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Corso Formazione di Base Triennale di Omeopatia Veterinaria SIOV – 1° Anno

Corso Formazione di Base Triennale di Omeopatia Veterinaria SIOV – 1° Anno

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Date: 12-13 Novembre 2011 (Parma), 3-4 Dicembre 2011 (Parma), 18-19 Febbraio 2012 (Parma), 23-24-25 Marzo 2012 (Sarsina), 21-22 Aprile 2012, 18-19-20 Maggio 2012 (Sarsina).

Sede delle lezioni: Parma e Sarsina (FC).

Durata del Corso: monte ore di 450 ore suddivise in 3 anni. 150 ore/anno di lezioni teoriche e di pratica frontale.

Costo del Corso: 1.200 € (IVA esclusa)/anno. Per studenti: 800 € (IVA esclusa).

Modulo d’iscrizione al 1° Anno del Corso Base in Omeopatia Veterinaria 2011/12 (>>)

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Obiettivi primari del primo anno:  conoscenza dei principi fondamentali della Medicina Omeopatica e loro applicazione in ambito veterinario, con capacità di distinguere L’Omeopatia da altre metodologie mediche e tecniche terapeutiche; capacità di analizzare ed interpretare tali principi nella cura del paziente animale; comprensione del criterio particolare di valutazione dei sintomi; conoscenza di base della Materia Medica Veterinaria e dell’utilizzo in acuto di alcuni rimedi di pronto impiego; discernimento nello scegliere i sintomi omeopatici caratteristici e specifici per  un’anamnesi ed una prescrizione coerente in relazione alla specie considerata.

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Materie di insegnamento al 1° Anno di Corso (Anno di Formazione 2011-2012):

  • Elementi di Epistemologia Medica e Metodologia della
  • ScienzaRicerca in Omeopatia Veterinaria
  • Deontologia ed etica nella clinica e nella ricerca
  • Storia dell’Omeopatia e inquadramento dell’opera di Hahnemann in Medicina
  • Studio dei postulati di riferimento dell’Omeopatia, in particolare il principio dei simili e la sua applicazione in terapia, il concetto dell’individualizzazione e il principio della totalità dei sintomi
  • Concetto di salute e malattia, benessere animale, ostacoli alla guarigione
  • Significato del sintomo in Omeopatia
  • Etologia veterinaria e approccio comportamentale
  • Metodologia clinica veterinaria: raccolta del caso e studio del caso
  • Clinica Omeopatica in medicina veterinaria per piccoli animali e per animali da reddito: come affrontare un caso acuto
  • Repertorio Omeopatico: storia dei repertori, tipi di Repertori, analisi del repertorio, tecniche repertoriali
  • Repertorio informatico e sue applicazioni in  omeopatia veterinaria
  • Materia Medica Clinica Veterinaria: il proving, le Materie Mediche, studio dei rimedi e loro aspetti clinici veterinari
  • Farmacoprassia: concetto e definizione dei medicinali omeopatici secondo la legislazione corrente, materie prime, tinture madri, differenze di preparazione secondo le diverse farmacopee, diluizione e dinamizzazione, norme di buona fabbricazione e controllo qualità
  • Omeopatia e Biologico
  • Complementarietà tra le discipline mediche
  • La Medicina Biologica
  • Considerazioni sulla terapia di terreno e vaccinazioni
  • Aspetti legislativi del farmaco omeopatico

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CALENDARIO DELLE SESSIONI DEL 1° ANNO DI FORMAZIONE IN OMEOPATIA VETERINARIA*

1 SESSIONE | 12-13 Novembre 2011| Sede: Parma | Durata: 20 ore

  1.  Storia dell’Omeopatia e vita di Hahanemann
  2. Epistemologia e ricerca in Omeopatia Veterinaria
  3. Metodologia Clinica Omeopatica
  4. Materia Medica Clinica: China officinalis , Veratrum album, Aconitum napellus, Apis mellifica , Arnica montana, Belladonna
  5. Introduzione al Repertorio omeopatico, utilizzo del repertorio in Omeopatia veterinaria

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 2 SESSIONE | 3-4 Dicembre 2011| Sede: Parma| Durata: 20 ore

