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Medico Veterinario Omeopata

Call for papers 9° Congresso SIOV 2018

PULSANTE CALL FOR PAPERS NEWSOCIETA’ ITALIANA DI OMEOPATIA VETERINARIA
Sede Amministrativa: Via Giuseppino Pinotti n. 7 – 43124 Parma
www.siov.org
segreteria.siov@gmail.com
Parma, 9 aprile 2018
La S.I.O.V. – Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, ha il piacere di annunciare il primo call for papers per il Congresso Scientifico che si terrà nei giorni Sabato 10 e Domenica 11 NOVEMBRE 2018 a PARMA presso IL CENTRO EGOCENTER KAIROS, via Alceste De Ambris n. 4 (sede della Scuola di Omeopatia veterinaria SIOV)
Il titolo del Congresso è:
OMEOPATIA: LA SCIENZA CHE CI CURA!”
Potranno essere proposti abstracts che attengano ai seguenti argomenti:
relazione terapeutica tra rimedio, malato e contesto
benessere animale e diritti degli animali
etologia e comportamento
vaccinazioni e problematiche iatrogene
problematiche nutrizionistiche
approccio sistemico agli ostacoli alla guarigione
revisione in chiave veterinaria della materia medica
revisione in chiave veterinaria del repertorio
casi clinici
ricerche originali.
Medici Veterinari, liberi professionisti e ricercatori in tutte le discipline correlate sono invitati a inviare i propri lavori sotto forma di abstracts. I lavori presentati dovranno essere originali (non pubblicati in precedenza).
I lavori saranno presentati sotto forma di relazioni estese o comunicazioni brevi o poster (in lingua italiana o inglese).
I relatori delle presentazioni orali saranno automaticamente iscritti al congresso, ovvero non saranno tenuti al pagamento di alcuna quota di iscrizione; usufruiranno inoltre di un pernottamento alberghiero nella notte precedente o successiva allo svolgimento della loro relazione, a loro discrezione e su richiesta da effettuare alla segreteria SIOV.
La deadline per la presentazione degli abstracts è il 30 giugno 2018.
Gli abstracts devono essere inviati come allegato via e-mail all’indirizzo:
segreteria.siov@gmail.com
Il formato richiesto per gli abstracts è Microsoft Word per Windows.
La durata delle presentazioni orali sarà di 35 minuti più 10 per le domande.
Non saranno accettati abstracts anonimi.
Ai partecipanti sarà comunicata l’accettazione del lavoro non oltre il 30 Agosto 2018.
Il lavoro completo dovrà essere inviato non oltre il 30 Settembre 2018. Ulteriori dettagli saranno dati con la notifica di accettazione.
Tutti i lavori saranno sottoposti in forma anonima, prima dell’accettazione, ad un triplice referaggio.
Ogni lavoro sarà valutato sia dal punto di vista scientifico, sia per l’originalità e la pertinenza agli argomenti del congresso.
Il limite di accettabilità di tutti i lavori del meeting sarà in accordo con i seguenti criteri di selezione:
rilevante merito scientifico
originalità/ interesse
varietà degli argomenti
Gli abstracts non conformi alle regole esplicate qui di seguito non verranno accettati dalla commissione.
Istruzioni per gli abstracts
Gli abstracts dovranno essere scritti in lingua italiana o inglese, non superare le 500 parole, escludendo il titolo, il nome dell’autore e l’indirizzo. Dovranno essere redatti con un programma compatibile con Microsoft Word. Le proposte dovranno consistere in ricerche o lavori non precedentemente pubblicati.
Tutti gli abstracts DEVONO includere le seguenti informazioni su pagine separate:
Il titolo completo del lavoro seguito dalle iniziali del nome e dal cognome degli autori (ma non dalla qualifica) e dall’indirizzo degli autori, su righe differenti.
Titolo centrato in maiuscolo e in grassetto.
I nomi degli autori dovranno essere centrati sotto il titolo, senza riferimenti alla qualifica.
L’indirizzo dovrà essere sotto al titolo.
L’autore da contattare dovrà essere indicato dopo l’indirizzo e dovrà essere indicato anche un indirizzo e-mail. Questo potrà anche non essere l’autore che presenterà il lavoro.
Indicare la preferenza tra:
Presentazione orale
Poster
Entrambi
Il testo dell’abstract (su pagina separata) dovrà comprendere: titolo, introduzione (compresi gli scopi del lavoro), materiali e metodi, risultati, discussione e conclusione. In questa fase, non è richiesta la bibliografia.
Si prega di non inviare abstracts se non si è intenzionati a partecipare al meeting. Al fine di equilibrare il programma, la commissione scientifica si riserva il diritto di limitare il numero dei lavori presentati dallo stesso autore.
Ci auguriamo di vedervi tutti a Parma
Un cordialissimo saluto.
Per il Consiglio direttivo della S.I.O.V.
Il Presidente, David Bettio
call for papers 2018

