Archivio dell'autore: David Bettio

Informazioni su David Bettio

Medico Veterinario Omeopata

Grave lutto nella comunità omeopatica italiana

Dott. Franco Del Francia

Apprendiamo della morte del caro Maestro e Collega Franco Del Francia e ci stringiamo in un abbraccio alla famiglia.  Franco è stato un faro per l’Omeopatia Veterinaria Italiana, ha formato innumerevoli veterinari mostrando loro quale fosse la linea corretta da seguire e da mantenere. Piangiamo il Maestro, l’Amico, il Collega.

All the Italian Homeopathic community mourns for the death of Franco del Francia, MV. He was the first veterinary in Italy and one of the first in Europe who studied and teached Homeopathy. His masters were Dr. Masi, Dr. Candegabe and Dr. Paschero. He formed in his School of Cortona hundreds of colleagues. He was also Vice President of IAVH for some years. All the colleagues in Italy practicing homeopathy had Him as master and friend. Sit tibi terra levis, Franco.

Il Consiglio Direttivo SIOV – Maria Serafina Nuovo,  Roberto Orsi,  Barbara Rigamonti,  David Bettio.

Programma Congresso Nazionale SIOV – 29 e 30 Ottobre 2011 Bologna (Italia) – Hotel Savoia

CONGRESSO NAZIONALE S.I.O.V.

“Omeopatia nella professione veterinaria : etica, metodologia e clinica”

Ospite Internazionale: Dott. Marc Brunson (Belgio)

Bologna, 29-30 Ottobre 2011

Hotel Savoia – Via del Pilastro, 2 – Bologna

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Con il gradito patrocinio di:

 
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Comitato Scientifico:  Dott.ssa C. Debenedictis, Dott.ssa Giovanna Vivani, Dott. A. Battigelli, Dott. R. Orsi, Dott. P. Venezia

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PROGRAMMA – Sabato 29 ottobre 2011 – Mattina

Chairman: Dott. Roberto Orsi, Dott. David Bettio

Ore 9.00: Registrazione dei partecipanti e saluto del Presidente

Ore 9.30: Proving di sulphur su un gruppo di cani – Dott.ssa M. Rota

Ore 10.15: Materia medica veterinaria: quadri di rimedi attraverso l’analisi di casi clinici acuti e cronici in video (traumi, infiammazioni, malattie virali, patologie articolari, problemi comportamentali su base ansiosa) – Dott.ssa M. S. Nuovo

Ore 11.00: Coffee break

Ore 11.30: Come posso trovare questo sintomo? Ipotesi per la formulazione di rubriche veterinarie da inserire nel repertorio omeopatico – Dott.ssa B. Rigamonti

Ore 12.15: Le nuove arie dell’omeopatia (il futuro dell’Omeopatia) – Dott. A. Brancalion

Ore 13.00: Pranzo

PROGRAMMA – Sabato 29 ottobre 2011 – Pomeriggio

Chairman:Dott. Roberto Orsi, Dott. Andrea Brancalion

Ore 14.30: Rilettura specifica della Materia Medica secondo Masi (I parte) – Dott. Marc Brunson

Ore 15.15: Rilettura specifica della Materia Medica secondo Masi (II parte) – Dott. Marc Brunson

Ore 16.00: coffee break

Ore 16.30:  Il linguaggio dei sintomi – Dott.ssa C. Stocchino

Ore 17.15: Un caso clinico di Sambucus nigra – Dott. Marc Brunson

Ore 18.00: Termine dei lavori

Ore 18.30: Assemblea Soci SIOV

Ore 21.00: CENA DI GALA

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PROGRAMMADomenica 30 Ottobre 2011 – Mattina

Chairman: Dott. David Bettio, Dott. Andrea Brancalion

Ore 9.30: “Animal machine” – Le tecnopatie nel cavallo: uso e limiti dell’applicazione del metodo omeopatico nel contesto dell’addomesticamento, causa di malattia che non può essere rimossa – Dott. ssa C. Debenedictis

Ore 10.15: Casi clinici spiegati attraverso l’aforisma § 153 dell’Organon – Dott. Marc Brunson

Ore 11.00: Coffee break

Ore 11.30:  Molecola o informazione? Confronto epistemologico tra i fini ed i mezzi terapeutici – Dott. D. Satanassi