  1.  Concetto di salute e malattia, benessere animale, ostacoli alla guarigione
  2. Cenni sul concetto di soppressione
  3. Cenni sull’etogrammma delle varie specie: cane, gatto, bovino, equino
  4. Materia Medica Clinica: Bryonia alba, Rhus toxicodendron, Hypericum perforatum , Symphitum, Sulphur, Ruta graveolens, Ledum palustre
  5. Clinica Veterinaria: approccio alle patologie acute dell’apparato muscolo-scheletrico
  6. L’omeopatia e il Biologico
  7. Repertorio Omeopatico

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  3 SESSIONE | 18-19 Febbraio 2012 | Sede: Parma | Durata: 20 ore

  1.  Legge di Hering
  2. Possibilità e limiti della terapia omeopatia in veterinaria, complementarietà e integrazioni con la medicina convenzionale
  3. Farmacoprassia
  4. Materia Medica Clinica: Thuya occidentalis, Silicea, Calcarea carbonica, Zincum metallicum, Lachesis mutus, Mercurius solubilis
  5. Clinica Veterinaria: approccio alle patologie acute dell’apparato genito-urinario
  6. La fisiologia del terreno e influenze biologiche delle vaccinazioni
  7. Repertorio Omeopatico

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 4 SESSIONE |23-24-25 Marzo 2012 |Sede: Sarsina | Durata: 30 ore

  1. Presa del caso clinico in omeopatia veterinaria
  2. Tecniche di comunicazione
  3. L’anamnesi nel caso acuto e cronico: la cartella clinica cartacea ed informatica
  4. Cenni di etologia del cane e del gatto
  5. Materia Medica Clinica: Natrum muriaticum., Staphisagria, Pulsatilla pratensis, Ignatia amara, Sepia officinalis, Lac caninum, Lac felinum
  6. Clinica Veterinaria: approccio alle patologie acute dell’apparato respiratorio
  7. Considerazioni medico-legali e deontologiche, aspetti legislativi legati al farmaco omeopatico
  8. Repertorio Omeopatico

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 5 SESSIONE | 21-22 Aprile 2012| Sede: Parma | Durata: 20 ore

  1.  Gerarchizzazione dei sintomi
  2. Valorizzazione dei sintomi in rapporto alla natura etologica e allo studio del comportamento
  3. Materia Medica Clinica: Arsenicum album, Nux vomica, Lycopodium clavatum, Opium crudum, Cuprum metallicum, Conium maculatum
  4. Clinica Veterinaria: approccio alle patologie acute dell’apparato gastro-intestinale
  5. Repertorio Omeopatico

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 6 SESSIONE | 18-19-20 Maggio 2010| Sede: Sarsina | Durata: 30 ore

  1.  Introduzione alla Medicina Biologica
  2. Cenni sullo stato lesionale e coordinate biologiche (stato energetico del paziente)
  3. Iperacuto ed emergenze: approccio metodologico, utilizzo del repertorio nelle urgenze e materia medica
  4. Materia Medica Clinica: Phosphorus flavus, Kalium carbonicum, Causticum hahnemanni, Magnesia carbonica, Ferrum metallicum, Plumbum metallicum
  5. Clinica Veterinaria: approccio alle patologie accidentali: ustioni, punture d’insetto, ferite penetranti, morsicature etc.
  6. Repertorio Omeopatico

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Specifiche:

  • Al termine di ogni anno scolastico è prevista una verifica orale.
  • Al termine del Corso Triennale di Omepatica Veterinaria è prevista la discussione della Tesi finale
  • Al termine del Corso Triennale di Omeopatia Veterinaria verrà rilasciato un attestato di qualificazione di Veterinario Omeopata
  • Quota annuale di partecipazione: 1.000€ IVA esclusa
  • Ogni lezione si intende di 45 minuti
  • Obbligatorio l’uso del repertorio Essential e opzionale Radar (synthesis)
  • Sarà fornito il materiale didattico necessario

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Docenti effettivi: Dott.ssa Maria Serafina Nuovo, Dott.ssa Barbara Rigamonti, Dott. Roberto Orsi, Dott. David Bettio

Docenti collaboratori: Dott.ssa Carla Debenedictis, Dott. Pietro Venezia, Dott. David Satanassi, Dott. Alessandro Battigelli, Dott. Andrea Brancalion

* Il programma del Corso potrebbe subire lievi modifiche

Risposta di UMNCV al prof. Garattini sul Biologico

E’ davvero incredibile come di Medicine Non Convenzionali (MNC) e di produzioni alimentari biologiche si parli sempre in seguito a sollecitazioni di tipo negativo.