Lettera SIOV a Presa Diretta puntata sull’omeopatia del 03.03.18

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Egregio Dott. Iacona,
nel servizio di Presa Diretta trasmesso il 3 marzo us è emersa l’assoluta mancanza del contributo dell’ Omeopatia Veterinaria , che pure esiste per quanto attiene alla cura degli animali domestici e alla cura degli animali da sostentamento nonchè alla formazione professionale accreditata, nonostante la trasmissione abbia esordito con il contributo della Prof.ssa Lucietta Betti sugli esperimenti condotti nelle piante.
E’ stato data grande enfasi all’effetto placebo senza neppure considerare ciò che succede nel mondo animale che è un riferimento centrale nella ricerca e nella sperimentazione in campo medico e farmacologico, anche per quanto concerne lo studio e l’impatto dell’effetto placebo sul vivente.
La medicina veterinaria è stata dunque completamente esclusa da un contesto sanitario e terapeutico che le appartengono rispettivamente per mandato istituzionale e per deontologia.
Riteniamo inoltre che questo tipo di informazione pubblica , oltre ad avere strumentalizzato i dati e le informazioni raccolte, abbia omesso altri importanti riferimenti ,specialmente quelli relativi alla ricerca scientifica di base in omeopatia che pure sono reperibili in letteratura ma a cui non è stato fatto riferimento (lavori del Prof. Bellavite dell’Università di Verona, del Prof. Dei dell’Università di Firenze, del compianto Prof. Del Giudice di Napoli).
Il diritto di cronaca è imprescindibile e indispensabile affinché l’opinione pubblica sia informata obiettivamente e senza pregiudizi.
La comunità degli omeopati veterinari intende manifestare il proprio dissenso nei confronti di una informazione pubblica condotta con superficialità , parzialità e senza alcuna possibilità di un confronto e di un contraddittorio su questioni di sanità pubblica.
Quali esponenti di una società produttiva che contribuisce allo stato sociale attraverso il lavoro e l’applicazione dell’omeopatia in medicina veterinaria ci riteniamo offesi e danneggiati da una informazione pubblica che si è dimostrata inadeguata a fornire un quadro imparziale ed esaustivo di una problematica ben più complessa di quel che è stato prospettato.
Come cittadini e contribuenti siamo disgustati da questo sedicente servizio pubblico in cerca di un sensazionalismo strumentale a un sistema più incline all’oscurantismo che non ad un revisionismo critico capace di accogliere i contributi favorevoli del lavoro dei cittadini.
Distinti saluti
SIOV – Società Italiana di Omeopatia Veterinaria

EASAC Statement on Homeopathy

The European Academies’ Scientific Advisory Council (EASAC) recently published a statement on Homeopathic products and practices, the analysis and conclusions of which were based on supposedly ‘excellent science-based assessments already published by authoritative and impartial bodies.’

The statement is intended to provide a scientific basis for policy making for homeopathic medicinal products in the EU. As such, it is disappointing that EASAC cites the discredited House of Commons Science and Technology Committee report (2010) and Australian NHMRC Report on homeopathy (2015). Any statement which is to be used to inform policy-making should be based on accurate, up-to-date information. In citing the sources above, and apparently not performing any first-hand analysis on the wealth of evidence that supports homeopathy, EASAC’s statement can not reasonably be used to inform decisions which would ultimately influence the healthcare of EU citizens.

The official response by BPI – German national pharmaceutical industry trade association – provides a clear analysis of the EASAC statement which they describe as being prepared by “a working group of 11 scientists acting in an individual capacity”, reminding us that “EASAC is neither an institution of the European Union (“EU”) nor a body tasked by the EU or by any EU Member State”.

For more on the evidence base for homeopathy, follow this link.

https://www.hri-research.org/2017/09/easac-statement-on-homeopathy/

Letter from IAVH General Secretary Dr. Petra Weiermayer

logo iavh

Homeopathic veterinarians are all conventionally trained veterinarians. We understand disease and health as do our conventional colleagues. We use conventional diagnostics and therapeutics as needed. We have added homeopathy as another tool with which to help animals in our care. Homeopathic veterinarians have chosen to study and use homeopathy because we have seen benefits to patients. There is also significant research evidence supporting the effectiveness of veterinary homeopathy.

Please see our power point presentation in the articles below, and our letter to the editor on the review of Doehring and Sundrum published in the Veterinary Record in December 2016. These summarise the current state of research in veterinary homeopathy. A more detailed version can be read below the short version. Please read also a review (below, in Articles section) of a masters thesis performed by a human doctor (Melanie Woelk) on research in homeopathy, with the conclusion that homeopathy is an evidence-based medicine. Research of the crucial question whether veterinary homeopathy works according to the rules for evidence-based medicine (EBM) has to be performed, although some studies which show this evidence exist already.

Currently, there are one out of two evidence class 1a reviews, and one evidence class 1a meta-analysis, stating positive outcome for veterinary homeopathy, as well as one out of two evidence class 1b studies stating positive outcome for veterinary homeopathy, so veterinary homeopathy could be classified as evidence based. More high quality research is certainly needed.