Ore 12.15: Omeopatia ed osteopatia: integrazione di due Medicine non Convenzionali (esperienze cliniche) – Dott.ssa M. G. Romanini, Dott.ssa E. Villa

Ore 13.00: Pranzo

PROGRAMMADomenica 30 Ottobre 2011 – Pomeriggio

Chairman: Dott. David Bettio, Dott. Roberto Orsi

Ore 14.30: L’Omeopatia terapia elettiva nella leishmaniosi del cane e nel granuloma eosinofilico del gatto – Dott.ssa C. Stocchino

Ore 15.15: Olibanum sacrum: materia medica e casi clinici – Dott.ssa A. R. Ventura, Dott. A. Brancalion

Ore 16.00: Coffee break

Ore 16.15: Due nomi un contrasto (utilizzo del rimedio secondo il criterio del “disturbo centrale” nei ruminanti)  – Dott. G. Chiappini

Ore 17.00: Termine dei lavori

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Cena di Gala – Sabato 29 Ottobre ore 21,00 presso il Ristorante Garganelli – Hotel Savoia – Bologna (partecipazione libera) – quota Cena di Gala: 30 € a persona (previsto menù veg).

Assemblea Annuale dei Soci SIOV – Sabato 29 Ottobre ore 18,30 al termine dei lavori congressuali della giornata.

SEDE DEL CONGRESSO: Hotel Savoia – Via del Pilastro, 2 – 40127 Bologna | www.savoia.it | mappa

QUOTE:

  • Iscritti SIOV 130€.
  • Non iscritti SIOV  180€.
  • Iscritti Ordine Veterinari di Bologna 150€.
  • Studenti soci 60€. Studenti non soci 90€. 

Iscrizioni dopo il 30/09/11: prorogato fino al 15 Ottobre !!!

  • Iscritti SIOV 180€.
  • Non iscritti SIOV  300€.
  • Studenti soci 90€.
  • Studenti non soci 130€.

La quota Congressuale comprende i Break e il materiale didattico.  Iscrizione SIOV 2012: 50 € (entro Febbraio ’12).  *I costi sono comprensivi di IVA.

Modalità di pagamento: In sede congressuale Sabato 29 Ottobre 2011 oppure con Bonifico Bancario intestato a Società Italiana di Omeopatia Veterinaria – Strada XX Settembre, 29- 43121 Parma. P.IVA 02580780340, presso Banca Monte dei Paschi di Siena Filiale di Parma. Coordinate Bancarie: Codice IBAN IT 14 R 01030 12700 000000893421.  In entrambi i casi inviare scheda di iscrizione, debitamente compilata, via Fax al numero 011/8195513 oppure via mail a segreteria.siov@gmail.com

Scarica la scheda di ISCRIZIONE al Congresso SIOV (>>)

Scarica la BROCHURE (Pieghevole BOLOGNA)   Scarica la LOCANDINA (>>)

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FederBio sul batterio E.coli: clicca qui per ulteriori informazioni

(Fonte: FederBio – leggi l’articolo originale >>)

In riferimento all’epidemia da E.coli che sta colpendo principalmente la Germania  e che vede sospettata la produzione di germogli di soia dell’azienda orticola tedesca Gaertnerhof Bienenbuettel, FederBio, Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica,  vuole sottolineare che i fattori di rischio interessati sono con ogni probabilità esterni a quanto prevede il metodo di coltivazione biologica.

Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio sottolinea: “Sulla base delle ultime dichiarazioni delle autorità tedesche dalle quali emerge che i germogli prodotti dell’azienda orticola tedesca – accusati e poi scagionati non più tardi di due giorni fa- parrebbero tra i responsabili dell’epidemia da batterio E.coli vorrei chiarire alcuni aspetti relativi alla produzione biologica. L’azienda tedesca in questione per sua scelta vegetariana non alleva animali e non utilizza prodotti di origine animale e è presente sul mercato da più di 20 anni con i suoi prodotti biologici, testimoniando con ciò che l’eventuale conferma della contaminazione non può essere imputata alle tecniche di coltivazione biologica ma, più probabilmente, a fattori accidentali e esterni come l’acqua o il personale addetto. Più in generale i criteri impiegati per la coltivazione di prodotti biologici sono estranei a questo genere di problematiche, che possono invece provenire da agenti esterni, che nulla hanno a che vedere con le norme di produzione biologica e la relativa certificazione. Del resto questo spiega come mai l’epidemia è localizzata in un territorio ben definito, pare interessare un prodotto che non viene coltivato nel terreno e non si è mai verificata prima, nemmeno per l’utilizzo di prodotti coltivati o di origine animale. In ogni caso i consumatori italiani possono stare tranquilli perché questo genere di prodotti non vengono importati nel nostro Paese e tutte le analisi effettuate fino a ora sui prodotti analoghi di produzione italiana hanno dato esisto negativo per quanto ci è dato di sapere”.

