore ricerca, in particolare con test clinici randomizzati di alta qualità.

Bibliografia:

8. DOEHRING, C., SUNDRUM, A. (2016) Efficacy of homeopathy in livestock according to peer-reviewed publications from 1981 to 2014. Veterinary Record 179: 628.

http://veterinaryrecord.bmj.com/content/vetrec/179/24/628.summary.pdf

9. CAMERLINK, I., ELLINGER, L., BAKKER, E. J., LANTINGA, E. A. (2010) Homeopathy as replacement to antibiotics in the case of Escherichia coli diarrhea in neonatal piglets. Homeopathy 99, 57-62

www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20129177

10. MATHIE, R. T., CLAUSEN, J. (2015) Veterinary homeopathy: meta-analysis of randomised placebo-controlled trials. Homeopathy 104: 3-8 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25576265

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25576265

11 .MATHIE, R. T., CLAUSEN, J. (2014) Veterinary homeopathy: systematic review of medical conditions studied by randomized placebo-controlled trials. Veterinary Record 175: 373-381

http://veterinaryrecord.bmj.com/content/175/15/373

3. Il ruolo importante dell’omeopatia negli animali con malattie infettive

In campo agricolo l’omeopatia è usata per suini, polli, tacchini, ovini e caprini.

I principi dell’agricoltura biologica promuovono l’uso di terapie non convenzionali, delle quali l’omeopatia è quella usata più comunemente, come alternativa all’uso di sostanze chimiche (che sono limitate dai regolamenti per colture biologiche). Uno studio spagnolo (1) ha dimostrato che il motivo principale per l’uso dell’omeopatia era il bisogno di ridurre le sostanze chimiche, promosso dai regolamenti sulle colture organiche, principalmente nel trattamento della mastite. Il numero dei trattamenti totali era più basso in allevamenti che usavano omeopatia rispetto a quelli dove venivano applicate terapie allopatiche (0.13 e 0.54 trattamenti/vacca/anno, rispettivamente) e sebbene il SCC fosse significativamente più (p<0.001) alto per questi allevamenti (161.826 e 111.218 cellule/ml, rispettivamente) non c’era nessuna penale economica per l’allevatore e la qualità del latte non era compromessa rispetto ai requisiti standard; al contrario le terapie omeopatiche sembrano essere un’alternativa valida alla riduzione dell’uso di antibiotici, e permette agli allevatori di aderire agli standard della coltura biologica.

Le malattie più comunemente trattate con i medicinali omeopatici negli allevamenti includono diarrea, sterilità, mastite e problemi di parto. La mastite è una malattia importante economicamente per i produttori di latte in tutto il mondo per gli effetti a lungo termine sulla produzione di latte. Grosse perdite economiche sono dovute anche a latte o latticini non vendibili perché contaminati con residui antibiotici. I trattamenti convenzionali sono basati sull’uso di antibiotici, che sono costosi e impattanti non solo per i residui nel latte, rappresentando un rischio per la salute pubblica e l’ambiente. La disattesa del principio di un uso razionale e prudente degli antibiotici (non nuocere) risulta quale concausa nell’emergenza di ceppi batterici resistenti. Ciò richiede misure efficaci per la gestione dell’emergenza e pone seri quesiti sulla effettività e sulla efficienza delle terapie secondo una valutazione sistemica di One Health.

