Archivio dell'autore: David Bettio
Floriterapia del Dr. Bach in Veterinaria

SABATO 21 GENNAIO 2017
Egocenter, Via A. De Ambris 4 – Parma
_______________________________________
PROGRAMMA
9.00-9.30: ACCOGLIENZA
9.30: SALUTI E PRESENTAZIONE RELATORI DELLA GIORNATA
9.45: EDWARD BACH: L’UOMO, IL PENSIERO, GLI SCRITTI (Cinzia Ciarmatori)
10.30: I 7 GRUPPI. CENNI, CON APPROFONDIMENTO DI ALCUNI FIORI TRA I PIU’ UTILIZZATI IN CAMPO ANIMALE E ESEMPI CLINICI (Marina Nuovo)
11.30 PAUSA
12.00: I 7 GRUPPI. CENNI, CON APPROFONDIMENTO DI ALCUNI FIORI TRA I PIU’ UTILIZZATI IN CAMPO ANIMALE E ESEMPI CLINICI (Marina Nuovo)
12.45: DISCUSSIONE
13.00: PRANZO
14.30: IL METODO DI PREPARAZIONE DEL DR. BACH E SUE INDICAZIONI POSOLOGICHE. ALTRI METODI DI SOMMINISTRAZIONE (Lucilla Satanassi)
15.30: IL RIMEDIO D’EMERGENZA (Stefano Cattinelli)
16-00: PAUSA
16.15: IPOTESI DI AZIONE (Stefano Cattinelli)
17.00: MOUNT VERNON OGGI (Cinzia Ciarmatori)
17.30: DISCUSSIONE
18.30: CONCLUSIONE E TERMINE LAVORI
-
SCHEDA DI ISCRIZIONE (Scaricala QUI): scheda-iscrizione-parma2017_fiori-siov