Per ulteriori approfondimenti:

 

Documenti

Fonti d’interesse

Lettera aperta al Prof. Garattini dai Veterinari Omeopati

Gentile Dr. Garattini,

ci associamo a quanto detto da Andrea Ferrante, Presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (Aiab): non è corretto ed è alquanto fuori luogo generalizzare e criminalizzare in questi termini un intero settore.

L’agrozootecnia biologica è la naturale evoluzione del sistema attuale di produzione convenzionale che ha avuto ed ha un grande impatto sulla salute del cittadino; infatti è ormai certo che il massivo utilizzo di antibiotici favorisca pericolose forme di farmacoresistenza in batteri patogeni (allarme dell’OMS Europa lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Salute –Roma- e relativo documento AISA su antibiotico resistenza), e che molti farmaci utilizzati in zootecnia abbiano un forte impatto ambientale.

La preghiamo inoltre di usare le giuste parole riguardo ai sistemi di produzione “chimica” che non possono essere chiamati tradizionali in quanto nulla hanno a che vedere con la storia e la tradizione italiana; il termine corretto è convenzionale; le parole sono importanti, soprattutto in questi tempi in cui il travisamento del linguaggio è diventato un preciso strumento di manipolazione dell’informazione. La contrapposizione che lei fa è quindi scorretta in partenza;  non c’è contrapposizione tra  produzione biologica e produzione tradizionale, che invece è sicuramente molto vicina al biologico e da cui il biologico trae in parte inspirazione, bensì tra produzione biologica e produzione convenzionale (chimica).

Interessante il punto di vista della Dottoressa Ferri. “Bisognerebbe che i veterinari mettessero piede nel settore dell’agricoltura biologica” è stata la dichiarazione esplicita del Direttore Generale della
Sanità Animale e del Farmaco Veterinario, Gaetana Ferri, durante una video intervista con la FNOVI sull’apicoltura  (a proposito di una filiera alimentare fra le più propagandate come “naturale e biologica”!), area professionale di cui la veterinaria si sta riappropriando dopo anni di carenze formative, sanitarie e assenza di titolarità professionale.
Concordiamo sul fatto che il ruolo del veterinario in aziende biologiche non sia ben definito. Fino ad oggi la preparazione professionale si è basata solo su studi extra universitari che il veterinario dedito alle produzioni biologiche decide di seguire spinto dalla propria coscienza e dalla voglia di adeguare le proprie competenze all’agrozootecnia biologica, in accordo peraltro con la legislazione europea che indica come primo intervento terapeutico, ad esempio, l’impiego dell’omeopatia e/o della fitoterapia.

Le Facoltà Italiane di Medicina Veterinaria si stanno lentamente adeguando, anche se non ancora in maniera sistematica, al sistema di produzione biologico; tra queste, negli anni scorsi, la Facoltà di Bologna.
Le competenze ed i risultati sul territorio nazionale sono presenti ed evidenti anche se, al momento,  sono a carico di pochi  e volenterosi colleghi; è auspicabile che queste competenze tecniche e professionali  rientrino regolarmente nella formazione dei nostri futuri colleghi.

Siamo quindi totalmente d’accordo sul fatto che il veterinario “biologico” debba essere formato diversamente e con competenza a partire dalla base; tale formazione deve avere il supporto delle Facoltà e formatori debbono essere quei colleghi che da decenni praticano e lavorano nelle aziende biologiche, che hanno esperienza e conoscenza del settore  e delle mncv e che già lavorano nel rispetto dei parametri legislativi europei in materia.

Ricordiamo inoltre che le produzioni zootecniche biologiche sono seguite, al pari delle aziende convenzionali, con grande competenza dalle Asl e che sono soggette ad ulteriori  e specifici controlli derivati dalla legislazione relativa al biologico.

