
Bio illogico
Cari tutti, non so se abbiate visto la puntata di Report Bio illogico su Rai Tre (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-af053738-5e57-4bce-9dc6-0773c3f70bfb.html ).
Questa puntata rappresenta una importante ricerca sul mondo del bio soprattutto rispetto alla grande distribuzione e mette in evidenza grandi truffe non risparmiando nessuno, in primis il ministero dell’Agricoltura che ha enormi responsabilità.
I dati di partenza della trasmissione sono incoraggianti, il bio aumenta del 21% quindi tante persone stanno capendo l’importanza del cibo, la differenza di prezzo più alta pagata ai produttori bio non solo per i grani ma per tutti i prodotti in generale rispetto al convenzionale indica che i produttori vedono finalmente riconosciuti anche economicamente i loro sforzi ed impegno verso la salute e l’ambiente.
Un dato però è allarmate: cresce la richiesta di bio ma i produttori italiani sono fermi, non si convertono al bio, i terreni rimangono incolti o convenzionali. Gli imprenditori italiani vanno all’estero, in Romania, ad esportare sistemi basati sulla truffa. Perché nonostante la richiesta di mercato ed il prezzo più alto i produttori italiani non passano al bio ?
Una parte non passa al bio perché aumenta la burocrazia da gestire ed i costi (piccoli produttori, agroallevamenti familiari), una parte riesce a vendere la propria produzione senza certificazioni (filiere molto corte, mercati contadini, garanzie partecipate, GAS) ma il grosso dei produttori italiani mediopiccoli ad esempio di ortofrutta e cereali, perché fa fatica a passare al bio ?
Io penso che una delle ragioni è che non ci sia un cambio strutturale nella formazione dei tecnici (veterinari, agronomi, nutrizionisti ecc), non ci sia una volontà politica di cambio (vedi sotto Ministero) né una volontà precisa delle associazioni di categoria come Coldiretti e Cia.
Siamo tecnicamente impreparati al bio, i veterinari sono generalmente assenti dal sistema biologico a livello mondiale, europeo, nazionale, regionale e locale, le ASL lo seguono parzialmente, siamo generalmente ignoranti sulla legislazione bio e sulle linee europee di collaborazione con gli altri Paesi, i produttori sono in balia del faidate, quindi giustamente hanno paura di un salto nel buio.
Ho rivisto due volte la puntata per capire bene e devo dire che Federbio e alcuni enti di certificazione si sono comportati correttamente, a volte troppo lentamente, ma correttamente. Gli enti disonesti sono stati espulsi , segnalati ed altri come Suolo e Salute hanno cambiato la dirigenza e le linee di condotta. Si parla giustamente di conflitto di interessi ma le cose più gravi non avvengono nel privato (enti di certificazione e Federbio) ma nel pubblico. Gallo, capo segreteria del viceministro all’agricoltura fa affari con Romani che è nella black list di Federbio, Ecocert (ente certificatore) denuncia le incongruenze di Romani e viene richiamato all’ordine direttamente dal ministero e dal capo segreteria (Gallo) che fa affari con Romani.
Il pesce puzza dalla testa e il pubblico in questo caso è meno garante del privato.
Federbio denuncia il fatto che la piattaforma informatica con le Linee guida Bio che di fatto evidenzia e limita fortemente le frodi o i tentativi di frodi in Italia è bloccato al Ministero.
Dopo la trasmissione il Ministero mette in rete il sistema (Grazie Report !!)
Per capire meglio va detto che il controllo obbligatorio, cui tutte le aziende del biologico devono aderire, prevede in genere una visita annuale effettuata da uno dei 14 organismi di certificazione (i sette soci di FederBio coprono il 90% degli operatori italiani). Per migliorare questo sistema previsto dalla normativa di legge, FederBio insieme ad Accredia da circa un anno ha messo a punto una piattaforma informatizzata dove tutti gli operatori devono inserire i dati relativi alla tracciabilità delle operazioni di acquisto e vendita, l’indicazione dei volumi di prodotto, la superficie dei terreni agricoli certificati e altri dati. In questo modo è possibile in qualsiasi momento incrociare i dati e focalizzare le anomalie. Il caso Liuzzi riportato da Report, per esempio, non potrebbe ripetersi perché il sistema informatico non validerebbe l’offerta di quantità di prodotto sproporzionate da parte di un piccolo produttore. Secondo FederBio nella prima settimana di attività la nuova piattaforma ha permesso la scoperta di tre anomalie che il sistema cartaceo previsto dalla legge avrebbe scoperto un anno dopo. Il nuovo metodo informatico è stato approvato anche da catene di supermercati come: Coop, Esselunga, Ecor NaturaSì e i maggiori mulini italiani (compreso il Gruppo Casillo, leader mondiale nella trasformazione e commercializzazione del grano duro), che pretendono dai fornitori l’adesione alla piattaforma. Secondo le previsioni nel 2017 la maggior parte del mondo biologico dovrebbe adottare questo nuovo sistema di controllo informatico. Federbio
Verificato tutto questo il problema non è la legislazione bio, la legislazione bio è sicuramente da migliorare ma comunque a mio modesto avviso rappresenta un buon punto di partenza. Il problema sta nel fatto che la legislazione non viene applicata, c’è ignoranza sul tema, le Università, gli enti preposti alla formazione sono fermi, tranne in casi sporadici, osteggiano il cambio di paradigma, sono fermi a sistemi produttivi ecologicamente impattanti, socialmente ingiusti e inadeguati alle necessità odierne di freno all’inquinamento, alla farmacoresistenza ed al cibo che ammala.