RELATORI




Veterinary Homeopathy at 7° National Congress of SIOV

Do the veterinarian is a complex profession, we all know, it is not only focus to eliminate the symptoms of a disease, but also or mainly to interact with an ecosystem, be it the family or the environment, of which the animal is an integrated part.
This is the reason why 40 veterinarians, gather in a conference room, ask themselves during the 7° National Congress of SIOV, the Italian Society of Veterinary Homeopathy, seeking confirmation of the possibility to act in accordance with the epistemological bases of classic homeopathy to address the challenges and problems that currently the veterinary work presents.
Just a few days ago the presentation by the FNOVI, the National Federation of the Associations of Veterinary Doctors, a fundamental document to place even greater attention to the dramatic emergency of Antimicrobical Resistance AMR (Veterinary Profession and Antibiotic resistance – Document Colistin ), a global reality and that major risks for human health. This important signal by FNOVI and Profession stands in resonance with the fundamental strength on antibiotics document published by the WHO in June 2014.
It is a topic that is still little discussed in the Faculty of Medicine and Veterinary Medicine, and the legislative intentions remain mired in words that are likely to remain inert without an operation.
The 40 veterinarians, and the community that they express, work in everyday with a medicine that points attention to the individual as part of a system. The systemic view that affects all of us in a perspective of One Health, using the application methods of classical homeopathy, and constantly facing acute and chronic, using minimally and really aimed to antibiotic therapies so in accordance with the provisions forwarded with a sense of urgency by the WHO.
The good news is that there is already a concrete approach and directly applicable to help limit the damage caused by decades of unwitting use of drugs and a production system which has ignored the effects on the renewability and sustainability of natural resources. The veterinary homeopaths have skills to meet the needs and emergencies not only the profession itself, but also the tasks performed on a social level.
Several reports have shown the therapeutic role nutrition especially in chronic diseases, including idiopathic epilepsy, particularly for forms that do not respond to drug treatments and often turn to CAM (Complementary and Alternative Medicine).
It has been showed that feeding animals both pets or animal farming has a strong impact on the entire planet made evident, among other things, by the references to millions of hectares for feed them. Without forgetting the terrible conditions in which farm animals are. Homeopathy becomes the frontier medicine.
Even bees, insects fundamental to the health of the environment with millions of years of evolution behind are the protagonists of an interesting preliminary study presented at the conference SIOV. This project is considered necessary by the evidence of the human impact on the environment effects, in which the bees testify that there are no isolated issues, or isolated incidents, every action and every fact is linked in a network of events that leads to each of us .
Those 40 veterinarians propose options to address the problems for which the words and intent are not enough. The community of veterinary homeopaths marries the known statement of Albert Einstein that “we can not solve a problem with the same kind of thinking we used to create it. “
For information: http://www.siov.org
Omeopatia Veterinaria al Congresso SIOV 2016
Quella del Medico Veterinario è una professione complessa, lo sappiamo tutti, non si tratta solo di eliminare i sintomi di una malattia da un animale, ma di interagire con un ecosistema, sia esso familiare o ambientale, di cui l’animale è parte integrante.
Ecco dunque perché quaranta veterinari, chiusi in una sala conferenze di un albergo, si interrogano durante il settimo congresso nazionale della SIOV, la Società Italiana di Omeopatia Veterinaria, cercando conferma della possibilità di agire in accordo con le basi epistemologiche dell’Omeopatia classica per affrontare le sfide e le criticità che attualmente il lavoro del veterinario presenta.
È di pochi giorni fa la presentazione, da parte della FNOVI, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Veterinari, di un documento fondamentale per porre ancora di più l’attenzione sulla drammatica emergenza dell’antibiotico resistenza (Professione Veterinaria e Antibiotico resistenza – Documento Colistina), una realtà globale e che mette seriamente a rischio la salute umana. Questo segnale importante da parte di FNOVI e della Professione si pone in risonanza con il fondamentale documento sull’antibiotico resistenza pubblicato dall’OMS nel giugno del 2014.
Si tratta di un argomento che viene ancora poco affrontato nelle Facoltà di Medicina e di Veterinaria, e le intenzioni legislative restano invischiate in parole che rischiano di rimanere inerti senza una operatività.
Quei quaranta veterinari e la comunità che essi esprimono, lavorano nel quotidiano con una medicina che guarda all’individuo come parte di un sistema che ci riguarda tutti in una prospettiva di One Health, utilizzando i metodi applicativi della medicina omeopatica classica e affrontando costantemente patologie acute e croniche, facendo ricorso in modo minimo e davvero mirato a terapie antibiotiche in accordo con le disposizioni trasmesse con senso di urgenza dall’OMS. La buona notizia è quindi che esiste già un approccio concreto e direttamente applicabile per contribuire a limitare i danni provocati da decenni di uso inconsapevole di farmaci e da un sistema produttivo che ha trascurato gli effetti sulla rinnovabilità e sostenibilità delle risorse naturali. I veterinari omeopati hanno competenze per far fronte alle esigenze e alle emergenze non solo della professione in sé, ma anche dei compiti che svolge a livello sociale.
Diverse relazioni hanno evidenziato il ruolo terapeutico determinante dell’alimentazione specie nelle patologie croniche, tra cui l’epilessia idiopatica, in particolare per le forme che non rispondono alle cure farmacologiche e che spesso si rivolgono alle CAM (Medicine Complementari e Alternative).
E’ stato quindi evidenziato come l’alimentazione degli animali con cui viviamo abbia un forte
impatto sull’intero pianeta reso evidente, tra l’altro, dai dati relativi ai milioni di ettari destinati all‘alimentazione animale in rapporto alla quota indirizzata ai milioni di pets con cui semplicemente scegliamo di convivere. Senza dimenticare le terribili condizioni in cui versano gli animali da allevamento per i quali l’omeopatia, che tra l’altro la normativa sul biologico considera medicina d’elezione, diviene medicina di frontiera se si continuano ad ignorare le richieste d’aiuto dei veterinari nel far applicare e rispettare le leggi sul benessere animale.
Anche le api, insetti fondamentali per la salute dell’ambiente con milioni di anni di evoluzione alle spalle sono protagoniste di un interessante studio preliminare presentato al congresso SIOV. Questo progetto è ritenuto necessario dalle evidenze degli effetti dell’impatto antropico sull’ambiente, in cui le api testimoniano che non esistono questioni isolate, né fatti isolati, ogni azione ed ogni fatto è collegato in una rete di eventi che conduce ad ognuno di noi.