La diarrea è una malattia con un impatto economico significativo nelle produzione dei suini, da quando fu adottato il sistema di allevamento intensivo. L’enterite può manifestarsi durante tre stadi diversi: diarrea neonatale, che compare nei primi giorni di vita; diarrea dei suinetti, che compare dopo la prima settimana fino allo svezzamento; e diarrea dopo lo svezzamento. In genere il 50-60% di morti in allattamento avviene durante la prima settimana di vita, dovuto soprattutto al venire schiacciati dalla scrofa o alla diarrea neonatale. La diarrea neonatale,per la maggior parte causata da E. coli, è la malattia col più alto impatto economico nell’allevamento dei suini. Se non viene trattata, porta alla perdita di peso e spesso alla morte del suinetto, comportando una grossa perdita economica per l’allevatore. Il trattamento convenzionale per la diarrea E.coli è la somministrazione di antibiotici ai suinetti, o la vaccinazione delle scrofe. Uno studio recente sull’uso dell’omeopatia per trattare la diarrea E. coli nei suinetti ha ottenuto risultati promettenti. (6) L’uso di antimicrobici negli animali contribuisce al problema emergente della resistenza ed è ovvio che ogni uso non essenziale di antimicrobici negli animali dovrebbe essere limitato: l’omeopatia può quindi offrire una alternativa appropriata. L’omeopatia sta emergendo come una terapia alternativa in medicina veterinaria per la sua capacità di trattare la malattia senza lasciare residui nei prodotti animali. L’omeopatia dipende dalla totalità dei sintomi fisici e mentali degli animali malati e punta ad aumentare le difese immunologiche, sostenendo le reazioni adattative piuttosto che limitarsi a trattare, inibire o sopprimere i sintomi. L’omeopatia può essere efficace in malattie di origine batterica o virale. Inoltre le epidemie animali possono essere curate con l’omeopatia sia a livello di prevenzione che a livello di cura. Spesso con un solo rimedio si può trattare un’epidemia in tutto il branco. Sia la mastite nelle vacche (2,3,4.5) che la diarrea da E.coli nei suini (6,7) sono stati identificati come problemi clinici di rilievo per i quali l’omeopatia può essere d’aiuto; la ricerca corrente sta valutando questi approcci. Lo studio più recente sulla diarrea E.coli (6) è un buon esempio di come un esperimento possa essere relativamente facile e poco dispendioso da eseguire e, in cambio di tale piccolo investimento, possa dare un potenziale ritorno significativo. Lo studio rappresenta un esperimento robusto a campione randomizzato, con placebo di controllo e a triplo cieco (amministrazione, punteggio e analisi) svolto dai ricercatori dell’Università di Wageningen, Netherlands. Ha esplorato l’uso di un rimedio omeopatico derivato da E. coli (Coli 30K) invece che di antibiotici nella prevenzione della diarrea E.coli nei suinetti. 52 scrofe sono state allocate a random nel gruppo omeopatico o nel gruppo placebo. Le scrofe hanno partorito 525 suinetti a cui è stato dato un punteggio per la frequenza e la durata della diarrea. I risultati mostrano chiaramente l’effetto della medicina omeopatica: solo il 3.8% dei suinetti nel gruppo omeopatico hanno sofferto di diarrea contro il 23.8% dei suinetti nel gruppo di controllo (p<0.0001). Questo ed altri studi indicano che il potenziale beneficio dell’uso dell’omeopatia   nel trattamento della diarrea neonatale nei suinetti è notevole; inoltre non comporta il rischio di AMR. IAVH raccomanda di replicare questo studio. Data la stazza dell’industria suina, uno studio su larga scala e multi-centro permetterebbe di raggiungere conclusioni definitive sull’efficacia di questa forma di trattamento omeopatico per la prevenzione della diarrea neonatale dei suinetti nell’UE, e potrebbe dunque rimpiazzare l’uso di antibiotici per questo problema. Siamo convinti che gli studi sopra citati indichino un’area di nuovo sviluppo per la terapia antimicrobica negli animali, che merita ulteriori investimenti ed indagine con esperimenti di taglia adeguata. e disegno sperimentale appropriato.

Nei molluschi, il trattamento omeopatico ha migliorato la crescita ed la sopravvivenza di Argopecten ventricosus (capesante) giovani contro infezioni da Vibrio alginolyticus. Questo suggerisce che l’omeopatia sia un trattamento valido per ridurre l’uso di antibiotici nelle capesante e per combattere l’aumento progressivo delle infezioni da patogeni nei vivai (9). A parte la ricerca clinica, ci sono già risultati importanti negli studi preclinici. La crescita in vitro di MRSA è stata significativamente inibita dalla presenza di Belladonna atropa e dal nosode MRSA 6CH e 30 CH, rispetto al controllo (p<0.0001); e con la combinazione di Belladonna atropa e nodose MRSA 6CH e 12 CH e oxacillina (p<0.001). Belladonna atropa 30 CH e il nosode MRSA 6CH e 30 CH hanno significativamente diminuito la produzione del DNAse batterico (p<0.001) e ridotto la lisi degli eritrociti. Quindi, le colture di MRSA trattate con Belladonna atropa o con nosode MRSA diventano più vulnerabili all’azione di oxacillina (10).

