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Medico Veterinario Omeopata

Petizione: Salvaguardare la libertà di scelta terapeutica

Cancellare con opportuni emendamenti una norma che porterà alla sparizione della maggior parte dei medicinali omeopatici.

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Signor Ministro Balduzzi,

Come ella ben sa, la Medicina Omeopatica è una medicina ritagliata su ogni paziente per sostanza attiva, concentrazione e dosaggi. E’, come si dice, individualizzata. Per tale motivo, alcuni dei medicinali omeopatici che ad oggi sono in commercio in Italia, e molti altri nel resto del mondo, vengono prescritti e somministrati in numero molto limitato, da poche decine a qualche centinaio di medicinali all’anno, a coloro che ne hanno necessità. Moltissimi tra questi medicinali sono presenti in Europa nelle farmacopee omeopatiche degli stati membri, riconosciute in Italia ed Europa, sono presenti nei repertori
farmaceutici di stati membri ed in altri stati in tutto il mondo, e sono considerati e fabbricati come medicinali officinali con
tutte le garanzie di sicurezza necessarie. Per tali medicinali a bassa diffusione, altri stati membri hanno preso disposizioni atte a garantire la loro presenza sul mercato.

Il recente decreto legge 13 settembre 2012, n.158,”Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute” prevede l’obbligo per i produttori di medicinali omeopatici del pagamento di 1.000 Euro all’anno per ogni prodotto che avrà ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio.

Tale disposizione comporterebbe la sparizione di questi medicinali a bassissima diffusione o un aumento esagerato del loro prezzo, per compensare tale richiesta di pagamento.

Le  associazioni omeopatiche di medici e fabbricanti del rimedio omeopatico Le hanno già inoltrato i documenti con le previsioni degli effetti di tale disposizione.

Come utilizzatori, medici e pazienti, del rimedio omeopatico, non vorremmo dover pagare, in termini umani ed economici,
un costo supplementare o essere obbligati a reperire gli stessi prodotti all’estero, tramite i canali di vendita on line, con i margini di insicurezza che tale richiesta comporta.

Le chiediamo quindi che si modifichi la disposizione del decreto su menzionato, in modo da renderlo coerente con la specificità del medicinale omeopatico, come già fatto in altri
paesi europei, tra cui Germania, Francia ed Austria
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CAMbrella Final Conference – Brussels, November 29, 2012

CAMbrella Final Conference – Brussels, November 29, 2012

The conference will bring together all the CAMbrella researchers, policy makers on a European, national and regional level, members of the European Parliament as well as CAM and non-CAM stakeholders.
The focus of the event will be the presentation of the project’s results including a proposal for a roadmap for future CAM research.
We hope for the CAMbrella final conference to be an interesting and inspiring event for the attendants and the CAM discussion in Europe.
Registration for the Final Conference is now open

Please note: Participation in this event will be limited and thus by invitation only.
If you wish to attend the conference and have not received an invitation yet, please contact us via: cambrella@lrz.tum.de

Further information and a detailed program can be found here (CAMbrella_Final Conference_Program Flyer)

Comunicato Stampa FIAMO – 28/09/12

Nel corso di un’Audizione alla Camera dei Deputati in Commissione Affari sociali la Federazione Italiana delle Associazioni e dei Medici Omeopati ha consegnato un Documento riguardante il proprio Parere sull’articolo 13 del “Decreto Balduzzi”, in particolare sul Disegno di legge per la conversione in legge del Decreto legge 13 settembre 2012, n.158, recante “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”.

La FIAMO nel ribadire con forza la particolarità del medicinale omeopatico, prodotto per la maggior parte in piccoli lotti perché prescritto dal medico con un criterio di stretta individualizzazione, considera che l’obbligo previsto dal decreto per il produttore del pagamento di 1000 Euro all’anno per ogni prodotto che avrà ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio, comporterà la sparizione di molti medicinali necessari ai pazienti, frenerà lo sviluppo del comparto produttivo, con grosse ricadute sull’occupazione, impedirà ai medici di esercitare questa medicina per la quale hanno acquisito specifica competenza e obbligherà i milioni di cittadini che a questa medicina fanno ricorso per scelta consapevole a reperire gli stessi prodotti all’estero, tramite i canali di vendita on line.