Quei medici veterinari propongono opzioni per affrontare i problemi per i quali parole e intenti non bastano più e mai come in questo momento la comunità dei veterinari omeopati sposa la nota affermazione di Albert Einstein per cui “non possiamo risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato per crearlo”.
Per informazioni : www.siov.org
Bio(il)logico – Dott. Pietro Venezia

Bio illogico
Cari tutti, non so se abbiate visto la puntata di Report Bio illogico su Rai Tre (http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-af053738-5e57-4bce-9dc6-0773c3f70bfb.html ).
Questa puntata rappresenta una importante ricerca sul mondo del bio soprattutto rispetto alla grande distribuzione e mette in evidenza grandi truffe non risparmiando nessuno, in primis il ministero dell’Agricoltura che ha enormi responsabilità.
I dati di partenza della trasmissione sono incoraggianti, il bio aumenta del 21% quindi tante persone stanno capendo l’importanza del cibo, la differenza di prezzo più alta pagata ai produttori bio non solo per i grani ma per tutti i prodotti in generale rispetto al convenzionale indica che i produttori vedono finalmente riconosciuti anche economicamente i loro sforzi ed impegno verso la salute e l’ambiente.
Un dato però è allarmate: cresce la richiesta di bio ma i produttori italiani sono fermi, non si convertono al bio, i terreni rimangono incolti o convenzionali. Gli imprenditori italiani vanno all’estero, in Romania, ad esportare sistemi basati sulla truffa. Perché nonostante la richiesta di mercato ed il prezzo più alto i produttori italiani non passano al bio ?
Una parte non passa al bio perché aumenta la burocrazia da gestire ed i costi (piccoli produttori, agroallevamenti familiari), una parte riesce a vendere la propria produzione senza certificazioni (filiere molto corte, mercati contadini, garanzie partecipate, GAS) ma il grosso dei produttori italiani mediopiccoli ad esempio di ortofrutta e cereali, perché fa fatica a passare al bio ?
Io penso che una delle ragioni è che non ci sia un cambio strutturale nella formazione dei tecnici (veterinari, agronomi, nutrizionisti ecc), non ci sia una volontà politica di cambio (vedi sotto Ministero) né una volontà precisa delle associazioni di categoria come Coldiretti e Cia.
Siamo tecnicamente impreparati al bio, i veterinari sono generalmente assenti dal sistema biologico a livello mondiale, europeo, nazionale, regionale e locale, le ASL lo seguono parzialmente, siamo generalmente ignoranti sulla legislazione bio e sulle linee europee di collaborazione con gli altri Paesi, i produttori sono in balia del faidate, quindi giustamente hanno paura di un salto nel buio.
Ho rivisto due volte la puntata per capire bene e devo dire che Federbio e alcuni enti di certificazione si sono comportati correttamente, a volte troppo lentamente, ma correttamente. Gli enti disonesti sono stati espulsi , segnalati ed altri come Suolo e Salute hanno cambiato la dirigenza e le linee di condotta. Si parla giustamente di conflitto di interessi ma le cose più gravi non avvengono nel privato (enti di certificazione e Federbio) ma nel pubblico. Gallo, capo segreteria del viceministro all’agricoltura fa affari con Romani che è nella black list di Federbio, Ecocert (ente certificatore) denuncia le incongruenze di Romani e viene richiamato all’ordine direttamente dal ministero e dal capo segreteria (Gallo) che fa affari con Romani.
Il pesce puzza dalla testa e il pubblico in questo caso è meno garante del privato.
Federbio denuncia il fatto che la piattaforma informatica con le Linee guida Bio che di fatto evidenzia e limita fortemente le frodi o i tentativi di frodi in Italia è bloccato al Ministero.
Dopo la trasmissione il Ministero mette in rete il sistema (Grazie Report !!)