IAVH raccomanda pertanto che sia data seria considerazione al potenziale dell’omeopatia nella riduzione dell’uso di antibiotici, e che la futura ricerca si occupi di determinare in quali condizioni l’omeopatia sia particolarmente efficace, nella sanità umana e veterinaria. In paragone con altri approcci quali l’identificazione e sviluppo di antibiotici nuovi, tale ricerca sarebbe relativamente facile e poco dispendiosa, pur provvedendo, con un piccolo investimento, ritorni altamente significativi dal punto di vista clinico e dell’efficienza. Ad oggi, c’è stata una grossa disparità tra i finanziamenti pubblici per la ricerca per i farmaci tradizionali e quella per i farmaci omeopatici. Ciò non trova una giustificazione plausibile in considerazione della potenzialità dell’omeopatia nel migliorare la salute, ridurre le malattie, ridurre i costi della sanità e contribuire al contenimento della resistenza antimicrobica. Non è sostenibile da parte del settore omeopatico assumersi autonomamente il finanziamento della ricerca in questi settori. L’industria omeopatica copre una nicchia di mercato che non dispone di tutte le risorse necessarie in tale campo. Come per la ricerca medica corrente, finanziare tutta la ricerca sostenibile è una responsabilità sociale dei governi. Ci dovrebbe essere ricerca indipendente dall’industria, come per la medicina convenzionale. L’omeopatia può aiutare nella strategia dell’UE per conservare e gestire efficacemente i trattamenti antimicrobici esistenti e può offrire una via di sviluppo per terapie future innovative. Ora è il momento di promuovere una adeguata considerazione all’omeopatia e ai relativi investimenti.

Nel giugno 2017 la Commissione Europea ha adottato il nuovo Piano d’Azione di Salute Unica Europea (one Health) contro la Resistenza Microbica (AMR), che contiene ancora più riferimenti al bisogno di trovare alternative agli antibiotici rispetto piani precedenti (8). Alcune frasi importanti:

-Maggiore ricerca è necessaria per sviluppare prodotti medici, prodotti terapeutici e trattamenti alternativi innovativi. La Commissione darà sostegno alla ricerca sullo sviluppo di nuovi antimicrobici e prodotti alternativi per persone ed animali.

-La Commissione darà sostegno alle piccole-medie industrie nei loro sforzi di sviluppo e ricerca (R&D) verso approcci terapeutici innovativi e/o alternativi per il trattamento o la prevenzione di infezioni batteriche.

-Lo sviluppo di nuove terapie antimicrobiche o terapie alternative richiede investimenti a lungo termine.

-La partecipazione di gruppi indipendenti per la valutazione della tecnologia sanitaria e nella discussioni su AMR può aumentare la consapevolezza riguardo questo problema e in sede decisionale per accreditare il valore aggiunto di nuovi antimicrobici, della alternative, dei metodi diagnostici o della combinazione dei fattori.

– La Commissione darà sostegno alla ricerca sullo sviluppo di nuovi modelli economici che esplorino e analizzino gli incentivi per aumentare lo sviluppo di nuove terapie, alternative, vaccini e metodi diagnostici.

La cooperazione fra gli ospedali universitari/ cliniche animali con veterinari che usano l’omeopatia sarebbe di grande valore per i pazienti che soffrono di infezioni ed ancor più per quelli che soffrono di infezioni causate da organismi resistenti. La cooperazioni fra diversi gruppi potrebbe apportare altri ottimi studi di alta qualità!

Bibliografia:

1. Orjales I, Lopéz-Alonso M, Rodríguez-Bermúdez R, Rey-Crespo F, Villar A, Miranda M (2015). Use of homeopathy in organic dairy farming in Spain. Homeopathy, 105: 102-108.

2. Searcy R, Reyes O, Guajardo G (1995). Control of subclinical bovine mastitis. Utilization of a homoeopathic combination. British Homeopathic Journal, 84: 67-70.

3. Varshney JP, Naresh R (2005). Comparative efficacy of homeopathic and allopathic systems of medicine in the management of clinical mastitis of Indian dairy cows. Homeopathy, 94: 81-85.

4. Werner C, Sobiraj A, Sundrum A (2010). Efficacy of homeopathic and antibiotic treatment strategies in cases of mild and moderate bovine clinical mastitis. Journal of Dairy Research, 77: 460-467.

5. Klocke P, Ivemeyer S, Butler G, Maeschli A, Heil F (2010). A randomized controlled trial to compare the use of homeopathy and internal Teat Sealers for the prevention of mastitis in organically farmed dairy cows during the dry period and 100 days post-calving. Homeopathy, 99: 90-98.