Ci opponiamo quindi in maniera decisa senza se e senza ma alle affermazioni generaliste che non fanno che alimentare nel cittadino timori infondati e confusione, auspicando che da un problema possa nascere una opportunità di crescita e che la competenza acquisita dalla medicina veterinaria nelle produzioni zootecniche biologiche venga infine riconosciuta e portata alla luce.

Saluti cari,

Pietro Venezia – Medico Veterinario Omeopata, Responsabile Dipartimento Zootecnia SIOV

Roberto Orsi – Medico Veterinario Omeopata, Segretario SIOV

David Bettio – Medico Veterinario Omeopata, Vice Presidente SIOV

Carla De Benedictis – Medico Veterinario Omeopata, Responsabile Dipartimento Equini SIOV

David Satanassi – Medico Veterinario Bioeticista

Maria Serafina Nuovo – Medico Veterinario Omeopata, Presidente SIOV

Francesca Pisseri – Medico Veterinario Omeopata, Scuola Cimi-Koinè

Barbara Rigamonti – Medico Veterinario Omeopata, Responsabile Dipartimento Didattica SIOV

Risposta di UMNCV al prof. Garattini sul Biologico

E’ davvero incredibile come di Medicine Non Convenzionali (MNC) e di produzioni alimentari biologiche si parli sempre in seguito a sollecitazioni di tipo negativo.

Da anni la Unione Medicina Non Convenzionale VeterinariaUMNCV sostiene la necessità di un serio confronto su queste discipline mediche e sulla Zootecnia Biologica, ma gli interlocutori, sia nell’ambito della categoria, che le altre Istituzioni sollecitate hanno sempre accuratamente evitato di intervenire su un argomento giudicato secondario o spinoso.

Le ultime esternazioni del Prof. Garattini mettono in evidenza quella modalità vetusta, rigida e riduzionista che ha portato ad intendere la medicina e le scienze come totalmente staccate dall’ecologia, dall’ambiente, dal βίος, dalla vita quam vivimus insieme al pianeta tutto.

Invece di evidenziare inverosimili coincidenze, il Prof. Garattini dovrebbe chiedersi come mai E. coli è incredibilmente diventato resistente a otto diverse classi di farmaci antibiotici e poi, improvvisamente, è apparso nella catena alimentare.

Seri confronti ed evidenze scientifiche già esistono, per chi vuole prenderle in considerazione, certo ulteriori studi sarebbero necessari, ma non si può tacere che essi non vengono attuati perché non portano introiti alle lobbies di potere.

L’attuale sistema produttivo bio – tecnologico, improntato principalmente a logiche simil – industriali di mercato, sembrava aver risolto i problemi di quantità delle produzioni alimentari ed ha risposto alla esorbitante domanda di distribuzione dei Paesi occidentali, ma gli obiettivi perseguiti hanno mostrato numerosi punti critici e le fallite aspettative. Le più recenti crisi alimentari, dalla BSE all’Influenza Aviare, l’elevato numero di problemi connessi alla contaminazione chimica degli alimenti, le frodi commerciali di un mercato poco vigilato e senza regole, hanno fatto emergere come sia fondamentale raccordare fra loro qualità, produttività, sicurezza ed ecologia. In particolare per  gli animali i problemi derivano dall’allevamento industriale che esalta tecnopatie, patologie condizionate, medicalizzazione, iatrogenesi, residui, inquinamento, trasformazione (riscaldamento globale).

Il degrado degli ecosistemi e gli imponenti rischi connessi hanno evidenziato in modo particolare il ruolo primario che il biologico assume nella preservazione della biodiversità: le fattorie che passano dagli attuali metodi di agricoltura a quelli biologici vedono in breve tempo l’aumento di biodiversità misurata come incremento del numero di specie presenti, dai batteri alle piante fino ai mammiferi e agli uccelli. I metodi di coltivazione naturali influiscono positivamente sulla biodiversità in tutte le tappe della catena alimentare e l’impiego di tecniche di coltivazione naturale si accompagna alla pratica dell’allevamento, diversificando così ulteriormente la presenza di habitat sui terreni agricoli che si arricchiscono di specie animali e vegetali.