Per capire meglio va detto che il controllo obbligatorio, cui tutte le aziende del biologico devono aderire, prevede in genere una visita annuale effettuata da uno dei 14 organismi di certificazione (i sette soci di FederBio coprono il 90% degli operatori italiani). Per migliorare questo sistema previsto dalla normativa di legge, FederBio insieme ad Accredia da circa un anno ha messo a punto una piattaforma informatizzata dove tutti gli operatori devono inserire i dati relativi alla tracciabilità delle operazioni di acquisto e vendita, l’indicazione dei volumi di prodotto, la superficie dei terreni agricoli certificati e altri dati. In questo modo è possibile in qualsiasi momento incrociare i dati e focalizzare le anomalie. Il caso Liuzzi riportato da Report, per esempio, non potrebbe ripetersi perché il sistema informatico non validerebbe l’offerta di quantità di prodotto sproporzionate da parte di un piccolo produttore. Secondo FederBio nella prima settimana di attività la nuova piattaforma ha permesso la scoperta di tre anomalie che il sistema cartaceo previsto dalla legge avrebbe scoperto un anno dopo. Il nuovo metodo informatico è stato approvato anche da catene di supermercati come: Coop, Esselunga, Ecor NaturaSì e i maggiori mulini italiani (compreso il Gruppo Casillo, leader mondiale nella trasformazione e commercializzazione del grano duro), che pretendono dai fornitori l’adesione alla piattaforma. Secondo le previsioni nel 2017 la maggior parte del mondo biologico dovrebbe adottare questo nuovo sistema di controllo informatico. Federbio
Verificato tutto questo il problema non è la legislazione bio, la legislazione bio è sicuramente da migliorare ma comunque a mio modesto avviso rappresenta un buon punto di partenza. Il problema sta nel fatto che la legislazione non viene applicata, c’è ignoranza sul tema, le Università, gli enti preposti alla formazione sono fermi, tranne in casi sporadici, osteggiano il cambio di paradigma, sono fermi a sistemi produttivi ecologicamente impattanti, socialmente ingiusti e inadeguati alle necessità odierne di freno all’inquinamento, alla farmacoresistenza ed al cibo che ammala.
Nel bio però c’è tanta gente che lavora bene, i piccoli e medi produttori di prossimità che vengono più facilmente controllati dagli enti certificatori (piattaforma informatica con le Linee guida Bio ) e direttamente dai cittadini, ad esempio con il sistema dei GAS.
Non credo sia giusto fare di tutta l’erba un fascio perché non è corretto rispetto a chi lavora bene, so per certo che non tutto il bio è marcio.
SIOV da qualche anno collabora con AccademiaBio (http://www.feder.bio/Accademia-Bio.php) e si occupa del la formazione sia dei nuovi Tecnici Ispettori che di quelli già operanti nelle aziende. I temi trattati sono benessere animale, alimentazione e profilassi. Su 5 giorni di formazione per i nuovi Tecnici Ispettori una giornata intera viene gestita da Siov.
Fare formazione è uno dei capisaldi di SIOV e formare i tecnici ispettori del bio è di competenza del veterinario ed in particolare del veterinario omeopata, crediamo che questa sia una delle strade per migliorare il sistema bio e contribuire a renderlo più educato e tecnicamente pronto.
Essere parte del mondo del bio e conoscerlo profondamente ci permette di vigilare e segnalare incongruenze e truffe.
Dott. Pietro Venezia
Responsabile dipartimento Zootecnia e Biologico SIOV

Leggi l’articolo originale | clicca
Nei confronti dell’omeopatia non avevamo preconcetti nè positivi nè negativi. Non ne sapevamo nulla, non avendola mai studiata nè usata e ci siamo avvicinati solo perchè ci hanno detto che poteva aiutare il peloso. Oban sta seguendo una terapia omeopatica dal novembre 2015.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.