Da anni la Unione Medicina Non Convenzionale Veterinaria – UMNCV sostiene la necessità di un serio confronto su queste discipline mediche e sulla Zootecnia Biologica, ma gli interlocutori, sia nell’ambito della categoria, che le altre Istituzioni sollecitate hanno sempre accuratamente evitato di intervenire su un argomento giudicato secondario o spinoso.

Le ultime esternazioni del Prof. Garattini mettono in evidenza quella modalità vetusta, rigida e riduzionista che ha portato ad intendere la medicina e le scienze come totalmente staccate dall’ecologia, dall’ambiente, dal βίος, dalla vita quam vivimus insieme al pianeta tutto.

Invece di evidenziare inverosimili coincidenze, il Prof. Garattini dovrebbe chiedersi come mai E. coli è incredibilmente diventato resistente a otto diverse classi di farmaci antibiotici e poi, improvvisamente, è apparso nella catena alimentare.

Seri confronti ed evidenze scientifiche già esistono, per chi vuole prenderle in considerazione, certo ulteriori studi sarebbero necessari, ma non si può tacere che essi non vengono attuati perché non portano introiti alle lobbies di potere.

L’attuale sistema produttivo bio – tecnologico, improntato principalmente a logiche simil – industriali di mercato, sembrava aver risolto i problemi di quantità delle produzioni alimentari ed ha risposto alla esorbitante domanda di distribuzione dei Paesi occidentali, ma gli obiettivi perseguiti hanno mostrato numerosi punti critici e le fallite aspettative. Le più recenti crisi alimentari, dalla BSE all’Influenza Aviare, l’elevato numero di problemi connessi alla contaminazione chimica degli alimenti, le frodi commerciali di un mercato poco vigilato e senza regole, hanno fatto emergere come sia fondamentale raccordare fra loro qualità, produttività, sicurezza ed ecologia. In particolare per  gli animali i problemi derivano dall’allevamento industriale che esalta tecnopatie, patologie condizionate, medicalizzazione, iatrogenesi, residui, inquinamento, trasformazione (riscaldamento globale).

Il degrado degli ecosistemi e gli imponenti rischi connessi hanno evidenziato in modo particolare il ruolo primario che il biologico assume nella preservazione della biodiversità: le fattorie che passano dagli attuali metodi di agricoltura a quelli biologici vedono in breve tempo l’aumento di biodiversità misurata come incremento del numero di specie presenti, dai batteri alle piante fino ai mammiferi e agli uccelli. I metodi di coltivazione naturali influiscono positivamente sulla biodiversità in tutte le tappe della catena alimentare e l’impiego di tecniche di coltivazione naturale si accompagna alla pratica dell’allevamento, diversificando così ulteriormente la presenza di habitat sui terreni agricoli che si arricchiscono di specie animali e vegetali.

Quindi le produzioni biologiche rappresentano non tanto un vezzo o una semplice richiesta di qualità da parte di consumatori esigenti, quanto piuttosto una maggiore consapevolezza sulle dinamiche socio – culturali, ambientali ed economiche del sistema produttivo di cui l’alimentazione è un fondamento imprescindibile e da cui dipende drammaticamente il grado di salute sociale. Gli operatori agro – zootecnici ed i consumatori, con crescente consapevolezza, hanno iniziato ad interrogarsi sulla valenza etica delle produzioni alimentari esasperate dallo sfruttamento ambientale ed animale, ma anche sulla qualità degli alimenti così ottenuti. Infine è utile ribadire un pensiero da sempre difeso dalla UMNCV: “naturale non è sinonimo di innocuo”, e questo sia nel dare il giusto significato alle discipline mediche non convenzionali ed agli eventuali prodotti impiegati nella terapia, sia nell’ambito delle produzioni biologiche che meritano gestione e controlli specifici!