Nel bio però c’è tanta gente che lavora bene, i piccoli e medi produttori di prossimità che vengono più facilmente controllati dagli enti certificatori (piattaforma informatica con le Linee guida Bio ) e direttamente dai cittadini, ad esempio con il sistema dei GAS.
Non credo sia giusto fare di tutta l’erba un fascio perché non è corretto rispetto a chi lavora bene, so per certo che non tutto il bio è marcio.
SIOV da qualche anno collabora con AccademiaBio (http://www.feder.bio/Accademia-Bio.php) e si occupa del la formazione sia dei nuovi Tecnici Ispettori che di quelli già operanti nelle aziende. I temi trattati sono benessere animale, alimentazione e profilassi. Su 5 giorni di formazione per i nuovi Tecnici Ispettori una giornata intera viene gestita da Siov.
Fare formazione è uno dei capisaldi di SIOV e formare i tecnici ispettori del bio è di competenza del veterinario ed in particolare del veterinario omeopata, crediamo che questa sia una delle strade per migliorare il sistema bio e contribuire a renderlo più educato e tecnicamente pronto.
Essere parte del mondo del bio e conoscerlo profondamente ci permette di vigilare e segnalare incongruenze e truffe.
Dott. Pietro Venezia
Responsabile dipartimento Zootecnia e Biologico SIOV

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Grazie allo sviluppo della multidisciplinarietà, oggi le Scienze esatte stanno convergendo sempre più tra loro cooperando insieme in molti campi del sapere. Nel mondo della Medicina, invece, pare di assistere ad una evoluzione opposta: la Medicina Farmacologica Convenzionale prende sempre più le distanze dalle cosiddette “Medicine Complementari” (MC) ritenendosi aprioristicamente unica depositaria del metodo scienti co e della conoscenza. In contrapposizione a questo processo, le MC stanno scoprendo ciò che le unisce. Infatti, la Medicina Omeopatica, la Medicina Antroposo ca e l’Omotossicologia, che sono tra le più diffuse MC, hanno capito che con l’integrazione delle conoscenze e dei trattamenti si ottiene un effetto sinergico a tutto vantaggio del malato e ad arricchimento e sviluppo dell’unica Medicina. Questo vale anche per la Fitoterapia, che a differenza di quanto accade nella maggior parte degli Stati Europei nei quali è Medicina Convenzionale, in Italia è considerata MC, nonostante utilizzi un approccio diagnostico terapeutico di tipo farmacologico. Infatti, la Medicina è una e noi abbiamo bisogno di pensare in modo nuovo alla Medicina e all’Uomo, perché il cammino della conoscenza è in continua evoluzione e l’attuale modello riduzionista non è più adeguato. La complessità della società attuale, la gravità dell’inquinamento globale, la perdita di qualità e di salubrità di cibo, aria, acqua e suolo e le tensioni multifattoriali a cui è sottoposto l’Uomo d’oggi sono i principali agenti eziologici delle patologie moderne, alle quali il trattamento farmacologico cronicizzato non sembra fornire un’adeguata risposta. Ne consegue che, specialmente nell’ambito delle patologie cronico-degenerative, tocchiamo con mano che abbiamo bisogno di un approccio terapeutico personalizzato e integrato, dove l’Uomo è considerato e curato con grande rispetto e attenzione nella sua singolarità e dove il medico abbia le conoscenze suf cienti per scegliere per ogni paziente i trattamenti più adeguati e li integri sapientemente sfruttando la sinergia che ognuno di essi può dare. La Medicina è una nonostante sia costituita da una molteplicità di approcci terapeutici, come la persona è una nonostante sia costituita da molti tessuti, mai autonomi e sempre interconnessi. In questo nuovo paradigma, nessun approccio terapeutico convenzionale o complementare, vecchio o nuovo, olistico o specialistico ha una preminenza sugli altri, come i tessuti del nostro corpo sono tutti ugualmente utili e importanti, anche se alcuni sembrano svolgere un ruolo primario, che però sappiamo scadere rapidamente senza il sostegno incessante dei tessuti solo apparentemente secondari. In questa Medicina Unica, perché Integrata, ogni approccio sostiene gli altri, li completa e li potenzia, e non esistono esclusioni preconcette, perché ogni paziente sarà sempre nuovo e nello stesso tempo misterioso per il suo terapeuta, necessitando pertanto di trattamenti personalizzati e quindi sempre diversi e sempre più integrati. Noi crediamo che sia questa la Medicina del Futuro, una Medicina che può crescere e raccogliere le s de dell’oggi e del domani perché accoglie i saperi di tutti.

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