6. Coelho C de P, Soto FRM, et al. (2009). Evaluation of preventive homeopathic treatment against colibacillosis in swine production. International Journal of High Dilution Research, 8: 183-190.

7. Camerlink I, Ellinger L, et al (2010). Homeopathy as replacement to antibiotics in the case of Escherichia coli diarrhea in neonatal piglets. Homeopathy, 99: 57–62.

8. EUROPEAN COMMISSION (2017) A European One Health Action Plan against Antimicrobial Resistance (AMR)

https://ec.europa.eu/health/amr/sites/amr/files/amr_action_plan_2017_en.pdf

9. Homeopathy outperforms antibiotics treatment in juvenile scallop Argopecten ventricosus: effects on growth, survival, and immune response. Homeopathy 2017. José Manuel Mazón-Suástegui et al.

http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S147549161630073X

10. Action of antibiotic oxacillin on in vitro growth of methicillin-resistant Staphylococcus aureus (MRSA) previously treated with homeopathic medicines. Homeopathy 2016. Tânia Aguiar Passeti et al

http://www.homeopathyjournal.net/article/S1475-4916(16)30048-0/pdf

Terza parte

Gli argomenti a favore dell’omeopatia

Questa lista di documenti informativi offre al lettore svariati argomenti a sostegno della ricerca omeopatica. Quando possibile, links elettronici per gli articoli sono inclusi.

1. ‘Power Point Presentation on the Proof of effectiveness of (veterinary) homeopathy’ A summary on what has happened during the last 12 months (Dec 2016 – Nov 2017)!

2. ‘Unio Colloquium Prog May 2017’ These are the proceedings of a colloquium on homeopathy presented to the authorities in Brussels in May 2017. It offers a succinct presentation of several aspects of homeopathic medicine.

http://www.homeopathie-unio.be/uploads/files/unprotected/Research/Unio_Colloquium_Prog.pdf

3. M. V. Wassenhoven, M. Goyens, M. Henry, E. Capieaux, P. Devos (2017). Nuclear magnetic resonance characterisation of traditional homeopathically-manufactured copper (Cuprum metallicum) and a plant (Gelsemium sempervirens) medicines and controls. Homeopathy; 1-17. This is an article published in the magazine ‘Homeopathy’ that offers a possible scientific explanation for the working mechanism of homeopathy and is related to the previous document.

4. ‘HRI (Homeopathy Research Institute) Malta 2017’. The HRI is a homeopathic research body, the document summarises the highlight of their conference in May 2017.

https://www.hri-research.org/wp-content/uploads/2017/08/HRI_RIF_34_MaltaConfReport.pdf

5. CORE-Hom is the most comprehensive and academically rigorous database of its kind, and the only homeopathy database providing information about the quality of the studies it contains. The Clinical Outcome Research in Homeopathy database contains all types of clinical outcome studies, from randomised controlled trials to observational studies.

https://www.hri-research.org/resources/research-databases/

6. CAM databases: Further information about published research investigating homeopathy and other types of complementary and alternative medicine can be found in four specialist databases (CAM).

7. EUROCAM Position Paper on CAM and AMR ‘The role of complementary and alternative medicine (CAM) in reducing the problem of antimicrobial resistance (AMR)

http://cam-europe.eu/the-role-of-complementary-and-alternative-medicine-cam-in-reducing-the-problem-of-antimicrobial-resistance.php

8. The contribution of Complementary & Alternative Medicine (CAM) to future strategies on antimicrobial resistance: the need for research

http://www.camdoc.eu/Pdf/CAM%202020%20final.pdf

9. Supplement to the RAND questionnaire by ECH, December 2015 Antimicrobial resistance: Also think like patients – ‘outside the box’

10. I. Camerlink, L. Ellinger, E.J. Bakker, E.A. Lantinga (2010). Homeopathy as replacement to antibiotics in the case of Escherichia coli diarrhoea in neonatal piglets. Homeopathy; 99: 57-62.

11. ‘Difference between CAM and conventional medicine’. This document was created by EUROCAM.

12. ‘Integrative Health care Arriving at a working definition’. This is a document that examines how different medical techniques can be used together: integrative medicine.

https://www.researchgate.net/publication/8236959_Integrative_Healthcare_Arriving_at_a_Working_Definition

I documenti di cui sotto illustrano il pregiudizio delle rassegne che concludono che l’omeopatia non sia efficace.