Si parla tanto di sicurezza alimentare, persino l’Unione Europea si è dotata di un’apposita Authority, EFSA, che però opera esattamente con quei criteri di scientificità retriva ed inoffensiva per la lobby delle aziende alimentari. Se si prova ad inserire una serie di termini relativi al biologico (zootecnia biologica – agricoltura biologica – produzioni biologiche – etc) sul banner di ricerca di EFSA, la risposta è sempre la stessa: “Spiacenti, nessun elemento corrisponde ai criteri di ricerca impostati”. E questo in un continente, l’Europa, in cui il biologico è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni: il rapporto Biobank 2009  (www.biobank.it) fornisce dati confortanti e stimolanti riguardo all’andamento del mercato del biologico nel triennio 2006-2008; da indicazioni del panel ISMEA – NIELSEN l’andamento dei consumi di prodotto biologico  in Italia è pari a circa 350 milioni € / anno, mentre il valore complessivo delle vendite di prodotto biologici  in Europa risulta pari circa  a 1,5 – 2 miliardi di € / anno. Tale sviluppo è merito solo di coloro che si sono impegnati seriamente: agricoltori, allevatori, medici veterinari esperti delle MNC, dandosi regole, facendo ricerche sul campo e raccogliendo evidenze senza supporti economici o sponsorizzazioni lobbistiche.

Nell’ambito della categoria medico – veterinaria è da segnalare un ritardo inconcepibile da parte del Ministero che ha sempre disdegnato e sottovalutato l’argomento, nonostante le diverse sollecitazioni delle Società scientifiche di MNC in Veterinaria: è solo da Settembre 2010 che alcuni esponenti del Dipartimento della Veterinaria hanno iniziato timidamente ad esternare su questo argomento.

ANMVI dimentica che per  gli animali i problemi derivano dall’allevamento industriale che esalta tecnopatie, patologie condizionate, medicalizzazione, iatrogenesi, residui, inquinamento, trasformazione (riscaldamento globale) e individua come unico rimedio per questa zootecnia malata la figura del veterinario d’azienda, soggetto abbastanza anonimo ed ingranaggio di un meccanismo comunque perturbato e perverso, e dimentica di evidenziare che per “prestare particolare attenzione alle condizioni di stabulazione, alle pratiche zootecniche e alla densità degli animali” non basta essere medici veterinari, ma anche essere esperti del particolare settore biologico ed essere qualificati in MNC!!

Più volte la UMNCV ha sostenuto, inascoltata, che:

  • Le MNC vanno considerate quale strumento clinico per la cura degli animali in grado di contrastare intolleranze, effetti avversi da farmaci, farmacoresistenza;
  • Il significato e l’interpretazione dei dati di farmacovigilanza e sorveglianza rispetto all’uso delle MNC non sembrano minimamente interessare agli organi ufficiali preposti al controllo, nonostante il considerevole ruolo che le stesse svolgono in merito alla resistenza farmacologica, all’impatto ambientale, alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti alimentari di origine animale;
  • Manca un confronto culturale e professionale serio e necessario per una interazione a favore del potenziamento dell’atto medico veterinario.

 

La UMNCV è disponibile a dar vita ad un tavolo di lavoro con FNOVI, Ministero, ANMVI e con tutte le componenti della Veterinaria; un tavolo che sia in grado di analizzare tutti gli aspetti del complesso problema e che sia in grado di strutturare una conoscenza condivisa e sistematica nel campo professionale, in quello della ricerca e della salute. Le MNC si pongono non come alternativa all’allopatia, ma come necessario completamento in un sistema clinico che, affiancando tra loro le diverse discipline mediche, potenzi l’atto medico finalizzato al raggiungimento del benessere, della salute animale, di quella umana e dell’ambiente.

Modello di studio di un rimedio omeopatico per il controllo della strongilosi gastrointestinale in un allevamento biologico di ovini di razza Massese

Pubblicato su: Obiettivi e Documenti Veterinari, anno XXVI, ottobre 2005, p. 5-9

Autori: Pisseri F. (1), Benvenuti N. (2), Goracci J. (2), Terracciano G. (3), Giuliotti L. (2), Cianci D. (4)

(1) Scuola di Omeopatia CIMI-Koinè – (2) Dipartimento Produzioni Animali, Università di Pisa (3) Istituto Zooprofilattico Lazio Toscana, sezione di Pisa (4) Dipartimento di Fisiologia Generale ed Ambientale, Università di Bari

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