Quindi le produzioni biologiche rappresentano non tanto un vezzo o una semplice richiesta di qualità da parte di consumatori esigenti, quanto piuttosto una maggiore consapevolezza sulle dinamiche socio – culturali, ambientali ed economiche del sistema produttivo di cui l’alimentazione è un fondamento imprescindibile e da cui dipende drammaticamente il grado di salute sociale. Gli operatori agro – zootecnici ed i consumatori, con crescente consapevolezza, hanno iniziato ad interrogarsi sulla valenza etica delle produzioni alimentari esasperate dallo sfruttamento ambientale ed animale, ma anche sulla qualità degli alimenti così ottenuti. Infine è utile ribadire un pensiero da sempre difeso dalla UMNCV: “naturale non è sinonimo di innocuo”, e questo sia nel dare il giusto significato alle discipline mediche non convenzionali ed agli eventuali prodotti impiegati nella terapia, sia nell’ambito delle produzioni biologiche che meritano gestione e controlli specifici!

Si parla tanto di sicurezza alimentare, persino l’Unione Europea si è dotata di un’apposita Authority, EFSA, che però opera esattamente con quei criteri di scientificità retriva ed inoffensiva per la lobby delle aziende alimentari. Se si prova ad inserire una serie di termini relativi al biologico (zootecnia biologica – agricoltura biologica – produzioni biologiche – etc) sul banner di ricerca di EFSA, la risposta è sempre la stessa: “Spiacenti, nessun elemento corrisponde ai criteri di ricerca impostati”. E questo in un continente, l’Europa, in cui il biologico è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni: il rapporto Biobank 2009  (www.biobank.it) fornisce dati confortanti e stimolanti riguardo all’andamento del mercato del biologico nel triennio 2006-2008; da indicazioni del panel ISMEA – NIELSEN l’andamento dei consumi di prodotto biologico  in Italia è pari a circa 350 milioni € / anno, mentre il valore complessivo delle vendite di prodotto biologici  in Europa risulta pari circa  a 1,5 – 2 miliardi di € / anno. Tale sviluppo è merito solo di coloro che si sono impegnati seriamente: agricoltori, allevatori, medici veterinari esperti delle MNC, dandosi regole, facendo ricerche sul campo e raccogliendo evidenze senza supporti economici o sponsorizzazioni lobbistiche.

Nell’ambito della categoria medico – veterinaria è da segnalare un ritardo inconcepibile da parte del Ministero che ha sempre disdegnato e sottovalutato l’argomento, nonostante le diverse sollecitazioni delle Società scientifiche di MNC in Veterinaria: è solo da Settembre 2010 che alcuni esponenti del Dipartimento della Veterinaria hanno iniziato timidamente ad esternare su questo argomento.

ANMVI dimentica che per  gli animali i problemi derivano dall’allevamento industriale che esalta tecnopatie, patologie condizionate, medicalizzazione, iatrogenesi, residui, inquinamento, trasformazione (riscaldamento globale) e individua come unico rimedio per questa zootecnia malata la figura del veterinario d’azienda, soggetto abbastanza anonimo ed ingranaggio di un meccanismo comunque perturbato e perverso, e dimentica di evidenziare che per “prestare particolare attenzione alle condizioni di stabulazione, alle pratiche zootecniche e alla densità degli animali” non basta essere medici veterinari, ma anche essere esperti del particolare settore biologico ed essere qualificati in MNC!!

Più volte la UMNCV ha sostenuto, inascoltata, che:

  • Le MNC vanno considerate quale strumento clinico per la cura degli animali in grado di contrastare intolleranze, effetti avversi da farmaci, farmacoresistenza;
  • Il significato e l’interpretazione dei dati di farmacovigilanza e sorveglianza rispetto all’uso delle MNC non sembrano minimamente interessare agli organi ufficiali preposti al controllo, nonostante il considerevole ruolo che le stesse svolgono in merito alla resistenza farmacologica, all’impatto ambientale, alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti alimentari di origine animale;
  • Manca un confronto culturale e professionale serio e necessario per una interazione a favore del potenziamento dell’atto medico veterinario.

 

La UMNCV è disponibile a dar vita ad un tavolo di lavoro con FNOVI, Ministero, ANMVI e con tutte le componenti della Veterinaria; un tavolo che sia in grado di analizzare tutti gli aspetti del complesso problema e che sia in grado di strutturare una conoscenza condivisa e sistematica nel campo professionale, in quello della ricerca e della salute. Le MNC si pongono non come alternativa all’allopatia, ma come necessario completamento in un sistema clinico che, affiancando tra loro le diverse discipline mediche, potenzi l’atto medico finalizzato al raggiungimento del benessere, della salute animale, di quella umana e dell’ambiente.