For FAQ’s on homeopathy we would like to refer to the website of the HRI (Homeopathy Research Institute); we are working together with regard to research.

For further information on research in homeopathy please see this page, also from HRI.

The ECH (European Committee for Homeopathy) and the UK Faculty of Homeopathy certify and examine medical and veterinary professionals in the practice of homeopathy, and their websites also discuss current research efforts.

ECH Research page  Faculty Research page

Dr. Petra Weiermayer

Risposta a Professione Veterinaria n.1/2018 “Veterinari contro Veterinari”

6cc98fa4-95ca-4e5e-89a1-88fe7fbb2618La comunità dei veterinari omeopati sente l’urgenza di ribattere a quanto comparso sul numero 1 /2018 di Professione Veterinaria, in quanto ciò che è stato scritto nel trafiletto “Veterinari contro Veterinari”, oltre a peccare di superficialità, scorrettezza e rappresentare una vera e propria fake news, offende profondamente chi studia e pratica tale disciplina.
Stupisce come la redazione di Professione Veterinaria si esprima in maniera tanto superficiale dopo aver preso visione, evidentemente in modo approssimativo, della risposta legittima da parte della IAVH nei confronti della pubblicazione di Veterinary Record, oggetto della discussione. E di come abbia riportato a galla la vicenda SIMVeNCo, peraltro del tutto arbitrariamente e in maniera falsa, tendenziosa e strumentale.
Infatti è noto che l’esperienza della SIMVeNCO ha avuto come naturale evoluzione la creazione della Società italiana di Omeopatia veterinaria,  da cui è nata una Scuola di formazione in Omeopatia veterinaria che svolge regolare e continuativa attività dal momento stesso in cui SIMVeNCO è stata sciolta; inoltre la SIOV dal 2010 organizza un congresso annuale, che nel 2017 ha assunto portata internazionale. Chiediamo che le informazioni scorrette vengano rettificate rendendo note queste circostanze.
Dispiace constatare che si continua a voler pretendere per forza qualcosa di impossibile: quando si ragiona su due paradigmi diversi, la pretesa dell’uno di poter approvare l’altro solo alle sue condizioni è come pretendere di misurare un peso usando i centimetri invece che i grammi. Sarebbe ora che se ne prendesse atto. Per il resto non c’è molto altro da dire se non che si continua a pontificare su teorie invece che sui fatti.
Questo vale sia per la clinica che per la ricerca di base.
La redazione di Professione Veterinaria non si pone la domanda fondamentale circa la criticità del metodo, dando per scontato che esista un solo unico un modello di riferimento nella ricerca scientifica. La redazione misconosce che la IAVH è affilata alla HRI (Homeopathy Instutite for Research), una delle istituzioni che detengono le competenze in omeopatia e che promuove un modello di ricerca adeguato al paradigma omeopatico, tanto da inficiare i dati riportati dall’articolo di Veterinary Record.
Forse la redazione di Professione Veterinaria preferisce mettere in evidenza uno scontro ideologico tra colleghi invece di capire e approfondire il tema della criticità della ricerca in un campo della medicina ormai consolidato dalla presenza di migliaia di colleghi esperti in tutto il modo, da raccomandazioni dell’OMS e dalla attuale ricerca di base.
Infine un’osservazione: la convivenza è sempre possibile ed è solo una questione di volontà e di civiltà. Due medicine “diverse” possono convivere, avendo in comune solo il bene del paziente. Qual’è il motivo per cui la medicina ufficiale deve sempre attaccare l’altra? C’é sempre più necessità di reciproco rispetto e collaborazione. E per fortuna ci sono colleghi con cui è facile e arricchente condividere l’esperienza medica. Quanto scritto su Professione Veterinaria, come in molti altri casi, non rispecchia la realtà, ma solo la “voce grossa” di coloro, una minoranza (non un’élite), che hanno il potere di decidere anche per gli altri. Ultimamente di esempi ce ne sono in abbondanza, tanto che questi argomenti vengono addirittura sfruttati per la campagna elettorale in corso. Noi non ci stiamo.
Se il mondo medico veterinario nell’espressione della professione, il mondo farmaceutico nell’espressione dell’adeguamento generale del farmaco omeopatico a standard produttivi, se il mondo legislativo nell’espressione della futura legge sul farmaco, se il mondo della ricerca nell’espressione di dati positivi sull’effettività stanno lavorando per una integrazione dei saperi, sembra che Professione Veterinaria stia invece lavorando per una integralizzazione del sapere.
Si invita pertanto la redazione a rettificare l’editoriale offensivo per la professione in toto e a prendere in visione la letteratura scientifica in questione, analizzarla farne una revisione critica e, nel caso, confrontarsi onestamente con i professionisti che rappresentano l’omeopatia e le Medicine Non Convenzionali Veterinarie in Italia.
Segreteria SIOV

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