La FIAMO richiede con forza che si applichino al settore del medicinale omeopatico disposizioni coerenti con la sua specificità, come già fatto in altri paesi europei, tra cui Germania, Francia ed Austria.

 

 

27 settembre 2012

Comunicato SIOV: Congresso ECIM di Firenze

La SIOV (Società Italiana di Omeopatia Veterinaria) segue con attenzione le implicazioni e gli sviluppi della Medicina Integrata in Italia e nel mondo. Essa ritiene che l’approccio multidisciplinare al paziente da essa propugnato risulti connaturato e quasi insito nello spirito di ogni veterinario, disposto da sempre ad impiegare ogni strumento terapeutico per la salvaguardia della salute animale.

In particolare, i veterinari omeopati sono predisposti a tenere stretti contatti con altre discipline olistiche (Agopuntura, Fitoterapia, Omotossicologia ecc.) dalle quali attingono risorse nella pratica clinica quotidiana. Senza fuoriuscire dal paradigma omeopatico classico e ad integrazione del rimedio unitario sono ben note tecniche prescrittive  (per es. drenaggio d’organo, organoterapia, integrazioni alimentari ecc) che attingono ad altre metodiche affini all’omeopatia stessa. Tali procedure non inficiano il corpus metodologico dell’Omeopatia, che consideriamo vera arte e scienza del guarire.

Essa infatti presenta presupposti epistemologici e filosofici chiari e ben delineati, risvolti scientifici certi e in continuo avanzamento e strumenti terapeutici di valido impiego nelle attualità cliniche quotidiane. Rappresenta dunque un riferimento operativo e concettuale vissuto nella pratica professionale, che ci permette di intervenire efficacemente in ogni specie animale e in ogni situazione clinica.  In ambito veterinario, inoltre, assume particolare importanza il fatto che l’Omeopatia permetta di salvaguardare Sicurezza Alimentare, Sanità e Benessere Animale, permetta di intervenire positivamente sul fenomeno della Farmacoresistenza e abbia un posto importante riguardo all’ Impatto Ambientale, garantendo una totale assenza di residui nei prodotti di origine animale, nessun tempo di sospensione, nessun residuo ambientale, possibilità di utilizzo in prevenzione oltre che in terapia, totale assenza di induzione di farmacoresistenza, scarsa polluzione industriale per la produzione dei rimedi omeopatici.

Le Direttive Comunitarie sulla Zootecnia Biologica prevedono inoltre l’impiego preferenziale dell’Omeopatia sia a scopi terapeutici che profilattici, garantendo così le scelte e la salute dei consumatori in un settore in crescita costante.

La SIOV deplora che la recente Commission Implementing Regulation del 14.06.2012 abbia omesso il termine “Omeopatia” dal suo testo, creando sconcerto e confusione fra gli addetti del settore, ed esprime viva preoccupazione per le future pesantissime ricadute su tutto il settore ad opera del Decreto Balduzzi.

Auspica fortemente che società ed associazioni di settore, di concerto con istituzioni come Ministero della Salute, Università, Istituti Zooprofilattici, inizino un percorso rivolto, oltre che a studi e ricerche scientifiche, ad una semplificazione legislativa a tutti i livelli in ragione della particolare natura del rimedio omeopatico, non assimilabile a quella del farmaco tradizionale.