13. Hahn RG. (2013). Homeopathy: meta-analyses of pooled clinical data. Forsch Komplementmed; 20: 376-81. Epub 2013 Oct 17.

https://www.karger.com/Article/FullText/355916

An article published by Prof Hahn after he decided to find out for himself whether there was any proof that homeopathy was more than water.

14. ‘The Australian report on homeopathy’. This article explains why the review by the Australian government in relation to homeopathy was scientifically incorrect. Apart from this article a film titled ‘Just one drop’ shows what was done in more detail. Public viewing of this film can be organised.

https://www.hri-research.org/resources/homeopathy-the-debate/the-australian-report-on-homeopathy/

15. ‘BHA response to the EASAC Statement’. Recently a statement was released by the European Academies Science Advisory Council saying that Europe should not invest in research relating to homeopathy. The following links will take you to statements explaining why their conclusion is unfounded:

https://www.britishhomeopathic.org/bha-blog/bha-response-easac-statement/

https://www.hri-research.org/2017/09/easac-statement-on-homeopathy/

Fisher P. (2017). Homeopathy and intellectual honesty. Homeopathy; 1-3.

https://doi.org/10.1016/j.homp.2017.10.001

16. ‘Veterinary Record, letter to the editor comparison of veterinary drugs and homeopathy.’ This is our response to two articles that were recently published in the Veterinary Record. We were surprised that these articles had been accepted by the Veterinary Record.

De Beukelaer E., Renoux H., Nicolai T., Tournier A. (2017). Veterinary homeopathy: a defence. Vet Record; 181 (17).

http://veterinaryrecord.bmj.com/content/181/17/456.1

Sulla ricerca omeopatica

17. ‘To those who demand scientific evidence for homeopathy’ is the work of Marcus Zulian Teixeira MD, BC Homeopathy; PhD, Medical Sciences; Professor of “Fundamentals of Homeopathy”, School of Medicine, University of São Paulo.

http://homeopathyeurope.org/demand-scientific-evidence-homeopathy/

18. ‘Indian review of homeopathy’ is an article from the Indian Journal for research in homeopathy.

http://www.ijrh.org/article.asp?issn=0974-7168;year=2017;volume=11;issue=3;spage=147;epage=157;aulast=Khuda-Bukhsh

19. ‘Eurocam call for action on alternative medicines.’ This is another document published by EUROCAM. It lists the reasons why alternative medicines should be part of mainstream medical programs.

20. ‘Case report AMR Weiermayer’ Wound healing disorder in a horse, associated with antimicrobial resistant bacteria, resolved with a homeopathic remedy – a case report by Petra Weiermayer, DVM

Cliccare sui links per scaricare i documenti

Homeopathy and AMR-an IAVH document.pdf

Power Point Presentation on the Proof of effectiveness of veterinary homeopathy.pdf

2 Unio Colloquium Prog May 2017.pdf

3 Magnetic resonance and homeopathic remedies.pdf

4 HRI proceeding of research in homeopathy 2017.pdf

5 and 6 Links to data base with research.pdf

7 The role of CAM in reducing the problem of AMR.pdf

8 The contribution of Complementary and Alternative Medicine to sustainable healthcare in Europe.pdf

9 Supplement to the RAND questionnaire by ECH December 2015.pdf

10 I. Camerlink L. Ellinger E.J. Bakker E.A. Lantinga 2010 . Homeopathy as replacement to antibiotics in the case of Escherichia coli diarrhoea in neonatal piglets.pdf

11 Difference between CAM and conventional medicine Ton Nicolai.pdf

12 Integrative Health Care Arriving at a definition..pdf

13 Hahn metanalysis.pdf

14 The issues with the Australian homeopathy review.pdf

15 BHA Response to the EASAC Statement.pdf

16 Veterinary Record letter editor Comparison of veterinary drugs and homeopathy.pdf

17 To those who demand scientific evidences for homeopathy..pdf

18 Indian review of homeopathy.pdf

19 Eurocam call for action on alternative medicines.pdf

20 Case report AMR Weiermayer.pdf

Documento redatto da IAVH: Dr.ssa Petra Weimayer, Dr.ssa Liesbeth Ellinger, Dr. Edward De Beukelaer

Traduzione: Dr.ssa Benedetta Sarno

Contribuiti per SIOV: Dr. Alessandro Battigelli, Dr. David Bettio