 

Per il Comitato Direttivo, dr. Roberto Orsi

Parma, 25 settembre 2012

Documento SIOV sulla proposta del nuovo Reg. CE sul Biologico

La SIOV, Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, vuole porre all’attenzione che, nelle nuove integrazioni del Regolamento CE sul Biologico, sono state omesse le cure omeopatiche. Infatti la parola omeopatia, in riferimento ai possibili trattamenti terapeutici, nei lavori della Commission Implementing Regulation (CE) No 505/2012 del 14 Giugno 2012, è stata cancellata dall’Articolo 24 paragrafo 2. Così appare la nuova proposta:

 “2. Phytotherapeutic products, trace elements and products listed in Section 1 of Annex V and in Section 3 of Annex VI shall be used in preferencce to chemiccally-synthesised allopathic veterinary treatment or antibiotics, provided that their therapautics effect is effecitive for the species of animal, and the condition for which the treatment is intended.”

«2. I prodotti fitoterapici, gli oligoelementi e i prodotti elencati all’allegato V, sezione 1, e all’allegato VI, sezione 3, sono preferiti ai medicinali veterinari allopatici ottenuti per sintesi chimica o agli antibiotici, purché abbiano efficacia terapeutica per la specie animale e tenuto conto delle circostanze che hanno richiesto la cura

 L’utilizzo dell’omeopatia negli allevamenti biologici appare assolutamente raccomandabile per i seguenti motivi:

  • totale assenza di residui nei prodotti di origine animale

  • nessun tempo di sospensione per i rimedi maggiormente utilizzati nella pratica della omeopatia unicista (alte diluizioni)

  • nessun residuo ambientale (la presenza di residui di farmaci nell’ ambiente sta giungendo a livelli preoccupanti)

  • possibilità di utilizzo in prevenzione, e non solo in terapia, come raccomandato in tale tipo di allevamento

  • totale assenza di induzione di fenomeni di farmacoresistenza, divenuti molto frequenti negli ultimi anni, sia per quanto concerne gli antibiotici, sia per gli antiparassitari

  • visione olistica di tale medicina, che perfettamente si adatta alla filosofia di fondo delle produzioni biologiche

  • scarse polluzioni industriali per la fabbricazione dei rimedi omeopatici.

 Il farmaco omeopatico per le sue caratteristiche esaltative delle reazioni vitali e il perseguimento dello stato di benessere psicofisico del paziente si adegua al concetto generale di salute espresso dall’OMS secondo cui la salute è il benessere fisico, mentale e sociale non è solo l’assenza di affezioni o malattie.

 Per quanto riguarda la farmacoresistenza agli antibiotici, largamente utilizzati negli allevamenti, il farmaco omeopatico si pone quale alternativa imprescindibile e di prima scelta al fine di garantire la salute e il benessere animale contribuendo alla razionalizzazione dell’uso delle molecole di sintesi, che possono essere così prescritte solo nei casi di reale necessità.

 Questi elementi sono in linea con le specifiche Direttive Comunitarie relative alla zootecnia biologica (Documento 391R2092, Documento 399R1804, Regolamento CE 2092/91, Regolamento CE 1804/99, Regolamento CE 834/2007) che prevedono l’impiego delle MNC sia a scopi terapeutici, sia a scopi profilattici, così da garantire le scelte e la salute dei consumatori.

 I cittadini che scelgono di acquistare prodotti biologici si aspettano infatti un modello produttivo che preveda alto benessere animale e bassissimo utilizzo di sostanze di sintesi; riteniamo quindi che la raccomandazione all’ utilizzo della omeopatia rispetti anche tale esigenza.

 Il farmaco omeopatico veterinario è in Italia prescrivibile per gli animali produttori di alimenti per l’uomo, anche per quanto riguarda i prodotti registrati per uso umano, secondo il meccanismo dell’ uso in deroga, in base al Decreto Legislativo 193 del 6 Aprile 2006 che attua la Direttiva Comunitaria 2004/28/CE.

 Si ritiene quindi estremamente importante, per il mantenimento dei livelli di qualità dei prodotti biologici e per il rispetto delle aspettative del consumatore, che la raccomandazione all’ uso della omeopatia sia presente nei Regolamenti sulla zootecnia biologica.